Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 11

Discussione: L'UDC esce dalla CDL?

  1. #1
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,981
     Likes dati
    3,827
     Like avuti
    14,800
    Mentioned
    3947 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito L'UDC esce dalla CDL?

    [b]Le inquietudini di un leader

    L’Udc andrà da sola? La scalata di Casini prevede questa ipotesi

    Lo rivela il ministro (casiniano) Baccini Se il Cav. non cede, lo sganciamento potrebbe essere annunciato a ottobre Roma. Davvero Pier Ferdinando Casini medita di annunciare in autunno la fine della Casa delle libertà? Così raccontano e forse così vuole che si dica il presidente della Camera. Si dica che sta organizzando la cavalcata solitaria dell’Udc lontano da questo centrodestra bloccato (ma non verso il centrosinistra). Chi c’è, c’è (la stramaggioranza del partito), gli altri restassero in quel paesaggio elettorale con rovine che sarà la Cdl berlusconiana nel 2006. A metterla così sarebbe quasi da non credere. E infatti i centristi di stretta osservanza folliniana la definiscono “un’ipotesi del terzo tipo”. Aggiungendo però che “si fa presto a transitare dal terzo tipo all’ordine del giorno”.
    L’attualità politica dice che Casini incalza con rassegnata ostinazione (“la mia linea è minoritaria ma non la cambio”). Incalza per realizzare il partito unitario dei moderati entro fine anno; per ottenere una riforma del sistema elettorale in senso proporzionale prima delle elezioni del 2006; per distinguere nel centrodestra la figura del leader (Silvio Berlusconi) da quella del candidato premier (Casini medesimo). L’Udc un anno fa definiva tutto questo “scossa”, o “segnale di controtendenza”, e da ultimo “discontinuità”. Ma la realtà dice anche che le condizioni per accontentare Casini sono ridotte. Ragione per la quale il presidente della Camera almanacca in questi giorni sul grande gesto. Mario Baccini, ministro della Funzione pubblica, passa per l’uomo forte di Casini (soprattutto nel Lazio) ed esprime (“a titolo personale, sia chiaro”) ciò che probabilmente la dirigenza centrista sta valutando in silenzio. “Se continua così – dice Baccini al Foglio – noi ci rifiuteremo di andare a sbattere contro il muro”. Traduzione: “A settembre io stesso chiederò di convocare la direzione nazionale per considerare insieme la possibilità che l’Udc vada da sola alle elezioni politiche. Anche a quelle del comune di Roma”. “Posto che noi – spiega il ministro udc – non abbiamo la vocazione alla sconfitta a priori; posto che da almeno due anni il Polo perde ogni appuntamento con le urne, noi vogliamo offrire agli elettori moderati, che sono la maggioranza, un pacchetto nuovo e credibile. E invece alcuni alleati ci tirano gli stracci. Con Berlusconi che si lamenta dei partitini che hanno il 4 per cento e pretendono di condizionarlo. Ecco, è a Berlusconi che parlo ora: noi, con il nostro 7 per cento e oltre, non solo abbiamo titolo per parlare ma rivendichiamo una sovranità assoluta”. Chiaro che per l’Udc non è una questione di galateo (“però la forma è sostanza”) e insomma, al netto delle lamentazioni, le proposte sono quelle su cui insiste Casini (è sopraggiunta anche la tentazione d’ibernare le riforme istituzionali) e sulle quali Berlusconi pareva d’accordo: “E’ stato lui a lanciare il partito unitario collegato al Ppe”. Questo il “pacchetto”. Se non va – e con queste premesse è difficile che vada – a ottobre Casini potrebbe annunciare l’uscita dalla Cdl. Per andare dove? “Non dall’altra parte come qualcuno insinua, a fare i figli di un dio minore”.

