BR rivalutate dai servizi segreti. Sul Corsera di oggi.
Sul Corriere della sera di oggi: "I Servizi segreti rivalutano le Brigate Rosse". Su "Gnosis", la rivista di Intelligence del SISDE, il servizio segreto civile, un articolo rivaluta le analisi delle BR, in particolare lo Stato imperialista delle multinazionali, sostenedo che il pensiero delle BR "non era affatto distacato dalla realtà".
Si conferma ancora una volta quanto il PMLI ha sempre sostenuto.
Il terrorismo fascista e quello sedicente "rosso" furono sicuramente lo strumento della reazione e dei golpisti usato per troncare le ali al '68. La sigla di "Brigate rosse", in particolare servì egregiamente allo scopo di screditare, disgregare e disperdere i movimenti di lotta più avanzati, gettando anche allo sbaraglio molti giovani.
Basta riflettere sulla storia del terrorismo italiano di cui le istituzioni borghesi, dopo trenta anni, non sono ancora riuscite a trovare i mandanti e i registi. Segno evidente che questi si trovano nelle alte sfere dello Stato, come dimostra anche l'articolo di oggi sul Corsera. Ed è chiaro che in molti episodi di terrorismo ci sia stata la mano dei servizi segreti.
I rivoluzionari autentici e gli anticapitalisti sanno bene che la lotta di classe non si fa col terrorismo, ma mobilitando il proletariato e le masse contro la classe dominante borghese e il suo governo. I terroristi sono nemici della lotta di classe e quindi vanno combattuti, isolati e messi in condizioni di non nuocere, ma non facendo fronte comune col governo e con le istituzioni borghesi in camicia nera entro cui si annidano i registi, i mandanti, i manovratori e gli strumentalizzatori del terrorismo.
Ormai, l'esperienza trentennale del terrorismo sedicente "rosso" (Br, Prima linea, Nap, Ncc, ecc.) e dei gravissimi danni che ha prodotto al proletariato e alla causa del socialismo in Italia, è inequivocabile. Essa ha contribuito a sabotare la lotta di classe e lo sviluppo del partito del proletariato, e a rafforzare viceversa il sistema capitalistico e a fascistizzare le istituzioni e la società, assecondando il disegno neofascista dei burattinai golpisti e piduisti. E che il terrorismo brigatista fosse manovrato dalla classe dominante borghese per rafforzare il suo potere lo si capisce anche dalla fine che hanno fatto proprio i suoi principali teorici e apostoli di allora, gli ultrasinistri Negri, Curcio, ecc., oggi rientrati tutti all'ovile, in seno alla società borghese riconoscendone la "superiorità" e l'"intramonta-bilità".
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