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Discussione: " In attesa.."

  1. #1
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    Predefinito " In attesa.."

    In un'ottica tradizionale, siamo nel Kali-Yuga, anzi in una fase terminale di esso. Anche guardando 'laicamente' la questione, questo moloch imperialista, che è oggettivamente all'offensiva, mostra delle crepe.Vorrei porre all'attenzione delle mie riflessioni e porre delle domande, di cui, purtroppo, conosco già alcune risposte. Credo che sia sotto gli occhi di tutti che esistono fenomeni che per la loro virulenza, per le loro dimensioni, non hanno precedenti nella storia umana. Un impero come questo, che aspira al dominio globale, che stà esercitando un'offensiva di queste dimensioni ( militere, culturale, economica, politica ) non si era mai visto. Un' invasività della tecnica nella vita dell'uomo, talmente rilevante da generare un nuovo 'tipo umano', nemmeno. Costanti nella storia umana, come 'guerra' ( di un certo tipo ) sparite ! Una possibilità di "controllo sociale " nemmeno ipotizzabile in epoche precedenti. Bene. Mettiamo che per qualche caso si instaurassero delle condizioni di 'conflitto' anche aspro, da che parte si collocherebbe l'estrema destra ? Ha l'estrema destra i mezzi teorici per capire ciò che stà accadendo ? Resterà immobile ( nè..nè..) ? Come dicono i compagni, a sostegno dei soliti noti ? O come temo io, condurra battagie di retroguardia che nella sostanza la porrano 'fuori' dallo scontro ? O peggio ?

  2. #2
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    Predefinito

    Se conosci già alcune risposte perché non ce le dici?
    Io non so come andrà a finire. Non essendo religioso non ho neanche il conforto di credre nella "divina provvidenza", per cui spero in una più prosaica "botta di culo" che salvi l'umanità dal disastro cui vogliono condurci i [COLOR=green]Visitors.

  3. #3
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    Predefinito

    Perdonatemi se rispondo per primo, non è mio costume.
    Però Leonida ha saputo toccare molto da vicino quello che sentivo prima come prosieguo del mio intervento e che stimo come primario nella lotta atuale e futura.

    Provo a dare delle risposte, anche se molti di voi le conoscono già.

    "questo moloch imperialista, che è oggettivamente all'offensiva, mostra delle crepe".

    Questa è una delle affermazioni più interessanti dell'intervento dell'eroe delle termopili e messa all'inizio indica che lui ci crede seriamente. E secondo me ne ha ben donde.
    L'antiglobalismo, difficile da comprendere economico-socialmente, dopo decenni si è diffuso anche nelle plaghe più interne dei popoli; primo fattore.
    In secundis, non esistono modi di esistere eterni, ed in particolare il liberismo, com'è noto, acuisce le differenze sociali proprio perchè chi è all'interno del business accresce il suo potere, chi ne è fuori non solo diminuisce il potere economico, ma da un pò di anni anche quello sociale. Non è più IN.
    Per tornare alla fredda teoria, la forbice di abbienza si allarga. I ricchi diminuiscono, ma sono sempre più ricchi; i miseri aumentano, ma sono più miseri.
    Non pare, tra l'altro, che sia questa la parte più interessante del discorso. Essa è che SPARISCE LA BORGHESIA, il ceto medio. Il più abominevole, per la verità, ma l'unico capace di fomentare le rivoluzioni (ricordate Battiato, "le barricate in piazza le fai per conto della borghesia, che crea falsi miti di progresso").

    Queste le evidenti crepe. Il sistema è vecchio.

    Ma l'analisi del fatto non ci deve far gongolare per averla fatta, magari anche bene. Dall'analisi deve scaturire una sintesi.
    Il problema è globale, non servono più nè destra nè sinistra, nè post-comunisti nè neofascisti.

    Serve il fronte antimondialista.

    Forse mi ripeterò fino alla nausea. Non è una guerra di nazioni, è una guerra globale.