    Lo smarrimento di Giovanardi e Buttiglione
    Magari non avrà il 7 per cento di cui parla Baccini ma un più modesto 4-5 e qualcosa o poco più. Rinuncerà a parecchi seggi parlamentari, però l’Udc in versione estrema, immaginata da Casini, sfuggirebbe al banchetto funebre che si annuncia alle urne. Comunque la minaccia adesso è lì, sospesa sulla testa del Cav., e c’è ancora altro tempo a disposizione per verificare ogni ipotesi. Per esempio come andranno le primarie dell’Unione, con quanta forza Romano Prodi si affaccerà all’anno nuovo e quali aspettative di vita potrà avere un suo eventuale esecutivo. Per esempio – come suggeriscono altri esponenti dell’Udc – “se Berlusconi si convincerà ad accettare (e far accettare agli altri) per lo meno uno dei punti indicati da Casini”. Quale sia il punto privilegiato, non è difficile capirlo considerando che era stato sempre il Cav., privatamente, ad assicurare agli udc la propria rinuncia a candidarsi per Palazzo Chigi. Di qui l’iniziale ottimismo della minoranza udc che “vorrebbe guidare il nuovo centrodestra ma senza indirizzarlo contro Berlusconi”. Lo stato d’animo incerto di Carlo Giovanardi e, in minor grado, di Rocco Buttiglione. Di quelli che temono la spaccatura nel partito sapendo di non poterla reggere e perciò fanno sapere che il loro posto di combattimento rimane nel centrodestra. Da qui il loro smarrimento attuale dacché il Cav. ha pubblicamente cambiato idea sulla premiership. “In realtà non si è ancora dibattuto sull’eventualità di correre in solitudine”, ripete un udc vicino al segretario Follini, “ma è chiaro che se il ragionamento di Casini puntasse solo al cambio di leadership, al momento, le aspettative sarebbero basse”. La minaccia di Casini il solitario è invece molto alta. Perciò negoziabile.
    (Il Foglio 12/08/2005)

  2. #2
    in silenzio
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    15,330
     Likes dati
    2,495
     Like avuti
    1,288
    Mentioned
    106 Post(s)
    Tagged
    17 Thread(s)

    sezione italiana PPE

    In Origine Postato da brunik
    [B]Le inquietudini di un leader

    L’Udc andrà da sola? La scalata di Casini prevede questa ipotesi

    Lo rivela il ministro (casiniano) Baccini Se il Cav. non cede, lo sganciamento potrebbe essere annunciato a ottobre Roma. Davvero Pier Ferdinando Casini medita di annunciare in autunno la fine della Casa delle libertà? Così raccontano e forse così vuole che si dica il presidente della Camera. Si dica che sta organizzando la cavalcata solitaria dell’Udc lontano da questo centrodestra bloccato (ma non verso il centrosinistra). Chi c’è, c’è (la stramaggioranza del partito), gli altri restassero in quel paesaggio elettorale con rovine che sarà la Cdl berlusconiana nel 2006. A metterla così sarebbe quasi da non credere. E infatti i centristi di stretta osservanza folliniana la definiscono “un’ipotesi del terzo tipo”. Aggiungendo però che “si fa presto a transitare dal terzo tipo all’ordine del giorno”.
    L’attualità politica dice che Casini incalza con rassegnata ostinazione (“la mia linea è minoritaria ma non la cambio”). Incalza per realizzare il partito unitario dei moderati entro fine anno; per ottenere una riforma del sistema elettorale in senso proporzionale prima delle elezioni del 2006; per distinguere nel centrodestra la figura del leader (Silvio Berlusconi) da quella del candidato premier (Casini medesimo). L’Udc un anno fa definiva tutto questo “scossa”, o “segnale di controtendenza”, e da ultimo “discontinuità”. Ma la realtà dice anche che le condizioni per accontentare Casini sono ridotte. Ragione per la quale il presidente della Camera almanacca in questi giorni sul grande gesto. Mario Baccini, ministro della Funzione pubblica, passa per l’uomo forte di Casini (soprattutto nel Lazio) ed esprime (“a titolo personale, sia chiaro”) ciò che probabilmente la dirigenza centrista sta valutando in silenzio. “Se continua così – dice Baccini al Foglio – noi ci rifiuteremo di andare a sbattere contro il muro”. Traduzione: “A settembre io stesso chiederò di convocare la direzione nazionale per considerare insieme la possibilità che l’Udc vada da sola alle elezioni politiche. Anche a quelle del comune di Roma”. “Posto che noi – spiega il ministro udc – non abbiamo la vocazione alla sconfitta a priori; posto che da almeno due anni il Polo perde ogni appuntamento con le urne, noi vogliamo offrire agli elettori moderati, che sono la maggioranza, un pacchetto nuovo e credibile. E invece alcuni alleati ci tirano gli stracci. Con Berlusconi che si lamenta dei partitini che hanno il 4 per cento e pretendono di condizionarlo. Ecco, è a Berlusconi che parlo ora: noi, con il nostro 7 per cento e oltre, non solo abbiamo titolo per parlare ma rivendichiamo una sovranità assoluta”. Chiaro che per l’Udc non è una questione di galateo (“però la forma è sostanza”) e insomma, al netto delle lamentazioni, le proposte sono quelle su cui insiste Casini (è sopraggiunta anche la tentazione d’ibernare le riforme istituzionali) e sulle quali Berlusconi pareva d’accordo: “E’ stato lui a lanciare il partito unitario collegato al Ppe”. Questo il “pacchetto”. Se non va – e con queste premesse è difficile che vada – a ottobre Casini potrebbe annunciare l’uscita dalla Cdl. Per andare dove? “Non dall’altra parte come qualcuno insinua, a fare i figli di un dio minore”.

