Citazione:
In origine postato da Emiliano
Secondo me lo fai apposta a non capire...
Allora, le regole sanzionatorie, avranno senso di esistere finchè esisteranno le differenze sociali di classe. Quando non esisteranno piu' differenze tra nessun individuo, in senso materiale, sociale ed economico, non avra' piu' senso l'esistenza di regole di comportamente, scritte e pensate da qualcuno, per opprimere qualcun'altro.
Questo è stato il grande salto, che i regimi comunisti del XX secono, non sono stati in grado di realizzare. Non per loro negligenza, ma per l'impreparatezza e la difficolta' nel realizzarlo, dei popoli.
Le regole, come principi morali del tipo "non rubare", "non uccidere", "non violentare", ecc...che esulano dalla morale cristiana, poichè chiunque, anche non religioso, dotato di cervello, le segue normalmente. Questi principi morali, naturalmente il socialismo le considera regole di comportamento civile, indispensabili per il comune vivere, e che nella societa' socialista, l'uomo dovra' essere abituato a rispettarle, pur sapendo che non ci sara' piu' nessuno che glielo imporra'.
Il socialismo crede in sostanza, nelle coscienze degli individui.
...E quindi credendo nella coscienza individuale mai potra' porsi come fine ultimo il benessere della comunita' e del popolo (non intesa come classe proletaria ma intesa come insieme di persone legate da vincoli di appartenenza etnica, culturale e spirituale)....