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  1. #1
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    Predefinito I DS "Minacciano" Prodi.....

    Umberto Rosso per Repubblica

    "Prodi doveva difenderci"
    L´irritazione dei Ds: troppi attacchi sulla questione morale

    Troppo silenzioso, mentre il fuoco si concentrava tutto sulla Quercia. Alla fine i ds non ce l´hanno più fatta, e hanno pubblicamente lanciato la sfida a Prodi. Parli. Intervenga a difesa del maggior partito dell´Unione. La base è sconcertata e se va avanti così - avvertono al Botteghino - le primarie diventano una roulette. E´ toccato a Vannino Chiti lanciare l´appello al Professore, «da lui mi sarei aspettato una parola in più nella difesa dei ds».



    (Tinto Prodi con Alessandro Profumo-U.Pizzi)


    Frase pesante, ai microfoni di Radio radicale, tanto che subito dopo è proprio il Professore che si fa vivo al telefono del coordinatore della Quercia, da giorni finita sulla graticola della questione morale. Così Chiti è riuscito a spiegargli di persona il malumore che serpeggia nel suo partito, e che dietro le quinte è molto più profondo di quel che filtra all´esterno: «Caro Romano - gli ha detto - un tuo intervento diretto in questa polemica devastante è urgente, prima è meglio è». Per la precisione, un paio di cose il coordinatore vorrebbe sentire dal capo del centrosinistra. «Primo: è una polemica priva di senso.

    Secondo: adesso basta, danneggia tutta l´Unione». Il Professore ha ascoltato, rassicurato, ma a quanto pare non ha preso impegni immediati. Affidando poi al fido Giulio Santagata il compito di fornire una prima risposta pubblica alla rabbia che monta nel partito di Fassino. «La moralità dei ds è fuori discussione». Il fatto è, prova a sdrammatizzare l´ideatore della Fabbrica bolognese, che si è arrivati «ad un eccesso di accuse e di difese». E Prodi che non interviene? «Considera talmente saldo il suo rapporto con Fassino da non ritenere necessario un rafforzamento». Con ironico finalino: «Se i ds, come fra innamorati, hanno bisogno di sentirsi dire "ti amo", lo diremo».



    (Domenico Nania, Luciano Violante e Gavino Angius-U.Pizzi)


    Soddisfatti? Non proprio. Ironia per ironia, Chiti replica con un «qui mica chiediamo i violini e i "ti amo" di Santagata», la Quercia vuole un gesto politico del capo della coalizione. Per chiudere una pagina che, secondo il capo dei senatori della Quercia Gavino Angius, «ha rappresentato solo un gravissimo errore politico». E nel chiarimento invocato sono coinvolti anche Mastella, Di Pietro, Diliberto, gli alleati colpevoli di aver alimentato i sospetti e le polemiche. Ma è soprattutto il silenzio del Professore, dopo settimane di attacchi al partito, che al Botteghino non riescono più a giustificare: «O Prodi sta incredibilmente sottovalutando il caso - ragiona uno dei massimi dirigenti - oppure vuol dire che sposa in pieno la linea di Parisi che ha dato il via alla campagna contro di noi».

    Linea suicida, dicono nella Quercia, perché rischia di innescare contraccolpi nelle primarie indette per incoronare proprio il Professore.
    Un clima schizofrenico, lamentano infatti. Sui muri di alcune città, sulle pagine dell´Unità, appaiono i manifesti di Fassino stretto a Prodi per la corsa verso il 16 ottobre e nello stesso tempo gli uomini del Professore (Parisi ha dato il via ma - protestano sempre al Botteghino - Bordon e soci continuano) spargono veleni proprio sulla correttezza morale. Base del partito sconcertata e inferocita, consensi per il Professore in pericolo, a cominciare dalla raccolta delle firme per la presentazione della candidatura alle primarie. Se Prodi non si decide a prendere le distanze sul caso Unipol. «L´omissione di soccorso - dice Giuseppe Caldarola, ex direttore dell´Unità - è un reato anche in politica. E il silenzio di Prodi, non ce lo nascondiamo, sta provocando un grande malumore e molto imbarazzo all´interno del nostro mondo».


    (Oliviero Diliberto-U.Pizzi)


    Gli ulivisti però sembrano tenere duro. E, anche se evitano di far salire ulteriormente la temperatura, rimandano "i nodi" al seminario in programma a Parma (2-3 settembre). Intravedendo, dietro il pressing dei ds su Prodi, un rischio: «Chiedergli di schierarsi con la Quercia sul caso Unipol può trasformarsi in un via libera all´operazione, e agli intrecci fra affari e politica».

