Afef in campo: «Se Mastella mi chiama...» La moglie di Tronchetti Provera cede alle lusinghe dell'Udeur e si candida come anti-Pera: «Pronta a meticciare il Parlamento» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
Jnifen Afef (Lapresse)
ROMA - «Se la politica mi chiama, vuol dire che mi deciderò prima o poi a meticciare il Parlamento». Jnifen Afef, la signora Tronchetti Provera, ha deciso per il grande passo. Nel numero di «Gente» in uscita mercoledì, dimostra inequivocabilmente di aver fatto più di un pensiero alle offerte del leader dell'Udeur, Clemente Mastella, che ha voluto che la conduttrice italo-tunisina partecipasse alla festa del Campanile di Telese in occasione di un dibattito con il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, e l'ex premier, Giuliano Amato. Una scelta che scatenato, tra gli altri, l'ironia della Lega e la pronta risposta dei mastelliani che hanno definito i rivali «trogloditi padani».
Nell'intervista a «Gente», Afef fa i nomi dei politici che apprezza, Fini e Casini, giudicando poi «interessante» la possibile candidatura con un nuovo Grande Centro, guidato magari da Mario Monti. Poco stima sembra invece nutrire per Marcello Pera. Replicando alle affermazioni sul meticciato, Afef sottolinea come il presidente del Senato «dimostra di non avere sufficiente memoria storica, visto che l'Italia ha una tradizione di immigrazione». Quelli di Pera «sono atteggiamenti neo razzisti che ci fanno cadere nella trappola del terrorismo». «Sono convinta che solo rilanciando un processo autentico di pace - avverte - si può sconfiggere il terrorismo e l'estremismo islamico. Il presidente del Senato dovrá vedersela con la sua coscienza».
E a chi sostiene che la sua discesa in campo è solo il passatempo di una miliardaria ben sposata, la signora Tronchetti Provera risponde per le rime: « È chiaro che io potrei vivere tranquilla la mia vita senza occuparmi di altro se non del mio menage, ma non sarebbe quello che voglio. Io desidero vivere con i miei ideali e cercare, per quanto mi è possibile, di aiutare il dialogo fra il mondo arabo e l'Italia. Il presidente del Senato, monsieur Pera (come Oriana Fallaci, i leghisti e tutti quelli che rilanciano la pericolosa purezza della razza) dovrà vedersela con la sua coscienza. E francamente non vorrei essere al suo posto».




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