Il Linkspartei in congresso lancia la sfida al cancelliere
Presentato a Berlino il programma del partito. E Lafontaine risponde a chi lo accusa di essere un «amante del lusso»
Lafontaine: «Bisogna opporre un'alternativa di sinistra» dopo sette anni di politiche neoliberiste del governo rosso-verde di Schröder

MATTEO ALVITI

«Uno spettro si aggira per la Germania, lo spettro della sinistra». Parola di Oskar Lafontaine che ieri a Berlino ha infuocato la platea dei 418 delegati a votare il programma elettorale del Linkspartei - la nuova formazione politica che raccoglie nelle proprie liste uomini della Pds, il partito socialista tedesco che viene dall'est-, e della Wasg - Alternativa elettorale per la giustizia sociale e per il lavoro, fondata da ex-sindacalisti e socialdemocratici delusi dalla politica liberale di Schröder. Nell'Estrel convention center, nella Sonnenallee - a pochi metri dalla linea del muro che fino al 9 novembre 1989 divideva l'ovest dall'est e proprio dove un paio di anni fa è stato girato un film sull'idillio della gioventù socialista nella Ddr anni `70 - Gregor Gysi e Oskar Lafontaine, i due uomini di punta del partito, hanno aperto lo «scontro sui contenuti» con gli avversari politici.

L'intervento più atteso era quello dell'ex-presidente della Spd ed ex-ministro delle finanze del primo governo Schröder- dimissionario nel 1999 per i contrasti con il cancelliere - Oskar Lafontaine. E le attese non sono andate deluse. «Questa è una data storica», ha detto, «parlai a questa platea per la prima volta da presidente della Spd» e ora, secondo Lafontaine, ci si troverebbe a una svolta per la storia del movimento dei lavoratori e per la sinistra tedesca. Dopo sette anni di politiche neoliberiste dell'alleanza rosso-verde che sostiene l'attuale cancelliere, «bisogna opporre un'alternativa di sinistra».

Al congresso di ieri, il Linkspartei ha infatti presentato un programma con un taglio fortemente orientato al sociale. Come prima misura un innalzamento del salario minimo a mille euro; poi, per quel che riguarda il capitolo pensioni, un livello minimo di 800 euro. In più, e questa sarebbe per Lafontaine anche l'improbabile condizione per parlare di un'alleanza con la Spd dopo le elezioni, l'azzeramento di tutte le riforme del lavoro contenute nella cosiddetta Hartz IV, la parte più osteggiata dell'Agenda 2010 del governo Schröder.

Una buona parte dei 36 minuti del discorso sono stati dedicati ai temi internazionali. E non solo per ribadire il rifiuto della guerra di aggressione contro l'Iraq e dell'avventura afghana nella quale il governo rosso-verde si è imbarcato, ma anche per proporre una regolamentazione ferma che controlli il traffico internazionale di capitali. Lafontaine è poi tornato sulla lunga polemica innescata dalle sue dichiarazioni contro i Fremdarbeiter. C'è stato un fraintendimento, ha ribadito. L'ex-presidente Spd non avrebbe mai accusato gli stranieri di rubare il lavoro ai tedeschi, né di abbassare le retribuzioni a livelli «da fame». Sono i datori di lavoro ad approfittare slealmente della situazione di bisogno che il sistema neoliberale produce.

Nei progetti del Linkspartei, che raccoglie forti consensi nell'ex-Ddr, ci sarebbe inoltre la fine della distanza che ancora separa le «due Germanie» nei sussidi di disoccupazione, per esempio, impedendo quel processo di unificazione che a sedici anni dalla caduta del muro ancora non si è completato. Rispetto al capitolo formazione infine, il partito ha proposto il mantenimento della gratuità dello studio, dall'asilo all'università, anche qui in controtendenza con gli aumenti delle tasse universitarie in molti Länder.

«E' praticamente certo che un forte movimento di sinistra sarà rappresentato nel Bundestag», ha dichiarato fiducioso alla platea Lafontaine. E Gysi nel suo intervento ha definito il Linkspartei «una chiara alternativa allo spirito neo-liberale del tempo». Solo il Linkspartei potrebbe impedire, a questo punto, la vittoria della coalizione conservatrice, ha detto alludendo alla possibilità di una «grande coalizione» tra la Spd e i conservatori, nel caso questi ultimi non raggiungessero il 18 settembre il 51% dei consensi necessari per governare.

Ma stando agli ultimi sondaggi il Linkspartei soffrirebbe un calo netto di consensi, anche all'est, dove la Spd sarebbe tornata il primo partito. Secondo tutti gli istituti demoscopici dalla entusiastica partenza che lo dava al 13%, il partito di Gysi e Lafontaine potrebbe crollare anche sotto il 7%, superando comunque la soglia del 5% necessaria per entrare in parlamento. «L'euforia iniziale è sfumata e adesso subentrano effetti di usura», ha detto il direttore di Emnid, Klaus-Peter Schöppner, alla Bild am Sonntag di oggi. Da un nuovo sondaggio Emnid, se si votasse domenica il Linkspartei arriverebbe al 10% (- 1%). La Spd è in recupero ed è indicata al 30%; la Cdu-Csu rimarrebbe stabile al 42% come i verdi dati all'8% e i liberali al 7%.

«Se la discussione sulla propensione al lusso di Lafontaine non rientra, la sua credibilità di avvocato della povera gente ne risentirà precipitando il partito sotto il 7%», ha aggiunto Schöppner. Il direttore di Emnid si riferisce alla polemica scoppiata intorno al Luxus-Linker Lafontaine, come lo hanno ribattezzato alla Bild. Il quotidiano popolar-conservatore del gruppo Springer aveva pubblicato foto della sua residenza e della villa di Mallorca dove Oskar «il rosso» ha trascorso le ferie, scrivendo anche che aveva utilizzato un jet privato. Lafontaine ha risposto infuriato che l'aereo, pur di avere un'intervista, glielo aveva offerto la Bild stessa. «Non bisogna ridursi sul lastrico per fare politica a sinistra», ha dichiarato in un'intervista al quotidiano di Monaco Abendzeitung. «Le proposte per l'innalzamento della tassazione per i redditi alti riguardano anche me».

E ieri al congresso: «Sono qui con il mio vestito di lusso, nelle mie scarpe di lusso e sono venuto in un aereo di lusso dopo aver trascorso vacanze di lusso. La differenza tra noi e loro (i conservatori) è che loro vogliono tassare tutti eccetto loro stessi». Anche Gysi nel suo intervento ha preso le difese del compagno: «Uno di sinistra non deve essere povero, deve essere contro la povertà». E lo ha anche difeso dall'accusa, spesso mossa dai vecchi compagni di partito e ripresa dal governatore conservatore della Baviera Stoiber, di tradimento per ottenere vantaggi personali: «Lafontaine non è un traditore, è la Spd che ha smesso di essere socialdemocratica»..