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Già tra le Lettere al Magliabechi, l'erudito bibliotecario Antonio Magliabechi (1633-1714) il cui lascito, i cosiddetti Codici Magliabechiani costituiscono un prezioso fondo della Biblioteca Nazionale di Firenze, troviamo scritto (CXXXIV -II - 1277): "Quattro settimane sono scrissi a Vostra Signoria illustrissima e l'informai del brutto tiro che ci fanno questi signori teroni di volerci scacciare dal partito delle galere, contro ogni equità e giustizia, già che ho lavorato tant'anni per terminarlo, e ora che vedano il negozio buono, lo vogliono per loro".
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Spesso il termine terrone è stato utilizzato nella letteratura del Novecento da noti autori in diverse loro opere.
Per citare solo alcuni si ricorda:
Marino Moretti - Alla veglia funebre non ce li volevano loro, nessuno di loro, quattro o cinque impiegati di concetto, buona gente, amici, colleghi e, tanto per cambiare, terroni.
Anna Banti - Nella luce rossastra della lampadina accesa (era già notte) vide che la terrona stava di nuovo frugando nella sporta.
Giuseppe Marotta - Noi terroni cerchiamo di abituarci alle strade di Milano.
Cesare Pavese - Cantare sapeva, suonare anche, perché non tentare di riuscire un artista, come quei terroni che gli stavano tra i piedi?.
Beppe Fenoglio - I settentrionali, primi gli emiliani, attaccarono i meridionali, Terroni, sudici, terra da pipe, abissini!.
Aldo Busi - Una bruta teruna l'è una bruta teruna anche se l'è notaia.
Pier Vittorio Tondelli - Poco più tardi arrivano i terroni e invadono il tavolo portando altre sedie. Giusy fa per alzarsi, non gli piace la nuova compagnia col Salvino capobanda.
Giovanni Arpino - "Molta nebbia?" "Umidità. A tonnellate. Ottima per le mie ossa terrone", spregiò Tramontano.
Giovanni Pirelli - Una volta le dissi: noi meridionali siamo fatti così, scherziamo alla maniera nostra. E lei: macché meridionali; terroni, terronacci.
Dino Buzzati - "Non so se di Napoli o della Calabria" fa la Luisella, la terroncina la chiamavano.
Ancora Fenoglio - Johnny s'imbatté in un terroncino costernato per una giubba che gli arrivava ai ginocchi e furono felici dell'immediato baratto.
Ricavato da "http://it.wikipedia.org/wiki/Terrone"


Se ci fosse qualcuno volenteroso potrebbe inserire in wikipedia alcuni termini "nostri". Fra l'altro se andate a vedere la pagina dedicata alla lingua italiana, quando si parla di dialetti ci sono cose agghiaccianti...![]()


http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_italiana#Dialetti
Recentemente si tende a isolare i dialetti settentrionali (romanzi occidentali) da quelli centro-meridionali ("romanzi orientali"): la distinzione viene amplificata soprattutto per motivi politici, supponendo un'origine "celtica" dei dialetti settentrionali. A queste dichiarazioni bisogna rispondere così: che il sostrato celtico (ammesso che sia esistito) può aver influito sui dialetti "gallo-italici", non certo sul veneto; che i dialetti settentrionali (anche quelli cosiddetti "gallo-italici") sono pienamente romanzi e non celtici; che i dialetti settentrionali condividono molte caratteristiche morfologiche con i dialetti del resto d'Italia (come i plurali non sigmatici); che soltanto fonologicamente si può parlare di "romanzo occidentale", ma la caduta delle vocali atone non avviene solo al nord ma anche in molte parti del sud specialmente in Campania, Molise e Puglia. Il tratto più caratteristico è la lenizione, una caratteristica tipicamente romanza-occidentale. Un tipo di lenizione si è comunque recentemente sviluppato anche al sud, sia pur con caratteristiche diverse e in Toscana (attestata dal XVI secolo) con modalità particolarissime che le hanno fruttato il nome di "gorgia".
cosa ne pensate?


leggetevi "l'italia non esiste" del toscanaccio salvi.