Chi sono i cattivi ideali da usare in romanzi o sceneggiature cinematografiche? Ecco un piccolo riassunto dei malvagi da usare.
I “nazi”. A mio avviso i “migliori” cattivi di tutti, l’essenza stessa del male. Adorano torturare lungamente le loro vittime senza distinzioni di razza, età o sesso, ed alla loro crudeltà aggiungono una nota di colore caricaturale con la parlata alla “Sturmtruppen”. Hanno a disposizione un enorme numero di mezzi ed armi, sono fortemente disciplinati, li si fa fuori senza remore e li si può trovare in ogni angolo del mondo.
Difetti: sono facilmente riconoscibili in quanto girano sempre con il giubbotto di pelle anche in pieno deserto; se sono in incognito basta gridare forte “Heil Hitler”, nel cui caso i nazi presenti scatteranno meccanicamente sull’attenti con il braccio alzato, tanta è l’abitudine. Inoltre sono presenti solo negli anni ’30.
Il “KGB”. Il servizio segreto sovietico è un “must” delle spy story, non tanto per la loro crudeltà, quanto per la determinazione e brutalità con cui tentano di carpire segreti ai capitalisti. Fortemente presenti in tutta la seconda metà del XX secolo. Inoltre in ogni storia c’è sempre l’occidentale corrotto (od ideologizzato) che lavora segretamente per i sovietici e con cui il buono deve fare i conti alla fine.
Difetti: possono essere facilmente riconoscibili in quanto fumano solo gli “avana”, parlano con spiccato accento russo e nei Paesi oltre cortina viaggiano su auto di cartone pressato di colore nero. Inoltre molti lettori/spettatori tendono a simpatizzare per i comunisti (anche se non lo vogliono ammettere dichiarandosi anti).
La frangia deviata della CIA. A Langley c’è chi trama nell’ombra. Come cattivi i servizi segreti deviati sono una delle componenti più sfruttate di cinema e letteratura, ma sempre molto valida. In particolare piace la loro immagine: vestito ed occhiali scuri.
Difetti: tendono a colpire sempre lo stesso obbiettivo: il loro presidente.
Gli indios. Gli indigeni sono sempre stati tra i preferiti dei primi western, o del genere avventuroso nei territori inesplorati del pianeta. Molto scenici i pellerossa ululanti con le loro cariche a cavallo; meno spettacolari gli indios bravos dell’amazzonia, ma indubbiamente più pratici e micidiali con le loro cerbottane che lanciano i temuti dardi al curaro. Da non sottovalutare anche i cannibali dell’Africa nera, con il tam tam che corre nella foresta ed il terrore della bella che si stringe al petto del buono per cercare protezione.
Difetti: non più molto usati dato che al pubblico non piace leggere/vedere la morte degli indios (in quanto, storicamente, sono quelli che le hanno prese).
Gli alieni. I meno political correct di tutti: non uccidono per difendere il territorio, per carpire segreti od altro, ma semplicemente per far fuori l’umanità nel suo insieme. Sono praticamente illimitati, ed ucciderne anche miliardi non causa disagio nel pubblico.
Difetti: hanno sempre gli stessi obbiettivi: gli Stati Uniti, con particolare predilezione per la Casa Bianca e Manhattan.
Il mostro gigante: che sia venuto dallo spazio o sia nato da un’esplosione atomica, è comunque un bestione cattivo che sfascia i grattacieli e ne usa le antenne tv come stuzzicadenti. Schiaccia volentieri la popolazione con i suoi piedoni, con grande spettacolarità.
Difetti: anche lui è monotematico in quanto ad obbiettivi: attacca esclusivamente il centro di Tokyo.
I messicani. Cappelloni, baffoni, bandoliere a tracolla e tortillas in tasca. I banditi messicani sono crudeli e malvagi, assaltano banche e torturano i gringos per il puro piacere di farlo. Possono anche essere utilizzati come parodia del cattivo, soprattutto quando, invece di essere uccisi dal buono di turno, sono presi a cazzottoni.
Difetti: come tutti i rivoluzionari, possono essere presi in simpatia. Inoltre anche loro, al di fuori della Mesa messicana, non si trovano.
