"Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels
Giocando a mosca cieca (seconda parte)
Scritto da Moreno Pasquinelli
Note sulla crisi sistemica del capitalismo occidentale e le tre possibili strade che l’Italia ha davanti
Nella prima parte concludevamo che la crisi storico-sistemica pone l’Italia (anello debole della catena imperialistica), davanti a tre possibili sbocchi: (1) galleggiamento: si agisce di rimessa per agganciare la ripresa dei partner principali (USA e UE) facendo dell’esportazione (e non dell’aumento dei consumi interni) la leva principale per uscire dalla recessione; (2) affondamento: la recessione si trasforma in depressione poiché la ripresa dei principali mercati d’esportazione (USA e UE) non ci sarà; (3) cambio di rotta: si adotta un diverso modello sociale il che implica un radicale riposizionamento geo-politico del paese (sganciamento dal centro sistemico USA e UE, agganciamento invece degli “emergenti” e delle periferie).
Segue Giocando a mosca cieca (seconda parte)
Riporto un passo che mi suona familiare, ma posso anche sbagliarmi:sofico:
Alcune cose tuttavia abbiamo imparato dalla storia e del passato. (1) E’ molto probabile che una società comunista, ovvero il regno della felicità, dell’abbondanza e della perfetta armonia sociale, sia solo un’utopia. Non per questo il socialismo è meno necessario. (2) Che socialista è quel sistema che assicuri, in assoluta armonia con la natura, se non la felicità, una dignitosa qualità della vita non per una parte ma per tutti i cittadini, il che significa non solo poter soddisfare i bisogni primari, ma che consideri come insindacabili i fondamentali diritti di libertà dell’essere umano. (3) Contestualmente ai diritti i cittadini avranno dei doveri che saranno sanciti dalle leggi, e chi viola queste leggi andrà incontro a sanzioni. Questi doveri dipendono dal primo comandamento di un sistema socialista, che la comunità viene prima dell’individuo e i suoi propri diritti hanno la precedenza su quelli singolari. La comunità avrà bisogno quindi di organismi di autotutela che continueranno ad andare sotto il nome di Stato. (4) E’ illusorio pensare che tutti i cittadini in modo assembleare possano concorrere alla decisioni politiche e in virtù di questo che esse siano applicate e rispettate. Il principio della delega delle funzioni politiche e amministrative è indispensabile in ogni comunità sociale aggregata e complessa, fatto salvo il principio dell’elezione e della revoca di ogni carica di rilevanza pubblica. (5) Il socialismo non si stabilisce dall’oggi al domani. Di mezzo ci sarà un sistema per sua natura contraddittorio che conterrà necessariamente elementi e particelle del vecchio, mentre gli organismi di potere popolare introdurranno quegli elementi destinati ad essere i mattoni di quello che verrà. (6) In questa lunga fase di transizione pre-socialista il mercato, poiché non alloca affatto equamente e razionalmente le risorse rispondibili e crea disuguaglianze sociali, dovrà sottostare a regole e indirizzi pubblici. Il diritto di proprietà non sarà incondizionato, la comunità dovrà limitarlo ogni volta che arrechi pregiudizio ai principi della fratellanza e dell’eguaglianza, della sicurezza sociale, del buon vivere e dei diritti di cittadinanza. Ogni accumulazione che violi questi principi dovrà essere considerata illecita e punita per legge. (7) Tra le differenti forme di proprietà, la comunità avrà il dovere di promuovere quella autogestita, in cui i cittadini, invece di faticare come schiavi, siano protagonisti della produzione, partecipi delle scelte della loro azienda, primi fruitori dei suoi risultati. Tutti i settori di interesse nazionale, telecomunicazioni, trasporti, energia, istruzione, sanità, previdenza, banche, assicurazioni, dovranno essere di proprietà pubblica, e posti sotto il controllo dei lavoratori per evitare burocratismo, spreco di risorse, e corruzione.




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