nel caso di new orleans non c'è da stupirsi per quanto avvenuto. essendo gli stati uniti, dopo israele, uno dei paesi autenticamente più razzisti al mondo (nel senso spregiativo del termine), simili episodi non possono che essere valutati come prevedibili conseguenze di una politica disumana e aberrante. nel grande paese esportatore di democrazia e libertà, il numero di cittadini sotto la soglia di povertà sta raggiungendo livelli preoccupanti, paragonabili oggi solo ad alcune zone del terzo mondo. se a tutto questo aggiungiamo il silenzio del governo su certe notizie, che anzi va ammantando il tutto con la consueta e insopportabile retorica liberista e patriottarda, allora possiamo ben comprendere che in situazioni limite come questa non possa svilupparsi alcun senso di solidarietà nella tragedia, poichè non di tragedia comune si tratta, in quanto di comune negli stati uniti non vi è più nulla, e anche il disastro naturale diventa un fatto privato e individuale, da risolversi con i propri mezzi. mezzi che peraltro nella situazione di cui parliamo non possono che risolversi in azioni isteriche e violente, in abbandoni disumani alla disperazione più abietta e terribile.
che tutto possa continuare così, noi non attendiamo che l'implosione.




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