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  1. #1
    Pulchra Paucis
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    Predefinito Ghettizzazione degli immigrati

    Ho visto che su Pol ci sono diverse interpretazioni della ghettizzazione abitativa degli immigrati, e credo possa essere interessante dedicarvi un thread.

    A mio avviso, per quanto sia un fenomeno sicuramente polifattoriale, alla base di questa peculiarita' della societa' multiculturalrazziale sta una tendenza insopprimibile che spinge alla coagulazione con i razzialmente e culturalmente simili, a prescindere da sovrastrutture economiche che rendono piu' facile la riunificazione. Tendenza resa sicuramente piu' forte dalla vita in un ambiente che viene identificato come "altro".

    Ricordo invece che per esempio durrutibus mi parlava della ghettizzazione come di un fenomeno assolutamente assolutamente spiegabile internamente a categorie economiche, o yurj che qualche thread fa parlava di "necessita' di sopprimere le cause che portano alla ghettizzazione".

  2. #2
    Con l'Iraq che si ribella
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    Bè...io credo che sia un elemento in parte psicologico...guarda ad esempio gli immigrati provenienti da Paesi UE o Paesi extra-UE ricchi...

    ...quelli non creano "ghetti"...

    ...il fatto, penso, è principalmente dovuto al fatto che questi ultimi :

    a) In genere parlano discretamente la nostra lingua o una lingua ampiamente intellegibile.

    b) Non vengono visti come "alieni", ma anzi spesso accolti con entusiasmo e curiosità...

    c) Non appartengono a comunità dotate di un forte senso comunitario, ma tendenzialmente individualiste.

    Personalmente sono contrario alla (auto-)costituzione dei ghetti...sono qualcosa di insalubre perchè creano un ambiente che lascia prosperare i pregiudizi in un senso o nell'altro e che paralizza una reale integrazione...

    Ê chiaro però che per evitare il processo di ghettizzazione ci vorrebbe uno sforzo molto intenso teso all'integrazione...
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  3. #3
    il merovingio
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    La tendenza all'auto-ghettizzazione é sempre esistita, basti vedere gli USA, dove nelle grandi cittá ogni etnia si é insediata nel proprio quartiere. Questo succede ormai in tutte le grandi cittá del mondo, anche a Milano.
    Alla faccia di chi parla a vanvera di "societá multirazziale"...

  4. #4
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito

    In origine postato da il merovingio
    La tendenza all'auto-ghettizzazione é sempre esistita, basti vedere gli USA, dove nelle grandi cittá ogni etnia si é insediata nel proprio quartiere. Questo succede ormai in tutte le grandi cittá del mondo, anche a Milano.
    Alla faccia di chi parla a vanvera di "societá multirazziale"...
    In realtà la società multirazziale è una cagata in cui si incasella perfettamente la ghettizzazione...l'integrazione da come la vedo io è un'altra storia rispetto alla "società multirazziale"...la prima è decisamente più difficoltosa della seconda, ma la seconda causa maggiore stupido entusiasmo in alcune teste vuote sinistroidi...
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  5. #5
    l'è na val che se brusa
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    Se la situazione abitativa è spiegabile quasi esclusivamente con criteri economici, quello che non è comprensibile da un punto di vista meramente economico è perché i genitori italiani dei quartieri multirazziali iscrivano i loro figli in scuole di quartieri diversi, perché un italiano per nessun motivo al mondo si sognerebbe di ordinare anche solo una coca in un bar dalla clientela esclusivamente maghrebina e perché anche all'interno degli immigrati stessi ci si divida in fazioni con criteri rigorosamente etnici e religiosi (basta osservare call center, bar, kebabari, parrucchieri e minimarket).
    Non ho mai creduto in un'integrazione a livello urbano, soprattutto se la presenza straniera è numericamente importante.

  6. #6
    legio_taurinensis
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    ma è possibile che dagli anni '90 ad oggi, bisogna parlare solo di immigrati? ma che palle!

  7. #7
    a.k.a. tolomeo
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    ci sono un sacco di paesi dove esistono ancora via dei greci o vicolo del moro o cose simili che una volta indicavano l'aggregazione di forestieri residenti. era un fatto legato all'urbanistica di quei tempi, al commercio e all'artigianato.
    oggi, per il fatto che non si impara mai, si continua a perseverare, peggiorando.
    i ghetti ci sono pure per gli italiani: i nuovi complessi residenziali sono tutti concepiti per essere abitati da una certa classe sociale piuttosto che un'altra. quindi, in una zona grande come una città ci vanno a stare quelli che possono spendere 200000 euro per una casa, in altre zone ci saranno i più ricchi, e in altre ancora i più abbienti. e ogni zona ha i servizi, il verde e i negozi adeguati a quella tipologia di residente.
    è l'urbanistica moderna, promossa dai palazzinari e autorizzata dalle autorità comunali a creare i ghetti con residenti misurati non più secondo la provenienza ma secondo il reddito.
    gli stranieri poi, sono ghettizzati in quei quartieri dove ci sono dei palazzi che andrebbero ristrutturati ma dove i padroni non vogliono spenderci soldi: e lo straniero, che si adegua per forza di cose, vive in quei posti, pagando cifre comparabilmente più alte di altre zone e con migliori strutture perchè in molti posti non affittono loro neanche un buco.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  8. #8
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    lo facevano anche i terone 30 anni fa, se notate i siciliani stavano tutti in una zona, i pugliesi in un'altra e così via...

    Paolo

  9. #9
    Mediano d'assalto
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    E' ovvio che i fattori che contribuiscono a quel tipo di aggregazione siano entrambi,vale a dire economici ed etnici.
    Quello che cambia,da gruppo a gruppo,è la forza aggregante del fattore etnico,e cambia anche in funzione della comunità ospitante: piu' culturalmente "vicina" al proprio grupo di origine sarà la comunità in cui ci si trasferisce minore sarà la forza aggregante del fattore etnico tra gli emigranti di stessa nazionalità,e la colla che terrà unità la comunità sarà quasi esclusivamente economica.

    Prendiamo gli ucraini a Roma:non sono organizzati in comunità/ghetto enormi,non monopolizzano interi quartieri,non hanno una ucrainatown,si limitano ad incontri settimanali e a grandi feste alla garbatella dove parlano,ballano,ma discutono di posti di lavoro e di possibilità di affari.Questo accade perchè di tratta di emigranti europei in un paese europeo,dunque tutto sommato affine culturalemente e vicno geograficaemnte.La comunità cinese si comporta in maniera opposta per opposte ragioni:enorme distanza culturale e geografica che porta ad un grande necessità di tenere stretti i vincoli di sangue per garantire anche lasopravvivenza economica.

  10. #10
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    In origine postato da Emiliano
    ma è possibile che dagli anni '90 ad oggi, bisogna parlare solo di immigrati? ma che palle!
    A chi lo dici. Sbattiamoli fuori e non ne parliamo più.

 

 
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