Non posso crederci, gli piaccio. (...) Nel salone della festa le ragazze più giovani fanno a gara a chi sta più vicina a Berlusconi. Lui va da ognuna, l’accarezza, ciascuna di loro lo accarezza. Il premier ha bisogno di coccole. Facendo l’escort pensavo di avere visto un bel po’ di cose, ma questa mi mancava, venti donne per un unico uomo. Le cosiddette ammucchiate, o orge, come preferite, prevedono più o meno lo stesso numero di donne e di uomini, altrimenti è difficile distribuire piacere.
Qui gli altri uomini non hanno voce in capitolo. C’è un unico maschio con diritto di copula, il premier.
Dal salone passiamo nel bagno presidenziale e nella camera da letto. La stanza è grande, chiara, ma quello che attira è il grande letto centrale, molto bello, circondato da tende bianchissime, un enorme piumone soffice soffice. «Me lo ha regalato Putin» sottolinea il premier. Si allunga e appoggia la testa sul braccio mentre continua a tenermi per mano. Dalla parte opposta del letto c’è l’altra ragazza. Si aggiungono le due lesbiche che dal fondo gli accarezzano i piedi. «Silvio» dicono, «questa settimana andiamo al centro benessere? Ce lo avevi promesso». Lui si rivolge a me e all’altra ragazza: «Venite anche voi? Massaggi, relax, noi cinque tutti insieme, ci divertiremo un mondo ». E tutte gridano «sì, sì, sì».
Esco e me lo trovo davanti. Mi blocca, torna a baciarmi, mi toglie il respiro, mi dice: «Basta, ora mando via tutti, voglio restare solo con te»
Sono tutta vestita, troppo, mi farà notare dopo. Ho una lunga sottoveste nera fino ai piedi, come un abito da sera. E sotto un'altra sottoveste, questa corta, molto carina, con spacchetti sulle cosce e fregi marroni; sotto ancora un completo reggiseno e mutandine di pizzo nero. Mi invita a bere la tisana. Osservo che è disgustosamente dolce, lui conviene divertito.
Ci avviciniamo al letto e mi invita a spogliarmi. Tolgo la sottoveste lunga e resto con quella corta. Insiste perché tolga pure quella, ma io resisto. Inizia una piccola lotta, di quelle fra innamorati, tenera, non violenta. Comincia a baciarmi con passione, le labbra, il collo, il seno. Mi aiuta a togliere la seconda sottoveste. mi slaccia il reggiseno, mi prende e mi infila sotto il piumone. Capisco che vuole condurre il gioco.
da "Gradisca, Presidente", di Patrizia D'Addario




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