Il ministro dell’Interno, Charles Clarke ha scritto di suo pugno a Omar Bakri per informarlo che non sarà riammesso nel Regno, come ha spiegato l’Home Office in un comunicato. Ora l’ayatollah di Tottenham (uno dei soprannomi di Bakri) ha 14 giorni per rispondere a Clarke e chiedergli di rivedere la sua decisione. «Il ministero dell’Interno ha emesso un'ordinanza che revoca a Omar Bakri Mohammed il permesso indefinito a restare e lo esclude dal Regno Unito sulla base del fatto che la sua presenza non contribuisce al bene pubblico» ha annunciato l’Home Office.

Omar Bakri (Reuters)
Bakri, 45 anni, ha doppia cittadinanza siriana e libanese e ha vissuto nel Regno Unito per circa vent’anni. Ha fondato due associazioni - Al Muhajiroun e la sezione britannica di Hizb ut Tahrir - messe al bando dopo gli attentati di luglio. Recentemente ha dichiarato che non denuncerebbe dei fratelli musulmani, anche se sapesse che stanno organizzando un attentato come quello del 7 luglio, che ha ucciso 56 persone. Secondo lui la Sharia, la legge islamica, proibisce infatti a un musulmano di consegnare altri fedeli alla polizia britannica. In base alle nuove norme anti-terrorismo annunciate dal premier Tony Blair settimana scorsa, l’incitamento all’odio e la violenza è considerato un reato che porta all’espulsione o alla negazione del diritto d’asilo.