FERMI Enrico (1901-1954), italiano, grande fisico nucleare realizzatore della prima pila o reattore nucleare, studia alla Normale di Pisa, ottiene la cattedra di Fisica teorica a Roma, raccoglie i fisici più promettenti nel laboratorio di via Panisperna, ipotizza l'esistenza del neutrino, vince il premio Nobel, emigra in America a causa della moglie di origine ebrea, realizza la prima pila nucleare a uranio-grafite e lavora alla preparazione della bomba nucleare.
55. IL GENIO DI FERMI (Fonte E. Segrè - Personaggi e scoperte nella fisica contemporanea)
Negli archivi della Scuola Normale [a Pisa] si conserva il compito di concorso di Fermi. Il tema era Caratteri distintivi dei suoni. […] L'esaminatore, l'ottimo prof. Pittarelli, rimase alquanto sorpreso [della pregevole fattura dell'elaborato] e decise che, contrariamente ai regolamenti, voleva avere un colloquio col candidato. Finì col dichiarargli che non aveva mai visto nella sua lunga carriera di insegnante un genio come lui, che avrebbe vinto il concorso per certo dato che non era verosimile che ci fosse alcun altro candidato simile e che tutto faceva pensare che il giovane sarebbe andato assai lontano.
56. L'AUTISTA DI SUA ECCELLENZA FERMI (Fonte G. Gamow - Biografia della Fisica)
Per le sue prime scoperte nel campo della fisica egli era stato nominato membro della Reale Accademia d'Italia e aveva quindi diritto al titolo di Eccellenza. Un giorno egli si recò con la sua piccola Fiat a una riunione dell'Accademia, che doveva essere presieduta da Mussolini in persona: all'ingresso del cancello principale che dava nel cortile interno erano di guardia due carabinieri. Essi gli intimarono l'alt e gli chiesero chi fosse. "Questi non mi crederanno, se dirò loro di essere un'Eccellenza" pensò Fermi "perché tutte le Eccellenze hanno un aspetto più dignitoso e viaggiano su grandi macchine guidate dall'autista." Egli allora sorrise ai carabinieri e disse loro di essere l'autista di Sua Eccellenza Fermi: il trucco ebbe successo ed egli poté entrare ad aspettare che il suo padrone uscisse dalla riunione.
57. IL "PAPA" FERMI (Fonte E.P.Fischer - Aristotele, Einstein e gli altri da R.A.Ricci)
Oltre al celebre gruppo di via Panisperna ("i ragazzi di Corbino", soprannominato "Dio padre", mentre Fermi era il "Papa"), formato da Rasetti, Segrè, Pontecorvo e D'Agostino, la "scuola" [romana di fisica] si estese ad altri illustri fisici italiani che convennero e soggiornarono a Roma. Tra questi, Gian Carlo Wick e Ettore Majorana, per il quale fermi nutrì sempre grande simpatia e stima e, al momento della sua sparizione (marzo 1938), fece tutto il possibile per richiedere e ottenere indagini a tutto campo da parte delle autorità.
58. GLI ALIENI DI FERMI (Fonte Sette variazioni sul cielo - M. Hack)
Ma ci sono davvero [gli alieni]? Gli scettici compensano gli entusiasti. E' famoso il "paradosso" attribuito a Enrico Fermi: "Se gli alieni esistessero, dovrebbero senza dubbio esistere - data l'antichità e la vastità dell'Universo - civiltà molto più avanzate della nostra, che a quest'ora dovrebbero avere già colonizzato la Galassia […].Fermi suggeriva che, se non li abbiamo mai visti, ciò significa che non esistono.
59. LA PILA ATOMICA DI FERMI (Fonte Il libro di fisica - I. Asimov)
Il 2 dicembre 1942 [a Chicago] era in corso una reazione di fissione autosostenuta. In quel momento l'umanità entrava, senza saperlo, nell'Era Nucleare. Il fisico che dirigeva il progetto era Enrico Fermi: Eugene Wigner gli offrì una bottiglia di Chianti per celebrare il momento storico. Arthur Compton, anch'egli presente, fece una telefonata interurbana a James Bryant Conant ad Harvard, annunciandogli il successo: "Il navigatore italiano," egli disse, "è giunto nel Nuovo Mondo". Conant chiese: "Come erano gli indigeni?". La pronta risposta fu: "Molto amichevoli!". E' curioso e interessante il fatto che il primo navigatore italiano scoprì un mondo nuovo nel 1492, e il secondo ne scoprì un altro nel 1942.




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