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  1. #1
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    Predefinito Lettera aperta di Fini ai militanti di An: “Aiutatemi a rilanciare il partito”

    Lettera aperta di Fini ai militanti di An: “Aiutatemi a rilanciare il partito”
    di Massimiliano Fazzino


    Gianfranco Fini scrive agli iscritti di An, ribadisce il suo no alle correnti del partito, e chiede loro un aiuto per ricostruire l'unità interna in vista delle elezioni politiche. In una lettera aperta pubblicata dal Secolo d'Italia, il presidente di An spiega che solitamente le epistole di questo tipo si scrivono in campagna elettorale: “Io, invece, ho deciso di scriverti adesso, per chiederti di darmi una mano, per far ripartire insieme Alleanza nazionale verso le prossime elezioni politiche, che dobbiamo vincere e che devono vedere An uscire più forte dalle urne”. “Veniamo da quattro anni di governo - si legge -, anni difficili per le crisi economiche e internazionali, ma sono anni in cui abbiamo saputo ricostruire l'immagine di un'Italia forte e rispettata nel mondo”.
    Fini elenca le riforme attuate dal governo, non si nasconde che “c’è ancora molto da fare, ma dobbiamo essere fieri del nostro operato”. “I nostri ministri e sottosegretari sono stati tutti all’altezza del loro compito, scrive ancora Fini, purtroppo i tanti impegni istituzionali mi hanno impedito, in questi anni, di essere più vicino al partito e soprattutto ai suoi iscritti”. Dunque, prosegue la captatio benevolentiae interna, “ora ti chiedo di aiutarmi a ricreare l’unità interna, di sostanza e non di facciata, di tutta la nostra comunità politica e umana. Voglio che finisca la stagione del correntismo, e che An torni a essere un partito pieno di entusiasmo e di concordia. Io farò la mia parte con fermezza, progetti, voglia di vincere”. Fini sollecita l'impegno dei singoli iscritti e afferma che “se sapremo ritrovare la nostra tradizionale capacità di stare in mezzo alla gente e di concepire la politica come passione ideale, An sarà ancora determinante per impedire che la sinistra torni al governo”. “Ma Alleanza nazionale - scrive ancora il leader rivolgendosi direttamente ai singoli destinatari - ha bisogno di tutti i suoi sostenitori, anche di te”. “Un obiettivo - conclude Fini - che insieme possiamo raggiungere”. Insomma un “Gianfranco Fini wants you” rivolto agli elettori sullo stile americano di chi sta già nell’ottica di farsi il partito su misura. Per ora i colonnelli, compresi quelli che capeggiano le correnti che Fini vorrebbe sciogliere, dicono di avere accolto questa lettera aperta con entusiasmo. In seguito chi vivrà vedrà.

    (12 agosto 2005)

    Italia forte e rispettata nel mondo?
    Ministri e segretari all'altezza? (erano al governo?)
    Ha bisogno di "tutti" per continuare a fare la "ruota di scorta" orsù aiutatelo...

    Al cantar l'uccello...

    B.

  2. #2
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    Più che una lettera ai "militanti" (che per la mancanza di "palle" lo manderanno vieppiù a fare in...quel paese), mi sembra un atto d'umiltà (pietoso) nei confronti dello "sponsor".

    Che squallore...
    (pietoso)

  3. #3
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    In Origine Postato da MrBojangles
    Più che una lettera ai "militanti" (che per la mancanza di "palle" lo manderanno vieppiù a fare in...quel paese), mi sembra un atto d'umiltà (pietoso) nei confronti dello "sponsor".

    Che squallore...
    (pietoso)
    una volta credevo che Fini avesse davvero le palle e che fosse un uomo vero....
    poi gli ho visto fare per anni il maggiordomo della villa di Arcore e sono rimasto molto deluso... magari e' uno che non ruba (e nella CDL e' gia tanto!) pero' che delusione...

  4. #4
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    In Origine Postato da estewald
    una volta credevo che Fini avesse davvero le palle e che fosse un uomo vero....
    poi gli ho visto fare per anni il maggiordomo della villa di Arcore e sono rimasto molto deluso... magari e' uno che non ruba (e nella CDL e' gia tanto!) pero' che delusione...
    La delusione non è solo tua... molti iscritti avevano rinunciato a rinnovare il tesseramento a partire dall’anno 2002. Questo significava malessere ed insoddisfazione.

    Ci si aspettava di più!