  2. #2
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    Predefinito

    Stiamo passando alle velate minacce, interessante la politica diessina... prima intraprende loschi affari economico-politici e poi vuole essere difesa quando si scoprono gli altarini...

    Bettino...ehm... scusate, Fassino sta prendendo una cantonata.

    i DS.. la FORZA de L'UNIONE, io direi .. la Forza dell'UNIPOL.

  3. #3
    Bestia in via d'estinzione...
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    "Molti canti ho sentito nella mia terra natìa, canti di gioia e di dolor. Ma uno mi s' è inciso a fondo nella memoria ed è il canto del comune lavorator"...spettrale residuo di quegli estatici giorni rivoluzionari!
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    Predefinito

    I Ds si possono anche sparare!...cosa resta del glorioso Partito Comunista Italiano?
    "Gli idoli di legno possono vincere, le vittime umane venir sacrificate."
    Karl Marx

  4. #4
    Bianca Zucchero
    Ospite

    Predefinito Re: I DS "Minacciano" Prodi.....

    In origine postato da danny78
    Umberto Rosso per Repubblica

    "Prodi doveva difenderci"
    L´irritazione dei Ds: troppi attacchi sulla questione morale

    Troppo silenzioso, mentre il fuoco si concentrava tutto sulla Quercia. Alla fine i ds non ce l´hanno più fatta, e hanno pubblicamente lanciato la sfida a Prodi. Parli. Intervenga a difesa del maggior partito dell´Unione. La base è sconcertata e se va avanti così - avvertono al Botteghino - le primarie diventano una roulette. E´ toccato a Vannino Chiti lanciare l´appello al Professore, «da lui mi sarei aspettato una parola in più nella difesa dei ds».



    (Tinto Prodi con Alessandro Profumo-U.Pizzi)


    Frase pesante, ai microfoni di Radio radicale, tanto che subito dopo è proprio il Professore che si fa vivo al telefono del coordinatore della Quercia, da giorni finita sulla graticola della questione morale. Così Chiti è riuscito a spiegargli di persona il malumore che serpeggia nel suo partito, e che dietro le quinte è molto più profondo di quel che filtra all´esterno: «Caro Romano - gli ha detto - un tuo intervento diretto in questa polemica devastante è urgente, prima è meglio è». Per la precisione, un paio di cose il coordinatore vorrebbe sentire dal capo del centrosinistra. «Primo: è una polemica priva di senso.

    Secondo: adesso basta, danneggia tutta l´Unione». Il Professore ha ascoltato, rassicurato, ma a quanto pare non ha preso impegni immediati. Affidando poi al fido Giulio Santagata il compito di fornire una prima risposta pubblica alla rabbia che monta nel partito di Fassino. «La moralità dei ds è fuori discussione». Il fatto è, prova a sdrammatizzare l´ideatore della Fabbrica bolognese, che si è arrivati «ad un eccesso di accuse e di difese». E Prodi che non interviene? «Considera talmente saldo il suo rapporto con Fassino da non ritenere necessario un rafforzamento». Con ironico finalino: «Se i ds, come fra innamorati, hanno bisogno di sentirsi dire "ti amo", lo diremo».



    (Domenico Nania, Luciano Violante e Gavino Angius-U.Pizzi)


    Soddisfatti? Non proprio. Ironia per ironia, Chiti replica con un «qui mica chiediamo i violini e i "ti amo" di Santagata», la Quercia vuole un gesto politico del capo della coalizione. Per chiudere una pagina che, secondo il capo dei senatori della Quercia Gavino Angius, «ha rappresentato solo un gravissimo errore politico». E nel chiarimento invocato sono coinvolti anche Mastella, Di Pietro, Diliberto, gli alleati colpevoli di aver alimentato i sospetti e le polemiche. Ma è soprattutto il silenzio del Professore, dopo settimane di attacchi al partito, che al Botteghino non riescono più a giustificare: «O Prodi sta incredibilmente sottovalutando il caso - ragiona uno dei massimi dirigenti - oppure vuol dire che sposa in pieno la linea di Parisi che ha dato il via alla campagna contro di noi».

