Dal “Corriere della Sera” del 1 Settembre 2005
Scontro su “Camisa Negra”. I no global: è apologia del Fascismo.
ROMA – Il Ministro della Salute Francesco Storace che da quattro giorni fa la fila in ospedale, cantando: “Tengo la camicia nera, la porto da mattina a sera, ormai puzza che accora”. Ma è solo l’imitazione di Marco Mazzocca, in onda nel “Cammello” su Radiodue Rai.
La sua è una parodia sulle note del tormentone estivo di Juanes, “La camisa negra”. È l’ultima goccia di una hit che stuzzica i cuori di destra. E già vanta una leggenda metropolitana: in discoteca alle prime note i simpatizzanti partono con il saluto romano. Non basta. Nei giorni scorsi il Secolo d’Italia, quotidiano di Alleanza Nazionale, ha messo la canzone colombiana in prima pagina. “Una burla pop di mezza estate”, l’ha definita l’autore dell’articolo, una burla che però diventa un caso politico. Colpa di una “g” che cade, con la “Camisa Negra” che si trasforma in “Camisa nera”. Parte la provocazione sul sito internet Indymedia, punto di riferimento della sinistra no global. Arriva una mail che usa parole di fuoco: “Boicottiamola, è apologia di fascismo”. Si apre il dibattito, seguono una sessantina di messaggi roventi. C’è chi è d’accordo (“W il Comunismo!”), chi si scaglia contro la proposta e chi si astiene. “Non pieghiamo la musica alle ragioni della politica – ammonisce Paolo Cento dei Verdi – però se c’è strumentalizzazione, a prescindere dalla volontà del suo autore, la canzone va boicottata…con un fischio. E comunque ricordo che il saluto romano è vietato dalla legge”.
Anche Linus, scettico sul binomio destra-Camisa negra, ci ha scherzato sopra dai microfoni di Radio Deejay: “Questo matrimonio non s’ha da fare! Sarebbe un autogol clamoroso: la destra si basa su machismo e autorità, non può accostarsi ad una canzone di melenso imbarazzante. Non ci credo ma se fosse vero sarebbe l’esempio di una politica superficiale, come i tifosi che vanno allo stadio, insultano gli ebrei e non sanno nemmeno il perché”.
Il caso è scoppiato e il povero Juanes è stato costretto ad intervenire e a negare.
Ospite della trasmissione “Quelli che…” di Simona Ventura, il cantante di Bogota è stato intervistato da Gene Gnocchi: “È vero la Camisa Negra è l’inno di Alleanza Nazionale?” Juanes ha riposto: “No, è solo una canzone d’amore”.
E ha ragione. Infatti il testo (tradotto) recita così: “Ho la camicia nera, oggi il mio amore è in lutto”. Pacato il commento di Isabella Rauti, figlia di Pino, leader del Movimento Idea Sociale, e moglie del ministro Alemanno: “La musica può cantare e accompagnare quello che vuole. Siamo noi che dobbiamo uscire dal fascismo e dall’anti-fascismo e andare oltre, bisogna essere più post. Non si può fare una polemica inciampando su una strofa o addirittura su un titolo”.
I ragazzacci di Radiodue intanto se la ridono. Commenta l’imitatore Marzocco: “I neofascisti fanno il saluto romano quando la sentono? Possibile. L’importante è farsi quattro risate, è grave prenderla sul serio”.




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