La decisione presa «per illegittimità e tutela dell'ordinamento»
Il governo: niente voto agli immigrati
Annullata la delibera del consiglio comunale di Genova che estendeva agli stranieri il diritto di elettorato attivo e passivo
GENOVA - Gli immigrati regolari non comunitari di Genova non potranno votare per l'elezione del sindaco e del consiglio comunale e neppure essere eletti nel parlamentino cittadino. Lo ha deciso questa mattina il consiglio dei ministri annullando la delibera con cui nel luglio del 2004 lo stesso consiglio comunale aveva esteso il diritto di elettorato attivo e passivo alle amministrative anche ai cittadini non italiani, purché in regola con i permessi di soggiorno e residenti da almeno 10 anni. La decisione dell'esecutivo è stata assunta «per illegittimità e a tutela dell'unità dell'ordinamento».
Nei giorni scorsi era stato il Consiglio di Stato, interpellato dal ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, ad esprimersi di fatto contro le delibere adottate da alcuni Comuni. Il consiglio, nell'esprimere il suo parere, aveva stabilito che il diritto di elettorato per gli stranieri non avrebbe potuto prescindere da un riconoscimento anche nell'ordinamento nazionale.
L'annullamento della delibera del comune di Genova è stata accolta con favore da Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, secondo cui la decisione del governo è «giusta e doverosa». «Mi auguro - ha detto ancora l'onorevole forzista - che, alla luce di questa decisione del Governo, le amministrazioni comunali del nostro Paese non vogliano continuare ad insistere su questo tema in modo demagogico, ma lascino al Parlamento le proprie competenze».
03 agosto 2005
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