    Lo smarrimento di Giovanardi e Buttiglione
    Magari non avrà il 7 per cento di cui parla Baccini ma un più modesto 4-5 e qualcosa o poco più. Rinuncerà a parecchi seggi parlamentari, però l’Udc in versione estrema, immaginata da Casini, sfuggirebbe al banchetto funebre che si annuncia alle urne. Comunque la minaccia adesso è lì, sospesa sulla testa del Cav., e c’è ancora altro tempo a disposizione per verificare ogni ipotesi. Per esempio come andranno le primarie dell’Unione, con quanta forza Romano Prodi si affaccerà all’anno nuovo e quali aspettative di vita potrà avere un suo eventuale esecutivo. Per esempio – come suggeriscono altri esponenti dell’Udc – “se Berlusconi si convincerà ad accettare (e far accettare agli altri) per lo meno uno dei punti indicati da Casini”. Quale sia il punto privilegiato, non è difficile capirlo considerando che era stato sempre il Cav., privatamente, ad assicurare agli udc la propria rinuncia a candidarsi per Palazzo Chigi. Di qui l’iniziale ottimismo della minoranza udc che “vorrebbe guidare il nuovo centrodestra ma senza indirizzarlo contro Berlusconi”. Lo stato d’animo incerto di Carlo Giovanardi e, in minor grado, di Rocco Buttiglione. Di quelli che temono la spaccatura nel partito sapendo di non poterla reggere e perciò fanno sapere che il loro posto di combattimento rimane nel centrodestra. Da qui il loro smarrimento attuale dacché il Cav. ha pubblicamente cambiato idea sulla premiership. “In realtà non si è ancora dibattuto sull’eventualità di correre in solitudine”, ripete un udc vicino al segretario Follini, “ma è chiaro che se il ragionamento di Casini puntasse solo al cambio di leadership, al momento, le aspettative sarebbero basse”. La minaccia di Casini il solitario è invece molto alta. Perciò negoziabile.
    (Il Foglio 12/08/2005)
    Il problema è formare una sezione italiana del PPE che sia strutturata come un partito, nel territorio; oppure non strutturata...ma allora non capisco come si pensa di formare liste di candidati concordi su di un programma realizzabile nell'alternanza di governo necessariamente auspicabile in una vera democrazia.
    di necessità virtù

  3. #3
    Lapoliticaèladottrinadelp ossibile
    Data Registrazione
    08 Jan 2005
    Località
    basso piemonte
    Messaggi
    729
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: L'UDC esce dalla CDL?

