Una linea fricana bocciata a Londra promossa da Lunardi
Dubbi su altre due. Pacchetto di misure entro l'anno

Tre compagnie vietate nella Ue hanno il via libera in Italia
di E.L. (Repubblicaon line)

MILANO - La lista bianca delle compagnie aeree promosse dai controlli italiani - il "vangelo" che per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Pietro Lunardi basta e avanza per proteggere i consumatori dai voli rischio - comprende almeno un'aerolinea "bocciata" come insicura in un altro Paese della Ue: si tratta della Star Air (Sierra Leone) fermata dal 2004 dalla Gran Bretagna. Non solo. Nell'elenco dei vettori cui è consentito atterrare e decollare nei nostri aeroporti ci sarebbero, secondo indiscrezioni di fonte Ue raccolte da France Presse, un altro paio di società - tra cui una del Kirghizstan - cui è stato interdetto il volo in altri stati dell'Unione.
Roma sembra sempre più isolata all'interno della Ue sul tema della sicurezza aerea. Lunardi ha ribadito nei giorni scorsi di essere contrario alle liste nere per le carrette dei cieli ("non servono, basta segnalare quelle che abbiamo controllato e che sono sicure") ma il resto del continente tira dritto per la sua strada. E Bruxelles
sembra convinta che alla fine anche Lunardi dovrà adeguarsi: "Quando verso fine anno approveremo il nuovo piano per il settore, tutti i paesi membri e quindi anche Roma saranno obbligati a render nota la black list", ha detto ieri il portavoce del commissario ai Trasporti Jacques Barrot. Oggi solamente Usa e Gran Bretagna hanno già adottato liste nere per le "carrette dei cieli". Francia e Belgio lo faranno da lunedì mentre la Svizzera dovrebbe seguire a ruota dal primo settembre.
Proprio la Ue, comunque, dopo la tragica serie di incidenti aerei di agosto che ha causato 340 vittime in due settimane (quasi come in tutto il 2004) sembra aver deciso di dare un secco colpo d'acceleratore alla pratica relativa alla sicurezza nei cieli: il 7 settembre dovrebbe incontrarsi il Comitato Ue per il settore - che riunisce i massimi esperti di aviazione civile - per stabilire la tempistica e gli interventi tecnici necessari per avviare i controlli comuni europei sui vettori.
Un primo passo dovrebbe essere quello di estendere al trasporto aereo il concetto di reciprocità. In pratica una compagnia bandita da uno solo degli stati membri si vedrebbe automaticamente interdire i cieli di tutto il Vecchio continente. Come dire che la Star Air bloccata a Londra, ad esempio, non potrebbe più volare nemmeno in Italia.
La seconda fase, più delicata, dovrebbe prevedere l'adozione di criteri di controllo comuni (oggi ogni paese fa un po' storia a sé) e la Ue potrebbe arrogarsi il diritto di "scavalcare" le normative nazionali, obbligando i singoli paesi a bandire le aerolinee non sicure. Dopo le discussioni in sede tecnica, il provvedimento andrà in votazione al Consiglio europeo dei trasporti e la sua approvazione (basterà la maggioranza qualificata) renderà obbligatoria la black list per tutti. L'auspicio di Barrot è quello di arrivare a un "sì" definitivo al pacchetto sicurezza entro fine anno. Le mosse preventive di Francia, Belgio e Svizzera sono state comunque accolte con favore a Bruxelles: "È un buon passo verso il consolidamento di una lista nera europea che la Commissione ha proposto il 16 febbraio scorso", ha detto Barrot.
La Commissione tra l'altro ha già presentato in questi giorni alla Conferenza europea per l'aviazione civile (Ecac) in Romania un primo piano d'emergenza: i 42 paesi europei che ne fanno parte hanno approvato i cinque punti proposti da Bruxelles per migliorare l'applicazione delle norme di sicurezza, rendere più efficaci i controlli ed interdire sulla base di criteri comuni i voli delle carrette del cielo. Punto centrale del piano, è l'aumento della trasparenza sull'identità degli operatori aerei, che spesso restano oscuri fino al momento dell'imbarco, soprattutto nei pacchetti tutto compreso.