http://www.lagazzettadelmezzogiorno....DCategoria=127
Protestano perchè la figlia è stata... promossa
Accade a Milano, protagonisti i genitori di una quindicenne ammessa al secondo anno del Civico Liceo Linguistico Manzoni. Questa promozione, infatti, impedirebbe il trasferimento della ragazza ad un altro istituto, come nelle intenzioni dei suoi
MILANO - Come avevano promesso due genitori si sono presentati oggi davanti a Palazzo Marino, sede del comune di Milano, con tanto di manifesti al collo, per chiedere che la loro figlia, promossa alla seconda classe del civico liceo linguistico Manzoni, sia bocciata.
Il vicesindaco Riccardo De Corato ha già acquisito tutta la documentazione, ma per ora preferisce non prendere posizione: «Aspetto di parlare con l’assessore all’Istruzione, Bruno Simini. Devo però riconoscere che il consiglio di istituto ha un’autonomia che è stabilita dalla legge e anche un intervento di convincimento morale da parte dell’amministrazione comunale potrebbe essere considerato un’interferenza indebita».
Dal canto suo, Simini ha già una sua idea: «Chi non ha avuto problemi a scuola? E’ una sfida che può essere uno spunto per crescere. Credo che la ragazza debba ricevere dalla famiglia la stessa fiducia che le hanno accordato i docenti promuovendola».
La via del ricorso al Tar sembra quindi inevitabile per sperare nella bocciatura della studentessa, unica condizione per il suo trasferimento in un’altra scuola. «Finora il nostro liceo - ha affermato il preside del liceo Manzoni, Walter Cavalieri - in situazioni uguali e contrarie a questa (quando cioè i genitori si opponevano alla bocciatura del figlio, ndr) non ha mai perso un ricorso al Tar. La preparazione della ragazza è stata valutata all’unanimità dal consiglio di classe, che ha ritenuto che l’allieva abbia le capacità per frequentare un liceo linguistico selettivo come il nostro».
I genitori contestano proprio che il consiglio di classe non abbia osservato un’ordinanza ministeriale e il regolamento interno sul tetto massimo di insufficienze per l’ammissione. E un parere inviato loro da Silvio Criscuoli, direttore generale per gli ordinamenti scolastici del ministero dell’Istruzione, conforta questa loro posizione. La figlia è stata ammessa alla seconda con debiti in matematica, in inglese e in francese e con una valutazione negativa sulla sua capacità di organizzare il lavoro.
Cavalieri su questo è inamovibile: «Non sono i genitori a decidere promozione o bocciature, qui è in gioco l’autonomia del consiglio di classe. Non vedo elementi per un ricorso». E anche sull’argomento di un troppo elevato numero di assenze della ragazza - che è stata ritirata dalla scuola il 22 maggio - il preside ha ragioni con cui replicare. «In primo luogo - spiega Cavalieri - le assenze non sono preclusive dell’ ammissione. In secondo luogo si è trattato di un allontanamento volontario da parte dei genitori, non un ritiro, che è valido solo se viene notificato prima del 15 marzo».
Il preside riconosce che questo caso, che non esita a definire «assurdo», mette in luce un problema generale: «Con l’autonomia scolastica e le sperimentazioni, il passaggio da un istituto a un altro è diventato più difficile che in passato, ma questo attiene all’ordinamento scolastico, non alle responsabilità del nostro liceo».
Probabilmente sarà davanti a un giudice amministrativo che questa vicenda controversa si concluderà. Per ora resta la combattività, velata d’amarezza, dei due genitori. «Da cittadini - osserva il padre - vogliamo evidenziare una falla nell’ ordinamento scolastico. Quando c’erano gli esami di riparazione potevi decidere di farti bocciare. Ora questa possibilità ti è preclusa».




Rispondi Citando
