E per Alemanno «ormai neanche l’apparato della Triplice riesce a nascondere al mondo operaio il grave danno subito con questa legge finanziaria». Insomma, insiste, si è rotto qualcosa: «Lo scippo del tfr, nonostante tutti gli aggiustamenti e gli accordi firmati con la Confindustria, rimane qualcosa di inaccettabile e di dubbia legittimità costituzionale. Il mondo dei lavoratori dipendenti se n’è accorto».
Estratto da: Il Giornale - Il centrodestra: bocciata la logica del «governo amico» - n. 290 del 08-12-2006

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(...) infine, ed è ciò che più brucia, c'è un esproprio delle liquidazioni da gestire che nasconde un deficit occulto e richiama alla mente quel modo di operare con scippo che subimmo nel 1992, quando il Governo Amato sottrasse nottetempo per decreto il 6 per mille dai conti correnti dei risparmiatori.(...)
La vicenda del Tfr è emblematica perché dà il segno del modo di governare. Ci riferiamo naturalmente ai 5,5 miliardi di euro del Trattamento di fine rapporto (Tfr), il 50% delle liquidazioni attualmente gestite dalle imprese che vengono forzosamente spostate nella gestione sindacale dell'Inps. Il che, è come se qualcuno domani entrasse in casa nostra e decidesse che la gestione del nostro portafoglio la fa lui e non più noi, per legge. Una lesione, crediamo, del principio di libertà, di autonomia, una presenza invasiva dello Stato in faccende private, come sono le liquidazioni, che non a caso sono gestite da sempre dalle imprese, sulla base di un accordo con i sindacati. (...)
il Governo decide che le liquidazioni è meglio che le gestiscano i sindacati attraverso l'Inps. Qualcuno ha chiesto ai lavoratori se nutrono analoga fiducia? Ma oltre alle questioni etiche ci sono anche quelle contabili. È stato giustamente osservato che non possono figurare tra le entrate dello Stato 5,5 miliardi di euro (le liquidazioni) che sono in realtà un debito verso i lavoratori. Il Governo lo ha fatto superando con la fantasia persino il concetto di finanza creativa. L'Europa boccerà questa fantasia, ma già oggi, trattandosi di un debito che passa da un titolare all'altro, quei 5,5 miliardi non possono essere considerati come parte dei 33,4 della manovra complessiva che scende, dunque, a circa 28 miliardi (...)

Estratto da: Liquidazioni la partita vinta dal Prc - Interni - ilGiornale.it del 05-10-2006