Re: ancora qualche chiarimento...
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Originally posted by Itzoccor
Rispetto a ciò che dice giovanni, non credo che l'espresisone "nazionalismo di liberazione" possa essere associata alla cultura politica della nostra terra. Non ha nè una tradizione consolidata come espressione nè tanto meno può vantare una concettualizzazione scientifica che ne renda chiaro il significato. Mi sono limitato a riportare alcune fonti online... se qualcuno ci vuole ragionare sopra lo faccia, altrimenti rimane una mia personalissima considerazione.
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Originally posted by zuanne
Con ciò intendo dire che non c’è nel modo più assoluto (almeno per ora), il rischio che qualcuno identifichi la lotta di liberazione nazionale del popolo sardo in una lotta volta alla realizzazione di una società sciovinista.
Invece ti sbagli , a parer mio -ancora oggi- una buona parte del popolo sardo continua a considerare il variegato mondo indipendentista come portatore di una forma folkloristica di sciovinismo!
E' da questo dato che bisogna partire per capire gli errori fatti... per non continuare a sbagliare!
È poi non credo che l’universo indipendentista sia così omogeneo come potrebbe apparire. Esiste un inidipendentismo razzista, intollerante e totalmente estraneo alla logica del confronto e del dialogo.
(Qualche avvisaglia si è avuta pure in Corsica: sappiamo chi sono e non ci preoccupano… ma esistono!)
Finzas a sa repùbrica!
Itz.
Caro Francesco, nel ribadire che ho sinceramente apprezzato la volontà di IRS di rinnovare lessico e prassi politica, devo però anche ricordare, come già ha fatto Shardana Ruju, che il termine “nazionalismo” in Sardigna è sempre stato utilizzato da tutti i movimenti indipendentisti, che si sono sempre palesemente richiamati ad un idea di “liberazione” della loro terra da qualunque forma di oppressione politica, economica e/o culturale. Pertanto, senza fare troppi giri di parole, credo che l’utilizzo del termine “nazionalismo di liberazione” non sia poi così soggetto a cattive interpretazioni da parte della gente. Lo può diventare solo attraverso una inopportuna campagna di demonizzazione nei confronti di quegli indipendenti che ad esso fanno riferimento. Ma questo credo che alla lunga non gioverebbe proprio a nessuno.
Sono anche io dell’opinione che una gran parte del popolo sardo consideri ancora l’indipendentismo come un fenomeno folkloristico, ma ciò, non mi stancherò mai di ripeterlo, ritengo sia dovuto alla mancanza di una adeguata programmazione politico-economica che dimostri nei fatti come la Sardigna possa vivere da nazione libera e indipendente. Questo è ciò che rende l’indipendentismo sardo un fenomeno politico privo di stimoli e di idee nelle quali poter credere concretamente. Non penso invece che tra le gente sia diffusa l’idea che gli indipendentisti siano sostenitori di tendenze politiche scioviniste.
Dal momento che fai riferimento a qualche episodio accaduto in Corsica, se non ho capito male durante le ghiurnate, posso chiederti a chi ti riferisci di preciso quando affermi che c’è “un indipendentismo razzista, intollerante e totalmente estraneo alla logica del confronto e del dialogo”? Vorrei capire se si tratta di un singolo che ha detto qualcosa di inopportuno e poco felice o di un gruppo che ha fatto qualche dichiarazione politica esplicita. Nel caso si sia verificata la seconda ipotesi, riterrei il fenomeno davvero molto preoccupante.
Cun amistade, fintzas a s'indipendentzia!
zuanne
Re: Re: ancora qualche chiarimento...
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Originally posted by zuanne
Caro Francesco, nel ribadire che ho sinceramente apprezzato la volontà di IRS di rinnovare lessico e prassi politica, devo però anche ricordare, come già ha fatto Shardana Ruju, che il termine “nazionalismo” in Sardigna è sempre stato utilizzato da tutti i movimenti indipendentisti, che si sono sempre palesemente richiamati ad un idea di “liberazione” della loro terra da qualunque forma di oppressione politica, economica e/o culturale. Pertanto, senza fare troppi giri di parole, credo che l’utilizzo del termine “nazionalismo di liberazione” non sia poi così soggetto a cattive interpretazioni da parte della gente. Lo può diventare solo attraverso una inopportuna campagna di demonizzazione nei confronti di quegli indipendenti che ad esso fanno riferimento. Ma questo credo che alla lunga non gioverebbe proprio a nessuno.