    Linea suicida, dicono nella Quercia, perché rischia di innescare contraccolpi nelle primarie indette per incoronare proprio il Professore.
    Un clima schizofrenico, lamentano infatti. Sui muri di alcune città, sulle pagine dell´Unità, appaiono i manifesti di Fassino stretto a Prodi per la corsa verso il 16 ottobre e nello stesso tempo gli uomini del Professore (Parisi ha dato il via ma - protestano sempre al Botteghino - Bordon e soci continuano) spargono veleni proprio sulla correttezza morale. Base del partito sconcertata e inferocita, consensi per il Professore in pericolo, a cominciare dalla raccolta delle firme per la presentazione della candidatura alle primarie. Se Prodi non si decide a prendere le distanze sul caso Unipol. «L´omissione di soccorso - dice Giuseppe Caldarola, ex direttore dell´Unità - è un reato anche in politica. E il silenzio di Prodi, non ce lo nascondiamo, sta provocando un grande malumore e molto imbarazzo all´interno del nostro mondo».


    (Oliviero Diliberto-U.Pizzi)


    Gli ulivisti però sembrano tenere duro. E, anche se evitano di far salire ulteriormente la temperatura, rimandano "i nodi" al seminario in programma a Parma (2-3 settembre). Intravedendo, dietro il pressing dei ds su Prodi, un rischio: «Chiedergli di schierarsi con la Quercia sul caso Unipol può trasformarsi in un via libera all´operazione, e agli intrecci fra affari e politica».

    Sai non ce l'ho fatta dalla rabbia a finire questo tuo interessantissimo post!
    Cose da matti! Vogliono l'impunità né più né meno come pretende Berlusconi! (Sempre pensato che siano "speculari" per certi versi)!
    Poi avevo appena letto la lettera in risposta di Franco Monaco su Repubblica di oggi di un buon senso disarmante dove in pratica non si vuol minimamente sollevare una questione "morale" nei confronti dei DS (che a mio avviso andrebbe sollevata eccome, essendo perfettamente d'accordo con l'articolo di Ritanna Armani e Rina Gagliardi comparso qualche giorno fa su Liberazione) ma una sacrosanta questione politica si!
    La politica deve essere o no al di fuori delle scalate, delle opa, degli interessi delle banche (anche perché i DS sono esposti assai con le banche come credo altrui partiti e quindi laddovve si ravvisasse anche solo una "preferenza" per un gruppo o un'altro il conflitto di interesse è evidente e rischiosissimo!)? E' legittimo o no sollevare una questione tutta politica di questa portata? Poi ribadendo quanto avevo scritto anch'io appena ieri, e cioè che tante riserve sul loro comportamento sono state espresse da Ezio mauro, Eugenio Scalfari, Mario Pirani, Berselli, Spinelli, Sartori, Annunziata, Sylos Labini (gente certo non storixcamente ostile, tutt'altro!) termina così: Non sono domande peregrine o offensive cui ci si attenderebbe non si rispondesse solo con sdegno e con dispetto.
    Perbacco, e gli va bene!
    Non si chiamassero DS si userebbero sacrosantemente tutt'altri toni perché quello che è successo è gravissimo! Perché il segretario del più grande partito italiano (cohnme fassino ha rivendicato con orgoglio) non telefona neanche ad uno che sta facendo una scalata al quarto o sesto gruppo bancario italiano "per informarsi" (ammesso ci sia qualche gonzo che crede davvero solo di questo si sia trattato!):
    Se ne tiene, semplicemmente al di fuori! Non rivendica una "naturale" e storica "vicinanza" col movimento cooperativo e l'Unipol ma, semmai, cerca di farla dimenticare se c'è stata (eccome, visto che la coop finanzia anche le Feste dell'Unità!) visto che si appresta tra pochi mesi a guidare il Paese! Cosa cheha fatto osservare ad uno stupefatto mario pirani che, appunto, i diesse non hanno cultura di governo!
    E napolitano che ti fa in una intervista? ma che è solo polverone, che congiurano contro i diesse che sono inattaccabili!
    A parte che personalmente stendo un pietosissimo velo su queste certezze, ma checcifrega se i diesse personalmente non rubano quando "si interessano", "tifano", sostengono un Presidente della Banca d'Italia che favorisce chi gli è "storicammente vicino" come Unipol dentro cui ci sono le coop che finanziano anche le loro capagne elettorali e le loro Feste?
    Ma possibile che davvero "non si rendano conto"?
    Unica cosa che potrebbe fare Fassino è semplicemente dire "Ho sbagliato"! ma non lo farà mai, vista la strabocchevole presunzione di cui è portatore sia lui che il suo partito!

 

 

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