Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito " quale comunismo ? "

    Credo che sul vago termine "comunismo" ci si debba intendere, perchèse così non fosse tra voi e me ( noi) non ci sarebbe nessuna differenza. Comunismo era senz'altro il regime degli opliti spartani, comunistica era la società auspicata dalla 'Politeia' platonica.Noi crediamo che l'organizzazione 'economica' di una società non si collochi nella sfera dei 'principi', o almeno di quelli fondanti la società medesima, ma vada collocata invece nella sfera degli 'strumenti' per arrivare al 'modello' societario agognato. Pertanto per noi la " ABOLIZIONE della proprietàc privata è STRUMENTO INDISPENSABILE, per insterilire l'ambiente in cui si forma la 'mentalità ' borghese. La borghesia è anche un habitus mentale e non solo una organizzazione economica.Mi sembra che il Prof. Preve nel superamento dell'economicismo marxista ( o lettura economicistica di Marx) vada in questa direzione. O no? Allora, quale comunismo?

  2. #2
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    Predefinito

    Non sono il dottore Preve ma comunque voglio dare una mia risposta.

    Secondo me il comunismo consiste nella distruzione del valore, quel valore metafisico che possiede la merce. E questo il cuore del problema. Se invece ti fermi all'abolizione della proprietà privata, si potrebbe pure intendere che in realta la proprietà sia non più privata dall'individuo... ma dallo stato.

    E infatti a cosa serve lo stato, se non a proteggere il valore? Sempre lo stato è il servo dei potenti - che questi siano iborghesi o burocratici.



    A parte questo i responsabili di questo forum dovrebbero cambiare colore che il rosso fa male agli occhi - anche agli occhi dei proletari.

  3. #3
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    Predefinito "valore"

    Abolizione del 'valore'. Sono (siamo) d'accordo. In sostanza, superamento totale dell'economia di scambio. capitalista. Se da un versante per una mal compresa posizione 'tradizionale' si è trascurata l'economia, dall'altro - mi sembra- perduri il 'vezzo' materialistico, che costa nel non prendere in considerazione gli aspetti 'spirituali' o 'immateriali' dei fenomeni. E il "borghese" non è solo un fatto economico. Ora si potrà parlare di superamento della borghesia, post-modernità, ma quel tipo umano per quanto mutato, esiste ancora.

  4. #4
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    Predefinito

    Certo che il borghese non è solo un fatto economico. È per esempio molto interessante capire come in realtà la borghesia sia oggi la classe la più cosciente di se stessa e dei suoi interessi. Si potrebbe dire in certo modo che se il marxismo quale pseudo-religione proletaria è morto, la borghesia invece è vivente e ben vivente.

    Senza voler discutere adesso il rapporto causale o meno, è chiaro che oltre agli interessi materiali la borghesia si caratterizza da un modo di vedere e di sentire che non sempre appare tale. Penso per esempio a quante lamentele si fanno circa la criminalita degli stranieri in certi ambienti di destra radicale, come se proprio questo fosse il problema.

    Ma credo che solo una visione possibilista e dunque non determinista dell'evoluzione del capitalismo puo dare al lato spirituale (se lo vogliamo chiamare cosi) del borghese il suo giusto rilievo. Mi pare che Preve vada in questa direzione.

  5. #5
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    Predefinito " borghese "

    Sicuramente non lo sai, ma io sono di ' Avanguardia' . Mai Noi ci siamo accodati alle grottesche lamentele della 'destra' sedicecente 'radicale'. Mai ! Ed infatti ci attaccano tutti, definendoci islamici, comunisti, etc. Su Preve, non sò, mi sembra che il fattore 'spirituale' farà la stessa fatica a porsi come importante di quanto ne incontrerà l'economia da 'noi'.

  6. #6
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    Predefinito

    Borghesia e proletariato ormai non esistono più. Anche in Europa dopo il 1989 si sta instaurando una società neoliberal-liberista senza classi con solo differenziali di reddito di saperi e di poteri uno spazio, come lo definisce Preve, delle possibilità individuali illimitate.

  7. #7
    Socialista nazionalitario
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    Predefinito

    In origine postato da orkonner
    Certo che il borghese non è solo un fatto economico. È per esempio molto interessante capire come in realtà la borghesia sia oggi la classe la più cosciente di se stessa e dei suoi interessi. Si potrebbe dire in certo modo che se il marxismo quale pseudo-religione proletaria è morto, la borghesia invece è vivente e ben vivente.

