Citazione:
Originally posted by zuanne
Sono d’accordo con te, proprio per questo nulla impedisce a chi si definisce indipendentista e nel contempo nazionalista di spiegare quali valori, a suo parere, incarnino queste espressioni.
Riporto un testo scritto nel 2000 da Franciscu Pala Scameroni - tratto da “aLeia” – periodico di “Indipendenza Corsa”, movimento politico nato in ambito universitario, che assieme a Su Cuncordu - di cui lo stesso Pala faceva parte -, aveva dato vita a “Interrae”, movimento politico culturale autodefinitosi anticolonialista. Questo scritto penso possa chiarire a tutti in maniera sufficientemente esaustiva, cosa intendono, ancora oggi, quegli indipendentisti che in Sardigna si definiscono nazionalisti:
“…..siamo un’unione di anticolonialisti che si battono per la democrazia, per l’internazionalismo, per l’anticapitalismo e per l’ecologia.
Essendo degli anticolonialisti, appoggiamo apertamente tutti quei movimenti che sorgono come risposta e reazione ai soprusi e alle violenze che i colonizzatori infliggono ai colonizzati. Questi movimenti vengono definiti per lo più nazionalisti. Fra le varie accezioni del lemma nazionalista, in genere, tende a prevalere quella negativa che lo identifica con qualcosa di antidemocratico, tendenzialmente totalitario ed imperialista. Noi rifiutiamo questa analisi o meglio, teniamo ad apportare una distinzione tra il nazionalismo che appoggiamo e quello che combattiamo.
Difendiamo e sosteniamo con forza il nazionalismo di chi lotta perché la sua nazionalità, la sua cultura non vengano negate, di chi lotta perché il parlare la propria lingua non sia causa di torture o discriminazioni, di chi lotta perché il suo popolo non sia martoriato e sterminato.
Viceversa condanniamo e tentiamo di opporci con altrettanta decisione al nazionalismo degli imperialisti, dei colonialisti, dei massacratori di popoli, degli sterminatori di lingue. Ci opponiamo ai nazionalismi che si alimentano di odio ed alimentano pregiudizi razziali, discriminazioni o penalizzazioni di ogni genere ed in ogni campo, dal sociale al politico, dal razziale al religioso.
Difendiamo il nazionalismo di chi, pronto a lottare per difendere la propria Terra dagli attacchi dei colonialisti, è anche pronto a solidarizzare internazionalisticamente con chi, a sua volta, è disposto a farlo. Difendiamo la lotta di chi è oggettivamente oggetto di inaccettabili discriminazioni, di chi desidera poter amministrare autonomamente il proprio futuro. Difendiamo chi, storicamente, è stato ed è un vinto, un debole, un oppresso da chi, in virtù della propria potenza, ha creduto e crede opportuno calpestarlo o annientarlo.”
Personalmente non sono affezionato a nessuna espressione in particolare, tant’è vero che ho detto e ridetto che apprezzo il linguaggio politico adottato da IRS, apprezzo il suo non volersi definire nazionalista, io mi sento “indipendentista ed internazionalista” ma rispetto chi si definisce nazionalista, perché chi lo ha fatto prima della nascita di IRS, e chi continua a farlo oggi, al di fuori di IRS, si richiama chiaramente ed inequivocabilmente ad un nazionalismo “volto all’ottenimento della libertà del nostro popolo”….. questo non è possibile negarlo!!!
In politica la chiarezza è d’obbligo, pertanto se fai riferimento ad un gruppo in particolare, mettendolo in relazione ad un episodio grave e attribuendogli un comportamento di stampo fascista, dovresti anche dire di chi si tratta; per il semplice motivo che se non lo fai, getti automaticamente un ombra di sospetto e di diffidenza nei confronti di tutti i gruppi presenti a Corti (sappiamo esattamente chi erano), ad eccezione, ovviamente, di IRS.
Per una vera e irrinunciabile indipendenza!
giovanni