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Scusate ma un immigrato regolare non paga le tasse comunali, la tassa sui rifiuti, le utenze? Non immette denaro nella realtà locale usufruendo di servizi e consumando? Per quale motivo se contribuisce al mantenimento delle infrastrutture che lo ospitano non dovrebbe potersi anche esprimere nelle scelte che riguardano l'amministrazione locale esprimendo un voto?
Le iniziative locali rappresentano la presa di coscienza di un evidente disagio da parte delle amministrazioni nel gestire un principio elettorale che prevede residenti di serie A e di serie B, così come le "incomprensioni" tra amministrazioni locali e parlamento sono la norma quando quest'ultimo non sia più rappresentativo delle realtà locali.
Basta portar pazienza e tutto si sistema... il 2006 non è lontano.
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Per quanto riguarda le amministrazioni locali io concederei il voto agli immigrati regolari dopo qualche anno, giusto il tempo per permettere loro di rendersi conto di come funzionano le cose nel paese che li ospita, mi sembra giusto. Per quanto riguarda il voto politico nazionale la cittadinanza è d'obbligo, secondo me.
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Citazione:
In origine postato da Lo scacchista
Basta portar pazienza e tutto si sistema... il 2006 non è lontano.
già voi scavalcherete la costituzione, dopo che lo rimarcate un giorno si e l'altro pure agli altri....
ma varda se me tocca anca difender a costituxion italiota:fru :fru
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dimenticavo: non la darei cmq così scontata la cosa, anche alla tua parte politica interessano i voti, e questo del voto agli extracomunitari (perchè i comunitari già possono votare) è mica tanto un bel biglietto da visita per il popolo:cool:
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Citazione:
In origine postato da Flora
Per quanto riguarda le amministrazioni locali io concederei il voto agli immigrati regolari dopo qualche anno, giusto il tempo per permettere loro di rendersi conto di come funzionano le cose nel paese che li ospita, mi sembra giusto. Per quanto riguarda il voto politico nazionale la cittadinanza è d'obbligo, secondo me.
flora, qui non si discute su cosa ad ognuno di noi piacerebbe fare, qui si parla che le amministrazioni lo deliberano senza poterlo fare, ben sapendo che la costituzione piaccia o non piaccia non lo permette, sai quanto piacerebbe a me che nella costituzione ci fosse il diritto alla secessione?:D :D
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Citazione:
In origine postato da pensiero
flora, qui non si discute su cosa ad ognuno di noi piacerebbe fare, qui si parla che le amministrazioni lo deliberano senza poterlo fare, ben sapendo che la costituzione piaccia o non piaccia non lo permette, sai quanto piacerebbe a me che nella costituzione ci fosse il diritto alla secessione?:D :D
Io ho espresso un'opinione su cosa secondo me sarebbe giusto fare. E' assurdo dare il voto ad immigrati (quindi potere decisionale) che non abbiano vissuto almeno per un tot di tempo la realtà del paese ospitante. La trovo una cosa sacrosanta, su cui bisognerebbe riflettere, per chi pur senza avere la cittadinanza è qui da anni.
Quello che hanno fatto le amministrazioni locali di cui sopra credo sia mera provocazione per far riflettere su un problema vivo e presente nel nostro paese e anche un mettere le mani avanti in termini di voti, perchè no...
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Citazione:
In origine postato da Flora
Per quanto riguarda le amministrazioni locali io concederei il voto agli immigrati regolari dopo qualche anno, giusto il tempo per permettere loro di rendersi conto di come funzionano le cose nel paese che li ospita, mi sembra giusto. Per quanto riguarda il voto politico nazionale la cittadinanza è d'obbligo, secondo me.
Giusto, però preferirei il voto amministrativo ai residenti (senza periodi di prova, lo diamo a diciottenni nostrani, un immigrato peggio non può fare) ed il voto politico ai cittadini.
@ pensiero: se non mi scandalizzo più nel vedere un politico "attentare" alla costituzione è grazie al governo che tu hai votato ;)
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Citazione:
In origine postato da Lo scacchista
Giusto, però preferirei il voto amministrativo ai residenti (senza periodi di prova, lo diamo a diciottenni nostrani, un immigrato peggio non può fare) ed il voto politico ai cittadini.
Non lo vedo come un periodo di prova, ma come il tempo necessario per votare con cognizione di causa, altrimenti invece di far votare i diciottenni nostrani si potrebbero far votare i bimbi (non che in alcuni casi cambi di molto...)
Lo riterrei giusto anche se fosse applicato a me nella remota ipotesi in cui decidessi di emigrare. ;)
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Sono contrario a concedere il voto a un qualsiasi straniero.
Se proprio l’immigrato ci tiene all’Italia e crede che il suo voto possa essere utile all’interesse comunale, provinciale, regionale o nazionale è giusto che si sottoponga a un periodo di prova (o che dir si voglia), cioè dal suo arrivo in Italia fino al giorno in cui riesce a conseguire la cittadinanza italiana.
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d'accordo con il diritto di voto agli immigrati. contraria a quello degli italiani residenti all'estero. logica vorrebbe che una persona abbia il diritto di poter scegliere sulla vita politica del paese dove vive e lavora.