Non vorrei correre troppo in avanti, ma dopo aver sentito alcune parole del governatore dell'arkansas, repubblicano, su quanto di quello che gli USA stanno facendo in Iraq potrebbe essere fatto nelle zone colpite dall'uragano, mi viene da pensare:
1. le dimensioni di questo disastro naturale peggioreranno nei prossimi giorni, insieme con la tensione e l'inevitabile inizio di discussioni di ciò che si sarebbe potuto fare e non si è fatto
2. la tragedia richiederà un'enorme quantità di risorse: soldi, uomini, mezzi, tecnologia, organizzazione
3. molto di ciò che gli USA hanno dispiegato in Iraq (telecomunicazioni, reparti, insediamenti) DEVE essere usati nelle zone colpite dall'uragano, e subito
4. gli americani si stanno gradualmente rendendo conto della situazione, e di come sia impegnativa la risposta che deve dare lo stato, ben oltre la disorganizzazione che si è vista finora
5. gran parte della popolazione comincerà a chiedersi se le risorse che vengono adoperate in Iraq, non possano invece rientrare a casa per aiutare i connazionali
6. è probabile che, sia nella pubblica opinione, che a livello politico, qualcuno cominci a dire: let's go home and help the americans
7. Bush ci sta facendo una magra figura, perché sia sta muovendo in ritardo, e non sembra all'altezza della situazione
Insomma, qualche riflessione per dire che non è impossibile che questo disastro naturale si porti dietro conseguenze politiche pesanti ...




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torbido e misterioso
