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Discussione: Bello eh?!

  1. #1
    Roscetta
    Ospite

    Cool Bello eh?!

    IOVANNI DELLA CROCE (Fontiveros 1542 - Ubeda 1591)

    STROFE

    in cui l'anima canta la sorte felice che ebbe di passare attraverso la notte oscura della fede per giungere, spogliata e purificata, all'unione con l'Amato.


    1 ‑ In una notte oscura,

    con ansie, in amori infiammata,

    ‑ ohi felice ventura! -

    uscii, né fui notata,

    stando già la mia casa addormentata.


    2 - Al buio uscii e sicura,

    per la segreta scala, travestita,

    ‑ oh felice ventura! -

    al buio e ben celata,

    stando già la mia casa addormentata.


    3 ‑ Nella felice notte,

    segretamente, senza esser veduta,

    senza nulla guardare,

    senza altra guida o luce

    fuor di quella che in cuore mi riluce.


    4 ‑ Questa mi conduceva,

    più sicura che il sol del mezzogiorno,

    là dove mi attendeva

    Chi bene io conosceva

    e dove nessun altro si vedeva.


    5 ‑ Notte che mi hai guidato!

    0 notte amabil più dei primi albori!

    0 notte che hai congiunto

    l'Amato con l'amata,

    l'amata nell'Amato trasformata!




    6 ‑ Sul mio petto fiorito,

    che intatto per lui solo avea serbato,

    Ei posò addormentato,

    mentre io lo vezzeggiava

    e la chioma dei cedri il ventilava.


    7 ‑ Degli alti merli l'aura,

    quando i suoi capelli io discioglievo,

    con la sua man leggera

    il mio collo feriva

    e tutti i sensi miei in sé rapiva.


    8 ‑ Giacqui e mi obliai,

    il volto sul Diletto reclinato;

    tutto cessò, e posai,

    ogni pensier lasciato

    in mezzo ai gigli perdersi obliato.


    (Giovanni della Croce, Opere, Tipografia Vaticana, Roma 1967, pp. 7-8)

    •   Alt 

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  2. #2
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Predefinito

    è bella si.........



    Giovanni de Yepes y Alvarez, nato a Fontiveros, Spagna, verso la metà del 1500, è una delle figure più limpide della famiglia Carmelitana e maestro di vita spirituale. Dopo aver vagato da un luogo all'altro con la mamma, poichè era rimasto orfano di padre, portando comunque avanti i suoi studi, entrò ventunenne nel Carmelo di Medina e diventò sacerdote nel 1567, dopo aver concluso gli studi di umanistica e di teologia. Ma, poichè le sue aspirazioni di una vita veramente povera esteriormente ma ricca intimamente, sembravano non poter realizzarsi in quell'ambito, passò dai carmelitani ai certosini, ottenendo di vivere secondo regole più ascetiche. L'incontro con santa Teresa d'Avila fu decisivo ed egli condivise con lei ed attuò il progetto di riforma dell'Ordine carmelitano, facendo parte del primo gruppo di riformati a Duruelo, dove prese il nome di Giovanni della Croce e svolse vari importanti incarichi, tra cui quello di confessore-governatore del monastero dell'Incarnazione di Avila. Soffrì varie persecuzioni proprio in quell'incarico e venne incarcerato per circa 8 mesi nel carcere di Toledo, da dove però fuggì nell'agosto del 1578. Successivamente rientrò nella carica ma ancora una volta venne esautorato.

    In carcere scrisse molte poesie, ma le sue opere più importanti ("Salita al Monte Carmelo", "Notte oscura dell'anima", "Cantico Spirituale", "Fiamma d'amor viva") che hanno guidato generazioni di anime verso la contemplazione e che l'hanno reso uno dei più grandi maestri in questo campo, riguardano l'unione dell'uomo con Dio, per mezzo della Grazia, per mezzo di Gesù Cristo: dal gradino più basso a quello più sublime, in un itinerario che prevede la tappa della via di purificazione, di illuminazione e di unione, altrimenti detta dei principianti, proficienti e perfetti. In questo cammino di fede dal "nulla" al "tutto" che è Dio, occorre che l'uomo dia tutto di sé, non con spirito di schiavitù, bensì di amore "Nella sera della tua vita sarai esaminato sull'amore", e "dove non c'è amore, metti amore e ne ricaverai amore". Canonizzato da Benedetto XIII il 27 dicembre 1726, venne proclamato Dottore della Chiesa da Pio XI il 24 agosto 1926.
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

 

 

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