Sulla questione dell'utilizzo della parola "nazionalismo" è stato esaustivo tziu sedda, mentre per quel che riguarda l'espressione "nazionalismo di liberazione" a parer mio la gente comune non si cura affatto delle eventuali diferenze rispetto ad espressioni simile. In sardegna a malapena qualcuno capisce cosa si intende con la parola "indipendentismo" figurati se si presta attenzione alle sfumature e alle declinazioni del termine nazionalismo.
Evitiamo la caccia alle streghe, nessuno ha demonizzato alcunchè! Ho solamente riportato alcune fonti e non mi risultava assolutamente che dei movimenti politici in sardegna si rifaccessero a questa terminologia, e tutt'ora non mi risulta. Se ci fossero realmente nello scenario politico sardo dovrebbero fare il mea culpa: poco si sa di loro e del loro modo di lottare per l'indipendenza della sardegna.
Se poi, tu e shardana ruju siete affezzionati a queste espressioni -caro zuanne- non posso di certo esserne a conoscenza!
Per SH.Ruju: non chiedevo di sicuro una ricostruizione storica sulla liceità dell'espressione, chiedevo più che altro elaborati e/o autori di riferimento su quella che è una questione puramente definitoria e quindi, di per sè, eminentemente teorica.
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Originally posted by zuanne
Sono anche io dell’opinione che una gran parte del popolo sardo consideri ancora l’indipendentismo come un fenomeno folkloristico, ma ciò, non mi stancherò mai di ripeterlo, ritengo sia dovuto alla mancanza di una adeguata programmazione politico-economica che dimostri nei fatti come la Sardigna possa vivere da nazione libera e indipendente. Questo è ciò che rende l’indipendentismo sardo un fenomeno politico privo di stimoli e di idee nelle quali poter credere concretamente. Non penso invece che tra le gente sia diffusa l’idea che gli indipendentisti siano sostenitori di tendenze politiche scioviniste.
Il fatto che la gente consideri l'indipendentismo come un fenomeno folkloristico deriva solo in parte da quello che tu dici (che condivido pienamente e ti posso garantire che il nostro movimento sta lavorando tantissimo su queste tematiche), il fatto è che molti movimenti indipendentisti -in moltissime occasioni- hanno fatto tanto folklore e poca politica.
Potrei citarti numerosi esempi... ma non è questa la sede, qualcuno che legge potrebbe risentirsi.
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Originally posted by zuanne
Dal momento che fai riferimento a qualche episodio accaduto in Corsica, se non ho capito male durante le ghiurnate, posso chiederti a chi ti riferisci di preciso quando affermi che c’è “un indipendentismo razzista, intollerante e totalmente estraneo alla logica del confronto e del dialogo”? Vorrei capire se si tratta di un singolo che ha detto qualcosa di inopportuno e poco felice o di un gruppo che ha fatto qualche dichiarazione politica esplicita. Nel caso si sia verificata la seconda ipotesi, riterrei il fenomeno davvero molto preoccupante.
Cun amistade, fintzas a s'indipendentzia!
zuanne
Mi piacerebbe potermi riferire ad un singolo ma dietro c'è, purtroppo per l'indipendentismo, un gruppo. La cosa peggiore è che non si sono limitati alle parole ma sono passati ad azioni pratiche di stampo "fascista""!
Sappiamo chi sono, uno per uno... ma questa è un'altra storia.
Finzas a sa repubrica!
Itzoccor
Re: Re: Re: ancora qualche chiarimento...
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Originally posted by Itzoccor
…..per quel che riguarda l'espressione "nazionalismo di liberazione" a parer mio la gente comune non si cura affatto delle eventuali diferenze rispetto ad espressioni simile. In sardegna a malapena qualcuno capisce cosa si intende con la parola "indipendentismo" figurati se si presta attenzione alle sfumature e alle declinazioni del termine nazionalismo.
Sono d’accordo con te, proprio per questo nulla impedisce a chi si definisce indipendentista e nel contempo nazionalista di spiegare quali valori, a suo parere, incarnino queste espressioni.