    In Origine Postato da brunik
    [B]Le inquietudini di un leader

    L’Udc andrà da sola? La scalata di Casini prevede questa ipotesi

    Lo rivela il ministro (casiniano) Baccini Se il Cav. non cede, lo sganciamento potrebbe essere annunciato a ottobre Roma. Davvero Pier Ferdinando Casini medita di annunciare in autunno la fine della Casa delle libertà? Così raccontano e forse così vuole che si dica il presidente della Camera. Si dica che sta organizzando la cavalcata solitaria dell’Udc lontano da questo centrodestra bloccato (ma non verso il centrosinistra). Chi c’è, c’è (la stramaggioranza del partito), gli altri restassero in quel paesaggio elettorale con rovine che sarà la Cdl berlusconiana nel 2006. A metterla così sarebbe quasi da non credere. E infatti i centristi di stretta osservanza folliniana la definiscono “un’ipotesi del terzo tipo”. Aggiungendo però che “si fa presto a transitare dal terzo tipo all’ordine del giorno”.
    L’attualità politica dice che Casini incalza con rassegnata ostinazione (“la mia linea è minoritaria ma non la cambio”). Incalza per realizzare il partito unitario dei moderati entro fine anno; per ottenere una riforma del sistema elettorale in senso proporzionale prima delle elezioni del 2006; per distinguere nel centrodestra la figura del leader (Silvio Berlusconi) da quella del candidato premier (Casini medesimo). L’Udc un anno fa definiva tutto questo “scossa”, o “segnale di controtendenza”, e da ultimo “discontinuità”. Ma la realtà dice anche che le condizioni per accontentare Casini sono ridotte. Ragione per la quale il presidente della Camera almanacca in questi giorni sul grande gesto. Mario Baccini, ministro della Funzione pubblica, passa per l’uomo forte di Casini (soprattutto nel Lazio) ed esprime (“a titolo personale, sia chiaro”) ciò che probabilmente la dirigenza centrista sta valutando in silenzio. “Se continua così – dice Baccini al Foglio – noi ci rifiuteremo di andare a sbattere contro il muro”. Traduzione: “A settembre io stesso chiederò di convocare la direzione nazionale per considerare insieme la possibilità che l’Udc vada da sola alle elezioni politiche. Anche a quelle del comune di Roma”. “Posto che noi – spiega il ministro udc – non abbiamo la vocazione alla sconfitta a priori; posto che da almeno due anni il Polo perde ogni appuntamento con le urne, noi vogliamo offrire agli elettori moderati, che sono la maggioranza, un pacchetto nuovo e credibile. E invece alcuni alleati ci tirano gli stracci. Con Berlusconi che si lamenta dei partitini che hanno il 4 per cento e pretendono di condizionarlo. Ecco, è a Berlusconi che parlo ora: noi, con il nostro 7 per cento e oltre, non solo abbiamo titolo per parlare ma rivendichiamo una sovranità assoluta”. Chiaro che per l’Udc non è una questione di galateo (“però la forma è sostanza”) e insomma, al netto delle lamentazioni, le proposte sono quelle su cui insiste Casini (è sopraggiunta anche la tentazione d’ibernare le riforme istituzionali) e sulle quali Berlusconi pareva d’accordo: “E’ stato lui a lanciare il partito unitario collegato al Ppe”. Questo il “pacchetto”. Se non va – e con queste premesse è difficile che vada – a ottobre Casini potrebbe annunciare l’uscita dalla Cdl. Per andare dove? “Non dall’altra parte come qualcuno insinua, a fare i figli di un dio minore”.

    Lo smarrimento di Giovanardi e Buttiglione
    Magari non avrà il 7 per cento di cui parla Baccini ma un più modesto 4-5 e qualcosa o poco più. Rinuncerà a parecchi seggi parlamentari, però l’Udc in versione estrema, immaginata da Casini, sfuggirebbe al banchetto funebre che si annuncia alle urne. Comunque la minaccia adesso è lì, sospesa sulla testa del Cav., e c’è ancora altro tempo a disposizione per verificare ogni ipotesi. Per esempio come andranno le primarie dell’Unione, con quanta forza Romano Prodi si affaccerà all’anno nuovo e quali aspettative di vita potrà avere un suo eventuale esecutivo. Per esempio – come suggeriscono altri esponenti dell’Udc – “se Berlusconi si convincerà ad accettare (e far accettare agli altri) per lo meno uno dei punti indicati da Casini”. Quale sia il punto privilegiato, non è difficile capirlo considerando che era stato sempre il Cav., privatamente, ad assicurare agli udc la propria rinuncia a candidarsi per Palazzo Chigi. Di qui l’iniziale ottimismo della minoranza udc che “vorrebbe guidare il nuovo centrodestra ma senza indirizzarlo contro Berlusconi”. Lo stato d’animo incerto di Carlo Giovanardi e, in minor grado, di Rocco Buttiglione. Di quelli che temono la spaccatura nel partito sapendo di non poterla reggere e perciò fanno sapere che il loro posto di combattimento rimane nel centrodestra. Da qui il loro smarrimento attuale dacché il Cav. ha pubblicamente cambiato idea sulla premiership. “In realtà non si è ancora dibattuto sull’eventualità di correre in solitudine”, ripete un udc vicino al segretario Follini, “ma è chiaro che se il ragionamento di Casini puntasse solo al cambio di leadership, al momento, le aspettative sarebbero basse”. La minaccia di Casini il solitario è invece molto alta. Perciò negoziabile.
    (Il Foglio 12/08/2005)
    Non credo. Anche perchè difficilmente potrebbero transitare a sinistra, e da soli non riuscirebbero a fare nulla. Trovo noiose le uscite di Follini, meno quelle di Casini. Mi viene però un dubbio: aveva mica ragione Rotondi nel dire che Berlusconi ha in serbo un nome, che non è quello del Pres della Camera..?!