    Si aspettava soprattutto un cambiamento morale del fare politica. Si aspettava un cambiamento comportamentale.

    Tutto è rimasto come prima: favoritismi, corse alle poltrone, mancata risoluzione dei problemi sociali.... e tanto silenzio ...

    B.

  5. #5
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    In Origine Postato da estewald
    una volta credevo che Fini avesse davvero le palle e che fosse un uomo vero....
    poi gli ho visto fare per anni il maggiordomo della villa di Arcore e sono rimasto molto deluso... magari e' uno che non ruba (e nella CDL e' gia tanto!) pero' che delusione...
    Fini? A lui l’ha rovinato Berlusconi


    Il 7-0 di lunedì scorso ovviamente non è piaciuto a nessuno nel centro-destra. Ma certamente quello che ha la poltrona più problematica è Gianfranco Fini. Fini ha due problemi fondamentali. La fine dell’idea che Alleanza Nazionale possa diventare nel tempo il partito di riferimento nel centro destra. Una sorta di partito conservatore affidabile e con una cultura di governo autentica. E un elettorato che tende a non riconoscersi nelle posizione politiche di An. Un elettorato movimentista, erede di una tradizione missina che ha mal digerito Fiuggi, e ora non riesce affatto a digerire le posizioni di Fini in politica interna e in politica estera. Dall’altro lato il leader di An ha il problema delle scissioni. Prima Rauti, naturalmente, ora la Mussolini, con un partito che ha avuto dei significativi successi in queste ultime supplettive. In futuro il rischio è Storace, anche se per ora il Governatore del Lazio sta buono al suo posto. Ma cosa sta succedendo a destra?
    Siamo andati a chiederlo a un uomo di destra, sempre un po’ eretico, polemico con la sua area politica di riferimento, eppure molto attento a tutto quello che succede.
    Franco Cardini, 64 anni, proveniente da una famiglia operaia di San Frediano, è un coltissimo professore, è stato consigliere di Amministrazione della Rai, ha scritto libri, insegna Storia medievale all’Università di Firenze, ed è stato «visiting professor» in molte università europee e americane.
    Cardini è di destra da sempre, da quando ventenne militava nel Movimento Sociale Italiano.


    Professore che succede a destra? Due giorni fa Gianfranco Fini ha dichiarato: “Tra i nostri elettori c’è disincanto con punte di delusione. C’è un decifit di classe dirigente, il centrodestra ascolti di più gli umori popolari”. Sembra una dichiarazione di sconfitta vera. Una debacle. Cosa sta accadendo?
    «Quello che sta accadendo è sotto gli occhi di di tutti. La svolta di Fiuggi non ha mantenuto le promesse di allora».

    C’è già Berlusconi che non mantiene le promesse...
    «Sì ma questa volta le cose sono più complicate.
    Lei se lo immagina l’elettore di An che si deve digerire lo sfascio ambientale con gli alberghi nelle isole Eolie, l’evasione fiscale, gli speculatori di ogni genere, e una politica estera che di fatto appoggia le multinazionali delle armi, e degli interessi in Iraq


    Intanto bisognerebbe capire chi è l’elettore di An.
    «Guardi questo è più facile di quanto si pensi. Il Msi aveva due tipi di elettori. Il primo era un elettore che vedeva in Almirante la stessa sua ossessione. L’anticomunismo. Il fascismo missino era una forza anticomunista che garantiva l’ordine. L’aspetto ideologico e movimentista del Msi non gli importava granché. Quel tipo di elettore lì, che certamente ancora esiste, ora è ovvio che vota Forza Italia».

    Certo, con tutta la litania berlusconiana dei comunisti che rovineranno l’Italia, è comprensibile. Mi dica il secondo elettore.
    «Il secondo tipo di elettore è quello più interessante. Ed è quello a cui fa riferimento Fini, poi Storace, e quelli che fanno le scissioni, come la Mussolini. È un ceto sociale popolare, di solito. Gente che ha un forte senso dello Stato e della nazione».

    Nazionalista.
    «Sì, ma non solo. Un’idea etica dello Stato».

    Magari autoritaria.
    «Magari anche autoritaria. Ma con l’idea che lo Stato debba essere indiscutibilmente onesto. E con la forte e chiara convinzione che lo Stato sociale sia stata una delle migliori e fondamentali conquiste del Novecento. In tutto il mondo, o almeno in tutto quello che noi chiamiamo l’Occidente. Proprio quello stato sociale che ora il neoliberismo e il turbo-capitalismo stanno cercando di affossare. Parliamo dunque di un elettore antiliberista. Che vede nel liberismo, e nel neocapitalismo , atlantico soprattutto, un’ingiustizia assoluta. Non dimentichi che in questo c’è una vecchia tradizione. Il Msi votò contro la Nato».