Riporto un testo scritto nel 2000 da Franciscu Pala Scameroni - tratto da “aLeia” – periodico di “Indipendenza Corsa”, movimento politico nato in ambito universitario, che assieme a Su Cuncordu - di cui lo stesso Pala faceva parte -, aveva dato vita a “Interrae”, movimento politico culturale autodefinitosi anticolonialista. Questo scritto penso possa chiarire a tutti in maniera sufficientemente esaustiva, cosa intendono, ancora oggi, quegli indipendentisti che in Sardigna si definiscono nazionalisti:
“…..siamo un’unione di anticolonialisti che si battono per la democrazia, per l’internazionalismo, per l’anticapitalismo e per l’ecologia.
Essendo degli anticolonialisti, appoggiamo apertamente tutti quei movimenti che sorgono come risposta e reazione ai soprusi e alle violenze che i colonizzatori infliggono ai colonizzati. Questi movimenti vengono definiti per lo più nazionalisti. Fra le varie accezioni del lemma nazionalista, in genere, tende a prevalere quella negativa che lo identifica con qualcosa di antidemocratico, tendenzialmente totalitario ed imperialista. Noi rifiutiamo questa analisi o meglio, teniamo ad apportare una distinzione tra il nazionalismo che appoggiamo e quello che combattiamo.
Difendiamo e sosteniamo con forza il nazionalismo di chi lotta perché la sua nazionalità, la sua cultura non vengano negate, di chi lotta perché il parlare la propria lingua non sia causa di torture o discriminazioni, di chi lotta perché il suo popolo non sia martoriato e sterminato.
Viceversa condanniamo e tentiamo di opporci con altrettanta decisione al nazionalismo degli imperialisti, dei colonialisti, dei massacratori di popoli, degli sterminatori di lingue. Ci opponiamo ai nazionalismi che si alimentano di odio ed alimentano pregiudizi razziali, discriminazioni o penalizzazioni di ogni genere ed in ogni campo, dal sociale al politico, dal razziale al religioso.
Difendiamo il nazionalismo di chi, pronto a lottare per difendere la propria Terra dagli attacchi dei colonialisti, è anche pronto a solidarizzare internazionalisticamente con chi, a sua volta, è disposto a farlo. Difendiamo la lotta di chi è oggettivamente oggetto di inaccettabili discriminazioni, di chi desidera poter amministrare autonomamente il proprio futuro. Difendiamo chi, storicamente, è stato ed è un vinto, un debole, un oppresso da chi, in virtù della propria potenza, ha creduto e crede opportuno calpestarlo o annientarlo.”
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Originally posted by Itzoccor
Evitiamo la caccia alle streghe, nessuno ha demonizzato alcunchè! Ho solamente riportato alcune fonti e non mi risultava assolutamente che dei movimenti politici in sardegna si rifaccessero a questa terminologia, e tutt'ora non mi risulta. Se ci fossero realmente nello scenario politico sardo dovrebbero fare il mea culpa: poco si sa di loro e del loro modo di lottare per l'indipendenza della sardegna.
Se poi, tu e shardana ruju siete affezzionati a queste espressioni -caro zuanne- non posso di certo esserne a conoscenza!
Personalmente non sono affezionato a nessuna espressione in particolare, tant’è vero che ho detto e ridetto che apprezzo il linguaggio politico adottato da IRS, apprezzo il suo non volersi definire nazionalista, io mi sento “indipendentista ed internazionalista” ma rispetto chi si definisce nazionalista, perché chi lo ha fatto prima della nascita di IRS, e chi continua a farlo oggi, al di fuori di IRS, si richiama chiaramente ed inequivocabilmente ad un nazionalismo “volto all’ottenimento della libertà del nostro popolo”….. questo non è possibile negarlo!!!
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Originally posted by Itzoccor
Il fatto che la gente consideri l'indipendentismo come un fenomeno folkloristico deriva solo in parte da quello che tu dici (che condivido pienamente e ti posso garantire che il nostro movimento sta lavorando tantissimo su queste tematiche), il fatto è che molti movimenti indipendentisti -in moltissime occasioni- hanno fatto tanto folklore e poca politica.
Potrei citarti numerosi esempi... ma non è questa la sede, qualcuno che legge potrebbe risentirsi.
Mi piacerebbe potermi riferire ad un singolo ma dietro c'è, purtroppo per l'indipendentismo, un gruppo. La cosa peggiore è che non si sono limitati alle parole ma sono passati ad azioni pratiche di stampo "fascista""!