La Forza oscura. Nell’universo esiste il bene ed il male, ed ognuno di noi può subire l’uno e l’altro. Possiamo essere dei veri buonisti o dei super-malvagi. Così nasce la lotta interiore tra il nostro lato buono e quello cattivo.
Difetti: che palle la lotta interiore. Non è molto meglio sapere subito chi sono i cattivi per sbudellarli come si deve? E poi tanto alla fine si scopre sempre che il super cattivo ha ancora un po’ di bontà dentro di sè ed il giovane buono che lo combatte è suo figlio (lo sceneggiatore di una telenovela sudamericana ha più fantasia).
I terroristi islamici. Sono amati di AK-47, indossano la tradizionale kefiah palestinese, urlano Allah Akbar e tentano di impossessarsi di armi atomiche o biologiche con cui colpire gli infedeli.
Difetti: a parte che anche loro sono monotematici (attaccano sempre e solo gli Usa), ultimamente non sono più molto usati in quanto nella realtà hanno fatto più danni che nella fantasia.
Gli orchi. Ecco un gruppo che va per la maggiore con l’avvento della tecnologia digitale. Sono bruttissimi, iper-malvagi, armati di asce enormi ed avanzano senza remore, incuranti delle perdite. Soprattutto sono tantissimi (lo dicono pure nell’inno “e siamo tantissimi…”)
Difetti: bastano un elfo, un nano, un cavaliere ed un mago per farne fuori 5-6 divisioni intere. Insomma, come guerrieri fanno un po’ pena.
I robot. Le macchine si ribellano ai loro creatori uccidendo a più non posso. Massacri e sbudellamenti assicurati, e funzionano alla perfezione nel gioco della “fuga”, con l’eroe che impiega il 90% dell’opera per sfuggire alla macchina assassina.
Difetti: totalmente all’opposto degli orchi, qui occorrono centinaia di umani per far fuori un solo robot (e spesso non bastano neanche, ci vuole un altro robot). Il fatto è che non basta prenderli a pistolettate, dato che sono fatti di ferro.
Cosa nostra. La famiglia ha tentacoli ovunque, e guai a sgarrare; sfuggire ai suoi sicari è praticamente impossibile. Per le sue vittime è pronta la lupara, un’auto imbottita di tritolo o delle scarpe di cemento per un viaggio di sola andata nel fiume.
Difetti: Sostanzialmente non è che siano così invadenti come cattivi. Tendono a farsi i loro loschi traffici privati, ma non è che hanno vere e proprie mire malvagie tipo “conquista di mondo”… Insomma, deve essere il buono di turno (l’immancabile poliziotto), ad andare a rompergli le uova nel paniere, e non il contrario come per gli altri cattivi.
I giapponesi: i feroci eredi dei samurai sono molto puntigliosi nelle torture al “gaijin” bianco, e combattono con grande sprezzo della vita.
Difetti: fanno fare ai loro prigionieri sempre la stessa cosa: costruire un inutile ponte in mezzo alla giungla. E non è neanche difficile farli fuori. Basta distruggere il ponte che si suicidano in massa per lavare il disonore.
Il serial killer: è un 50enne frustrato ed impotente americano che ammazza sempre la stessa categoria di persone: bionde 22enni.
Difetti: è un 50enne americano, appunto. Sono sempre loro, a combinare casini…
Il mago nero. Altra categoria che va per la maggiore ultimamente è la magia, che naturalmente si divide anch’essa in buona e cattiva (dove i cattivi sono quelli che praticano la magia nera).
Difetti: perché i maghi buoni si ostinano ad usare la magia per fermare i cattivi? Non sarebbe meglio legarli ad una bella pira e via con il fuoco? Bisogna proprio insegnargli tutto, a ‘sti maghi…
L’organizzazione segreta. Un gruppo di persone dotate di mezzi e risorse illimitate che vuole portare il mondo alla distruzione totale.
Difetti: basta un solo agente segreto per distruggere tutto con gran fragore. E poi, una volta catturato l’agente, perchè non sparargli subito un bel colpo in testa invece di spendere ore a mostrargli tutto l’interno dell’organizzazione e poi inventare un sistema astruso di morte (tipo legarlo ad un albero che va verso una sega elettrica mentre la stanza si allaga?) dandogli il tempo di liberarsi, far saltare tutto ed andare a letto con la bionda? Dilettanti...




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