Leggendo l'articolo di uno stupito Mario Pirani di oggi su Repubblica (interessantissimo!) mi sono chiesta, come spesso mi è capitato di chiedermi parecchio in questi anni, se quelli che, anche nei forum di discussione, reagivano in un certo modo (ad insulti il più delle volte, ritenendo così di salvaguardare sempre e comunque la propria parte) quando scrivevo di malaffare, di conflitti di interessi tra sindacato (CGIL) e partito diessino, di una sorta di omertà mafiosa concertativa su certi affari, di una mentalità feroce di questo partito che soleva anche stroncare in modi brutali chi non si adeguava (sino al licenziamento o all'emarginazione totale) fosse in buona fede o meno. Credo che tanti non lo fossero perché in questo sistema ci si sistemavano mica male loro e la progenie. Ma credo anche che chi scrive in un giornale e raramente alza il c..o da una sedia non fa inchieste da anni perché costano fatica e sulla propria parte queste cose non si fanno (o tanta gente dello spettacolo e dell'"intellighenzia" che di certe cose non sa assolutamente nulla) o i "movimentisti" che, aveva ragione Bertinotti, fanno parte semmai di una borghesia illuminata (o meno) che coi sistemi di cooptazione nelle professioni, nelle corporazioni, nei sindacati ci ha vissuto ritenendo che questo fosse "ovvio" perché, se rivolto a loro premiava semplicemente il merito. Poco male se tanti che, pure, avevano forse il diritto di partecipare, se non avevano tessere o santi in paradiso sia al governo che ad una certa opposizione, potevano mandarlo a farsi benedire il loro diritto sacrosanto. Insomma come ha scritto bene Ritanna Armeni, che "preferiva non sapere" anche "i rossi" s'erano fatta piccola borghesia che preferiva appunto non sapere (ricordate i borghesi che non sapevano nulla di nulla dei campi di sterminio perché preferivano "illudersi"? In fondo fatte salve le differenze criminali di quel regime la mentalità mi sembra sempre la stessa: meglio non cercare scocciature...) piuttosto che fare i contii con una realtà dura e "pragmatica" con la quale era davvero indigesto fare i conti dopo una vita di rasserenanti certezze.
Perché erano sotto gli occhi di tutti certi sistemi "disinvolti". Sarebbe stato sufficiente, a chi avesse avuto voglia di vedere, le facce intransigenti (e dure) di Fassino e Bersani quando, al convegno promosso dai diesse su competitività ed energia, dove avevano ospitato tutto il gotha della grande industria energetica (ENEL, ENDESA, ENERGIA, ACEA), alle proteste sia mie che di Trefiletti della federconsumatori (che va spesso a Mimandaraitre in rappresentanza, appunto, dei consumatori-utenti) al quali fu tolta la parola dopo cinqueminuticinque di intervento, non ci fu modo di farlo parlare un pò di più dopo che per ore l'alta dirigenza (Amministratori Delegati, Presidenti, ecc.) aveva potuto parlare senza troppe restrizioni. Un convegno tutto dedicato a loro in pratica tanto che consegnai al buon Fassino un piccolo dossier dove facevo notare, tra le altre cose, come i grandi assenti fossero i cittadini, i consumatori, gli utenti e le donne, pressoché insesistenti lì, alla faccia delle dichiarazioni di pura facciata sulle pari opportunità).
Dunque perché Pirani si sorprende del fatto che i diesse non abbiano cultura di governo quando i suoi massimi leader parlano con naturalezza di "asse preferenziale" del partito con le coop (quando un governante queste "assi" sarebbe meglio non le avesse), quando reagiscono con la sindrome dell'accerchiamento e della congiura entrando raramente "nel merito" delle questioni - e se non lo so io, dopo un decennio di questa palestra forumistica!
Ieri ho scritto a Liberazione osservando che non rende un buon servigio alla propria parte chi preferisce "cullarsi nelle illusioni" (coma ha scritto Ritanna Armeni). Credo di aver più tentato di "servire la mia parte", per anni, criticandola e prendendomi gragnuole di insulti, piuttosto che i mille corifei che avevano mille ed una ragione (assai tangibile) per non criticarla mai la propria parte, mandandola così al disfacimento.
Identica cosa è successa al PSI craxiano. Davvero, la storia non insegna mai nulla!
Ma i soci Coop che si ritrovano la loro "casa" indebitata fino al collo per comprarsi una banca, queste cose le sapranno mai?


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