Sappiamo chi sono, uno per uno... ma questa è un'altra storia.
In politica la chiarezza è d’obbligo, pertanto se fai riferimento ad un gruppo in particolare, mettendolo in relazione ad un episodio grave e attribuendogli un comportamento di stampo fascista, dovresti anche dire di chi si tratta; per il semplice motivo che se non lo fai, getti automaticamente un ombra di sospetto e di diffidenza nei confronti di tutti i gruppi presenti a Corti (sappiamo esattamente chi erano), ad eccezione, ovviamente, di IRS.
Per una vera e irrinunciabile indipendenza!
giovanni
Re: Re: Re: Re: ancora qualche chiarimento...
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Originally posted by zuanne
In politica la chiarezza è d’obbligo, pertanto se fai riferimento ad un gruppo in particolare, mettendolo in relazione ad un episodio grave e attribuendogli un comportamento di stampo fascista, dovresti anche dire di chi si tratta; per il semplice motivo che se non lo fai, getti automaticamente un ombra di sospetto e di diffidenza nei confronti di tutti i gruppi presenti a Corti (sappiamo esattamente chi erano), ad eccezione, ovviamente, di IRS.
Per una vera e irrinunciabile indipendenza!
giovanni
Rispondo, per ora e per ragioni di tempo, solo all'ultima questione.
Non parlavo di "gruppi" volendo intendere "movimenti politici" bensì di un "gruppo di persone".
Abbiamo avuto modo di discutere di questa questione con numerosi militanti di altri movimenti politici presenti a Corti -che partecipano a questa discussione- e la cosa è stata condannata da tutti indistintamente.
Non si tratta quindi di fare nomi e cognomi.. l'importante è che queste persone sappiano che a noi sono ben note, tutto qua. Sono sicuramente persone che di indipendentista non hanno un bel nulla... semplici codardi che nessun apporto potrebbero dare ad alcun movimento politico!
itz.
Re: ancora qualche chiarimento...
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Originally posted by Itzoccor
...
Confermo ciò che ho scritto in precedenza. Per la precisione si trattava di una polemica riferita a Guardia Arrubia che da tempo immemore accusa noi di trasversalismo (come molti hanno fatto in precedenza) senza nemmeno accorgersi che si rifà a concetti trasversalisti o perlomeno ambigui e legati alla nuova destra. L'ho semplicemente invitato a guardarsi attorno...
Non ho capito…era riferita a me anche la storia del "trovare il coraggio per discutere cara a cara con noi"!? :confused:
Spero proprio di no, non vedrei il motivo di tale atteggiamento.
Comunque figurati, non è certo mio interesse accusarvi di alcunchè, ma semplicemente contribuire alle vostre discussioni in modo sempre costruttivo ed amichevole, sempre che sia gradito naturalmente. (se i miei interventi in questioni che mi vedevano in disaccordo con voi, che di tanto in tanto possono esserci, sono risultati scorretti o irrispettosi chiedo scusa, anche se non mi è sembrato)
Sul trasversalismo come strategia politica la mia non era certo un accusa che con vena polemica faccio da tempo immemore ma semplicemente una constatazione della linea che sia iRS (così come SNI) persegue ufficialmente. Correggimi se sbaglio.
Per quanto riguarda nazionalismo come termine ambiguo ne ho già parlato sopra ammettendo appunto che potrebbe a molti risultare tale ma di certo non mi pare che ambigui siano risultati "senza nemmeno accorgermene" gli interventi da me fatti, o l'utilizzo che io faccio di questo termine.
L'ho sempre utilizzato facendo riferimento alle lotte indipendentiste di tutta Europa e in netta contrapposizione all'utilizzo razzista che ne fanno gruppi neofascisti o presunti tali.
Se è all'aggettivo "di liberazione" che ti riferisci, fermo restando che quella cricca di fascisti non sono come dici gli unici a utilizzarlo (anzi il termine "naz. d. lib." lo ho sentito per la prima volta da un gruppo interno all’indipendentismo sardo, quando ancora io stesso rifiutavo completamente il nazionalismo, identificandolo sempre e comunque con sciovinismo e razzismo), lo ho utilizzato proprio per contrapporlo al nazionalismo di odio e oppressione dei gruppi di estrema destra.
Saludi!