Se non erro a settembre si dovrebbero tenere le elezioni presidenziali e parlamentari in Polonia.
Chiedo lumi in proposito.


Se non erro a settembre si dovrebbero tenere le elezioni presidenziali e parlamentari in Polonia.
Chiedo lumi in proposito.
Livio


Niente ? Io ho letto solo che ci sono domenica prossima.
Livio


Non trovo notizie, ed il polacco mi risulta ostico.
Cordiali Saluti
E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
Che di me degno un dì questo mio figlio
Sia spendor della patria, e de Troiani
Forte e possente regnator. Deh! fate
Che il veggendo tornar dalla battaglia
Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
E il cor materno nell'udirlo esulti.


Prova a vedere se trovi qualcosa su www.politicalresources.net
Sulla pagina della polonia
<p><center>Europa Dei Popoli!
http://www.slowplayers.org/SBSP/images/Animated_Scots_Flag.gif<p><center>


Se clikki poi su election in Poland ti manda in electionworld, pagina che conosco ma non troppo aggiornata.
Cordiali Saluti
E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
Che di me degno un dì questo mio figlio
Sia spendor della patria, e de Troiani
Forte e possente regnator. Deh! fate
Che il veggendo tornar dalla battaglia
Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
E il cor materno nell'udirlo esulti.


Varsavia non si cura di Berlino ma guarda e passa alle sue riforme
Domenica si vota per le legislative, a ottobre per le presidenziali. La parola d’ordine: viva la “Quarta Repubblica”
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Varsavia. Con il voto di domenica, la Germania ha scelto di non scegliere. Se questo fosse successo con tre mesi d’anticipo, la Polonia sarebbe oggi molto attenta a ogni mossa di Berlino, e le diverse reazioni sarebbero tema di campagna elettorale. A Varsavia, infatti, si vota domenica per le legislative e, dopo due settimane, per le presidenziali.
La Germania è il partner economico più importante della Polonia – rappresenta quasi il 30 per cento delle esportazioni polacche – e, più di una volta nel recente passato, l’economia di Varsavia ha sofferto a causa di crisi economiche dell’ovest. Ma non si tratta soltanto di economia. La Polonia continua a pensarsi non tanto una parte dell’Europa quanto un paese fra altri due paesi: la Germania e la Russia. Per questo la classe politica sperava in una vittoria netta dei cristianodemocratici tedeschi, di solito meno affettuosi dei socialdemocratici nell’abbracciare l’orso russo (l’accordo di Gerhard Schröder con Vladimir Putin sul gasdotto baltico che esclude la Polonia è soltanto l’ultimo dei tanti esempi). Si sperava dunque che Angela Merkel, allieva di Helmut Kohl, molto stimato a Varsavia, marciasse sulla via dell’ostpolitik in equilibrio tra la Russia e gli altri piccoli Stati dell’est. Ma, a parte le speranze e una manciata di commenti e analisi, le elezioni tedesche sembrano lontane quasi quanto quelle giapponesi di una decina di giorni fa. La Polonia è tutta concentrata a fare il suo salto in avanti, pensando – per la prima volta senza timidezza – che le sue elezioni viste sullo sfondo europeo sono interessanti come quelle dei “vecchi” membri dell’Unione europea. A Varsavia molti pensano – senza dirlo – che, a pochi giorni dallo stallo di Berlino, la Polonia riuscirà a dimostrare che in questa parte d’Europa, fra i nuovi arrivati – quelli che il presidente francese, Jacques Chirac, soltanto due anni fa aveva ammonito più o meno così: “State zitti” – la politica sa essere audace, frizzante e soprattutto riformatrice.
Da domenica prossima fino alla fine di ottobre la Polonia sarà in effervescenza. In entrambe le elezioni ci sarà una vera alternanza. L’establishment post comunista, rappresentato dal presidente Aleksander Kwasniewski (al potere dal 1995), e il governo controllato dall’alleanza della sinistra democratica (Sld) attraversano una fase delicata. Di “comunista”, in realtà, non hanno niente, se non il passato di tutti gli alti funzionari del partito unitario fedele all’Urss fino al 1989: l’Economist, tutt’altro che di sinistra, ha definito Kwasniewski l’unico politico polacco di statura mondiale. Quel passato, però, conta in campagna elettorale e lo slogan “Quarta Repubblica” – in contrapposizione alla “Terza”, nata dalla transizione del 1989-1990 – descrive le divisioni all’interno dell’elettorato meglio delle categorie usuali di destra e sinistra.
La classifica del WSJ
In entrambe le elezioni, gli unici partiti importanti sono due, legati alla tradizione di Solidarnosc, conservatori sui costumi, la vita sociale e il rapporto con la Chiesa cattolica, diffidenti nei confronti di Bruxelles e decisamente pro Stati Uniti. La differenza sta nel programma economico e nella visione del rapporto fra il cittadino e lo Stato. Nei sondaggi, per ora, prima è la Piattaforma civica (Platforma Obywatelska, Po), con il 32/34 per cento dei consensi, che dei due è la più liberale, decisa a promuovere la flat tax e uno Stato snello e poco ingombrante: della Polonia degli anni 1990-2005 vorrebbe comunque conservare lo spirito imprenditoriale e il livello raggiunto dal paese nella classifica sulla libertà economica stilata dal Wall Street Journal (41° posto, vicino al Giappone, meglio della Francia). Il suo candidato presidenziale, Donald Tusk, sempre stando ai sondaggi, può sperare di raggiungere il 56 per cento dei voti. L’altro partner della futura coalizione per la Quarta Repubblica conta circa il 30 per cento dei voti – Diritto e giustizia (Prawo i Sprawiedliwosc, Pis) – opta per un miglioramento del welfare, senza però l’ossessione sul sistema fiscale della Germania. Il leader di PiS, Lech Kaczynski, punta sul rispetto per il diritto e sulla pena di morte (impossibile, a causa di convenzioni firmate dalla Polonia).
La fase davvero divertente comincerà dopo le elezioni legislative, ma prima delle presidenziali. I due leader, Tusk e Kaczynski, non potranno azzannarsi a vicenda, perché devono lavorare insieme per costruire la coalizione in Parlamento. Lavoreranno su ciò che hanno in comune: la sfida allo status quo, che esso sia sorretto dalla Russia o dai volumi di direttive dell’eurocrazia.
Dal Foglio di oggi.
Cordiali Saluti
E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
Che di me degno un dì questo mio figlio
Sia spendor della patria, e de Troiani
Forte e possente regnator. Deh! fate
Che il veggendo tornar dalla battaglia
Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
E il cor materno nell'udirlo esulti.


Queste sono le notizie che ho io.
http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=193848
In pratica in queste elezioni la polonia può scegliere tra un governo liberale di destra, un governo populista di destra, un governo nazionalista di destra o un governo democristriano di destra.
Della sinistra ne riparliamo nel 2009.