    Oggi An sta accanto a George W. Bush.
    «Appunto, non vede che Fini è in diffiicoltà nella politica estera? Non vede che elude gli argomenti?
    Lui lo sa bene cosa accade nei circoli culturali della destra».


    Lo dica anche a noi cosa accade.
    «Orvieto, estate 2003. Convegno con Alemanno e Buttiglione seduti sul palco di presidenza. Un diluvio di interventi contro Bush, contro la guerra in Iraq, e contro la politica sociale ed economica del governo Berlusconi. Un diluvio di applausi. Compresi quelli di Alemanno e di Buttiglione che erano due membri proprio di quel governo. Come la mettiamo?».

    Me lo dica lei, come la mettiamo.
    «La mettiamo che l’elettorato di destra è più distante da Forza Italia che dalla sinistra, questa è la verità. Perché Forza Italia è un partito azienda, come si è detto sin dal primo momento. Solo che non si è specificato di che tipo di azienda si tratta. Non è la bellissima azienda etica e utopica di Adriano Olivetti. Ma è l’azienda tremenda delle multinazionali senza scrupoli».

    E neppure l’acqua di Fiuggi può far digerire alla destra una cosa del genere, dice lei. Però, Cardini, non è che la destra missina fosse tutto questo senso dello Stato e questa moralità ineccepibile. Non erano mica cavouriani. Basti pensare a come nella storia della Repubblica sono stati utilizzati i voti missini. Comprati dalla Dc nel modo più bieco...
    «Ha ragione. Ma era la logica del ghetto. Noi eravamo un ghetto. Al punto che molti di destra poi sono fuggiti via. E nel ghetto ti vendi a chi ti offre una fetta di lardo, o la possi-bilità di una doccia. Vede, pensi all’idea dello sdoganamento. Fini è stato sdoganato da Berlusconi. Lo sdoganamento è un bonus, una carta di circolazione a tempo, che può essere revocata in qualsiasi momento. Ma andava più sdoganato Fini o Bossi?».

    Ma la destra italiana era ed è anticomunista. Era ed è anticonciliare. Gente che il Vaticano II lo ha visto con orrore. Compresi i missini che la chiesa conciliare l’hanno sempre ripudiata...
    «Non era per tutti così, anche se An avrebbe dovuto recepire profondamente, per esempio, la grandezza di un papa come il nostro. Che prima combatte il comunismo, e poi nella sua straordinaria intuizione, comprende che battuto il comunismo il vero problema è questo selvaggio disumano neoliberismo mondiale. Che sicuramente è anche peggio. Un neoliberismo erede, del resto, del liberismo e del colonialismo, che dal Settecento in poi ha fatto molti più morti degli ottanta milioni attribuiti al comunismo, solo che li hanno fatti fuori Europa, e noi abbiamo finto di non rendercene conto. Non dimentichiamo che Giovanni Paolo II ha incontrato Fidel Castro: non era una visita di cortesia, era un messaggio. A Castro, perché si rinnoovasse. E a tutti gli altri: la natura di questo messaggio è stata chiarita dal papa stesso qualche settimana fa in uno splendido discorso contro l’idolatria del denaro e il disvalore della ricchezza, non cinicamente usata».

    E invece Fini...
    «Fini non sa come uscirne. Fini non può dire: “noi con Forza Italia, per non parlare della Lega, non abbiamo nulla a che fare. Dunque usciamo dalla casa delle Libertà”...».

    Forse perché ci ha più a che fare di quanto sembra.
    «No, io credo di no.
    E comunque il problema è che perde i voti.
    I suoi elettori di destra che condividono i disvalori del partito azienda di Berlusconi sono già passati a Forza Italia.
    A lui rimane gente, per la maggior parte disorientata, che a volte ragiona più come Michael Moore che come i neocon americani».


    Sì, Cardini, però è un disastro, anni e anni di buoni vestiti grigi. Aria rassicurante, ripudio degli stivaloni del fascismo, smalto nuovo per una destra moderna. E adesso, che si fa?
    «Io capisco. La destra rispettabile, quella che si può invitare nei salotti... Tutte cose giuste. Domenico Fisichella fu l’uomo che capì profondamente questa cosa. Voltare pagina con il fascismo era indispensabile. Ma qui a furia di voltare le pagine si è finito il libro».