  4. #4
    Lampo
    Ospite

    Predefinito




    la CDL comincia a perdere pezzi....

    Si vede che sentono vicina la sconfitta.....

  5. #5
    in silenzio
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    15,330
     Likes dati
    2,495
     Like avuti
    1,288
    Mentioned
    106 Post(s)
    Tagged
    17 Thread(s)

    non è questo il problema

    In Origine Postato da Lampo



    la CDL comincia a perdere pezzi....

    Si vede che sentono vicina la sconfitta.....
    Non è questo, il problema!
    di necessità virtù

  6. #6
    in silenzio
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    15,330
     Likes dati
    2,495
     Like avuti
    1,288
    Mentioned
    106 Post(s)
    Tagged
    17 Thread(s)

    Re: sezione italiana PPE

    In Origine Postato da MariaVittoria C
    Il problema è formare una sezione italiana del PPE che sia strutturata come un partito, nel territorio; oppure non strutturata...ma allora non capisco come si pensa di formare liste di candidati concordi su di un programma realizzabile nell'alternanza di governo necessariamente auspicabile in una vera democrazia.
    di necessità virtù

  7. #7
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    29,505
     Likes dati
    1
     Like avuti
    15
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da Lampo



    la CDL comincia a perdere pezzi....

    Si vede che sentono vicina la sconfitta.....
    ...cercatemi , se volete e potete , come RoccoFerraro

  8. #8
    Lampo
    Ospite

    Predefinito

    In Origine Postato da Gianfranco

  9. #9
    Lampo
    Ospite

    Predefinito Re: non è questo il problema

    In Origine Postato da MariaVittoria C
    Non è questo, il problema!
    E quale sarebbe ?

  10. #10
    sono felice e tanto mi basta
    Data Registrazione
    17 Dec 2004
    Località
    L'Aprutium - Liberal anglosassone - "Nell'era dell'inganno globale dire la verità è un atto rivoluzionario." George Orwell
    Messaggi
    7,784
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: sezione italiana PPE

    In Origine Postato da MariaVittoria C
    Il problema è formare una sezione italiana del PPE che sia strutturata come un partito, nel territorio; oppure non strutturata...ma allora non capisco come si pensa di formare liste di candidati concordi su di un programma realizzabile nell'alternanza di governo necessariamente auspicabile in una vera democrazia.
    Devi prima cambiare sistema elettorale, il PPE è eletto con il proporzionale.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Non se ne esce, dalla questione monetaria
    Di Robert nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 352
    Ultimo Messaggio: 02-01-14, 10:33
  2. L’arbitrato esce dalla porta e rientra dalla finestra
    Di _Riccardo_ nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 24-04-10, 22:59
  3. Non mi esce dalla testa
    Di DD nel forum Musica
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 15-11-08, 15:52
  4. FL esce dalla federazione perchè?
    Di SANDRO II nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 51
    Ultimo Messaggio: 23-06-07, 15:02
  5. Il NPSI esce dalla CDL
    Di brunik nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 09-12-04, 01:22

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito