Morto a Milano il viandante solitario Ambrogio Fogar
Categoria: Gossip - Data: 24/08/2005
Si è spento stanotte a Milano l'esploratore Ambrogio Fogar.
Aveva compiuto 64 anni lo scorso 13 agosto e da 13 anni era paralizzato a causa di un incidente avvenuto durante il raid Parigi-Mosca-Pechino nel deserto del Turkmenistan.
Dalla data dell'incidente, nel 1992, Fogar viveva attaccato ad una macchina che gli consentiva di respirare artificialmente ma da qualche tempo le sue condizioni di salute erano peggiorate.
Due mesi fa l'annuncio choc durante la presentazione del suo ultimo libro, Controvento: la voglia di trasferirsi in Cina per sottoporsi alla sperimentazione con cellule fetali del neochirurgo Huang Hongyun.
Una vita avventurosa quella di Ambrogio Fogar che già a 18 anni attraversò le Alpi con gli sci; poi si dedicò al paracadutismo e, dopo un rischioso incidente, decise di prendere il brevetto di pilota per piccoli aerei acrobatici.
Nel 1972 attraversò l'Atlantico in solitaria, poi alla regata Città del Capo-Rio de Janeiro; dal primo novembre del 1973 al 7 dicembre del 1974 compì il giro del mondo in barca a vela, da solo contro le correnti e il vento.
E poi nel 1978 il secondo drammatico incidente della sua vita a bordo della Surprire, la sua barca affondata da un'orca al largo delle isole Falkland durante la circumnavigazione dell'Antartide; AmbrogioFogar rimase su una zattera per ben 74 giorni uscendo miracolosamente vivo da questa avventura.
Poi arriva la preparazione del viaggio in Alaska insieme al suo fedele amico e compagno: il cane Armaduk.
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L'ho incontrato molti anni fa in una stazione dopo il naufragio e la morte dell'amico giornalista, gli chiesi cosa ci facesse da quelle parti e mi rispose, sono venuto a trovare degli amici, al che io gli chiesi, amici navigatori? e lui mi rispose " no, croceristi ".
Era un uomo molto coraggioso e sorridente, virtù dei forti e dei migliori.




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