    Senza voler discutere adesso il rapporto causale o meno, è chiaro che oltre agli interessi materiali la borghesia si caratterizza da un modo di vedere e di sentire che non sempre appare tale. Penso per esempio a quante lamentele si fanno circa la criminalita degli stranieri in certi ambienti di destra radicale, come se proprio questo fosse il problema.

    Ma credo che solo una visione possibilista e dunque non determinista dell'evoluzione del capitalismo puo dare al lato spirituale (se lo vogliamo chiamare cosi) del borghese il suo giusto rilievo. Mi pare che Preve vada in questa direzione.


    La borghesia ormai non esiste più. I valori della borghesia sono stati l'ultimo ostacolo per il capitalismo senza classi americano delle possibilità illimitate che si sta consolidando oggi.
    Il '68 è servito proprio a distruggere quei valori borghesi che hanno aperto la porta all'attuale neoliberismo.

  8. #8
    Socialista nazionalitario
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    Predefinito

    In origine postato da orkonner
    Non sono il dottore Preve ma comunque voglio dare una mia risposta.

    Secondo me il comunismo consiste nella distruzione del valore, quel valore metafisico che possiede la merce. E questo il cuore del problema. Se invece ti fermi all'abolizione della proprietà privata, si potrebbe pure intendere che in realta la proprietà sia non più privata dall'individuo... ma dallo stato.

    E infatti a cosa serve lo stato, se non a proteggere il valore? Sempre lo stato è il servo dei potenti - che questi siano iborghesi o burocratici.



    A parte questo i responsabili di questo forum dovrebbero cambiare colore che il rosso fa male agli occhi - anche agli occhi dei proletari.

    Bisogna ribaltare i termini oggi c'è il dominio del valore di scambio sul valore d'uso bisogna arrivare eliminare il più possibile il valore di scambio che contribuisce alla mercificazione di ogni aspetto della vita umana.

  9. #9
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    Predefinito

    In origine postato da Quetzalcoatl
    Borghesia e proletariato ormai non esistono più. Anche in Europa dopo il 1989 si sta instaurando una società neoliberal-liberista senza classi con solo differenziali di reddito di saperi e di poteri uno spazio, come lo definisce Preve, delle possibilità individuali illimitate.
    Credo siamo d'accordo sul fatto che il 1968 è il punto di incontro tra liberalismo e libertarismo (cioè "libertaire" in francese). Ma questo non significa la fine delle classi sociali, ma un loro mutamento.

    In effetti è sparita la borghesia quale classe ancora legata a un habitus reglioso, patrimoniale e mentale di stampo conservatore. La merce nella sua sempre più rapida circolazione non sopportava più certe restrizioni.

    Ma a questa classe dominante si è sostituita un altra, che in Francia si usa designare col termine "bo-bo" che vale per "bourgeois-bohèmes" - appunto i borghesi "liberati" da tutte quelle tracce polverose del passato. Ma questi bobos, anche se parlano ovviamente la lingua del politicamente corretto, in realtà operano anche loro una politica di segregazione sociale.

    Il discorso a qui fai riferenza, quello delle possibilità offerte a ciascun di noi, costituisce in realta la cortina di fumo che nasconde la cooptazione generalizata verso i centri di poteri. La nostra società si vuole fare passare per quella della libera circolazione sociale, e invece è quella dove il capitale sociale conta sempre di più, al contrario del sapere che per via della technicizzazione è reso sempre più rapidamente perimato.

  10. #10
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    Predefinito

    In origine postato da Quetzalcoatl
    Bisogna ribaltare i termini oggi c'è il dominio del valore di scambio sul valore d'uso bisogna arrivare eliminare il più possibile il valore di scambio che contribuisce alla mercificazione di ogni aspetto della vita umana.
    Il valore di scambio non è altro che il valore in forma-denaro. Quel che si deve non solo "eliminare il più possibile" ma proprio abolire è il valore se stesso, che non sopporta alcuna determinazione di tipo forma-Capitale.

    Questo significa in ultima analisi la distruzione del rapporto sociale che produce infatti il "lavoro senza qualità", il lavoro capitalista inteso come semplice spesa di tempo di lavoro. Il comunismo è dunque la società dove il nostro posto al'interno della quale non è determinato dal tempo di lavoro mercificato, ma dal nostro contributo reale alla comunità.

 

 

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