    Era un brutto libro...
    «Non tutto. Perché in quel libro c’erano delle istanze vere della società italiana. Nella destra italiana c’è una tradizione che si rifà a Sorel, c’è un solidarismo autentico, c’è la ricezione della dottrina sociale della Chiesa, c’è soprattutto il senso della cosa pubblica e l’importanza dello Stato sociale, tutte cose che si stanno perdendo. E ora si allontana sempre di più la possibilità di un dialogo autentico con la sinistra».

    A essere onesti, con tutta la buona volontà il dialogo era impossibile.
    «Senta, l’Europa, con la firma della Costituzione di oggi (ieri per il lettore) a Roma, è profondamente lacerata. Stanno sparendo i poteri condivisi. Gli Stati sono in mano a comitati d’affari delle multinazionali. Si dovrebbe lavorare sui diritti dei cittadini che non rappresentano altro che se stessi. Questa doveva essere la strada di Fiuggi. Ma se si propongono queste cose a un partito che si definisce della “destra dei valori”, si può forse avere ancora un futuro politico».

    [...]
    Non crede che questa è una storia forse plausibile, ma che non esiste e non è mai esistita. Che un Fini di que-sto genere non c’è. Che An non è mai stata una cosa del genere. Che il mondo gira diversamente?
    «Purtroppo il mondo gira diversamente. Ma sta girando in un modo davvero molto pericoloso. Oggi la priorità assoluta non è la lotta contro il terrorismo, che semmai è una conseguenza dell’ingiustizia e del disordine mondiali.
    Oggi la priorità è lottare contro un assetto mondiale dominato dall’ingiustizia, dalla speculazione, dallo sfruttamento, dalla violenza delle élite finanziare e tecnocratiche.
    Ed è osceno che tutto questo venga chiamato: “democrazia”
    ».

  6. #6
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    Ottimo articolo... in effetti Fini si è cacciato in un vicolo cieco... senza ascoltare nessuno... adesso chiede aiuto... è davvero "penoso"...

    B.

  7. #7
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    Penso che la persona più invisa all’interno di An sia proprio Fini che ha trascinato il partito alla corte di Berlusconi solo per poterne prendere il posto un domani.

  8. #8
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    [QUOTE]In Origine Postato da MrBojangles
    [B]Fini? A lui l’ha rovinato Berlusconi

    Intanto bisognerebbe capire chi è l’elettore di An.
    «Guardi questo è più facile di quanto si pensi. Il Msi aveva due tipi di elettori. Il primo era un elettore che vedeva in Almirante la stessa sua ossessione. L’anticomunismo. Il fascismo missino era una forza anticomunista che garantiva l’ordine. L’aspetto ideologico e movimentista del Msi non gli importava granché. Quel tipo di elettore lì, che certamente ancora esiste, ora è ovvio che vota Forza Italia».
    Certo, con tutta la litania berlusconiana dei comunisti che rovineranno l’Italia, è comprensibile. Mi dica il secondo elettore.
    «Il secondo tipo di elettore è quello più interessante. Ed è quello a cui fa riferimento Fini, poi Storace, e quelli che fanno le scissioni, come la Mussolini. È un ceto sociale popolare, di solito. Gente che ha un forte senso dello Stato e della nazione».Nazionalista.
    «Sì, ma non solo. Un’idea etica dello Stato».
    Magari autoritaria.
    «Magari anche autoritaria. Ma con l’idea che lo Stato debba essere indiscutibilmente onesto.
    $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$
    Mi ricordo di questa intervista di Cardini uscita sull'Unità qualche mese fa. E' un'analisi interessante e abbastanza condivisibile in alcuni punti ma in altri mi sembra del tutto sbagliata. Quello che Cardini chiama il "secondo tipo di elettore" ormai da molto tempo non è più il riferimento di Fini ma anzi ho l'impressione che lo consideri un limite da rimuovere nella sua marcia continua verso la "normalizzazione".

  9. #9
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    Io quella lettera non l'ho nemmeno aperta, l'ho già strappata...

  10. #10
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    L'unica alternativa per Fini, é rifinanziare il partito...sempre che la Mussolini possa tornare a battere i marciapiedi
    Esimio Dott. Fracchia (per gli amici )

 

 
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