    Mi stoppo qui, desidero sentire gli altri.


  4. #4
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    Predefinito Fronte antimondialista "

    Benissimo Angelo Nero. Il Fronte antimondialista ! Sarebbe opportuno non vagheggiarlo, ma porsi piccoli obiettivi minimi per la sua realizzazione. Come ? Iniziamo quanto meno a pensarci ! Avanti per il Fronte antimondialista !

  5. #5
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    Nessuna attesa!

    Qui non ci siamo... Le analisi e le idee del camerata Leonida sono, como sempre, condivisibili, ma la domanda principale ("Che fare?") ha già una risposta: il Fronte Antimondialista. Il solo problema è capire come agire nel Fronte. IL Nemico lo conosciamo. Ora dobbiamo capire chi sarà al nostro fianco nella battaglia... Chi vuole veramente essere nel Fronte? Questa è la vera domanda prima di poter operare.

    Perché non organizzare un incontro tra tutte le realtà che veramente vogliono Agire in questo senso, togliendo di mezzo gli scazzi tra i "vertici" di un'"area" politicamente inefficiente?

    Se no, possiamo continuare a scolarci le birre , a ridere e a sbattere le teste contro i muri per organizzare stronzate...

    Saluti,
    Riccardo

  6. #6
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    Predefinito Re: Fronte antimondialista "

    Testo originale scritto da LEONIDA
    Benissimo Angelo Nero. Il Fronte antimondialista ! Sarebbe opportuno non vagheggiarlo, ma porsi piccoli obiettivi minimi per la sua realizzazione. Come ? Iniziamo quanto meno a pensarci ! Avanti per il Fronte antimondialista !
    Mio camerata, io credo che il fronte antiglobal esista già. NON PUO' essere una nostra invenzione, dal momento che la guerra contro il sistema è già in atto.
    Sai bene che del detto fronte fanno già parte anarchici, sinistri, black blok, gente comune e quant'altro.

    Ancora una volta non continuo.

    Esprimetevi.

  7. #7
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    Predefinito

    Angelo Nero,
    non è proprio così... Specialmente per quel che riguarda i Black Blok, non sono totalmente convinto che facciano parte di un certo Fronte. Agiscono senza un Progetto, quindi non possono essere considerati che "strumenti"...

    Per gli anarchici il discorso è simile: gli obbiettivi sono differenti ed anche la scelta del Nemico non è sempre la stessa.

    I sinistri? Siamo tutti "sinistri" dal momento che i "destri" sono quelli che ravvivano la politica italiana degli ultimi anni. Anche perché, gli "estremi destri" non producono granché dal punto di vista antimondialistsa...o sbaglio?

    Qualcuno mi dica un partito o un movimento che sta elaborando progetti in questo senso. Se si osservano i post di questo forum, si capisce che i problemi degli "estremi destri" sono ben altri...

    Saluti,
    Riccardo

  8. #8
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    Predefinito

    Testo originale scritto da angelo nero
    In secundis, non esistono modi di esistere eterni, ed in particolare il liberismo, com'è noto, acuisce le differenze sociali proprio perchè chi è all'interno del business accresce il suo potere, chi ne è fuori non solo diminuisce il potere economico, ma da un pò di anni anche quello sociale. Non è più IN.
    Per tornare alla fredda teoria, la forbice di abbienza si allarga. I ricchi diminuiscono, ma sono sempre più ricchi; i miseri aumentano, ma sono più miseri.

    Punto che ritengo utile sottolineare ed evidenziare.

    La teoria standard liberista ci parla di un mondo virtuale e perfetto dove gli unici interventi statali ammessi sono le correzioni necessarie per i piccoli aggiustamenti dovuti ai “fallimenti del mercato”.

    In realtà i mercati mondiali non stanno “fallendo” ma funzionano come ci aspetterebbe trasferendo ricchezza dalla periferia al centro del sistema mondiale.
    Le politiche di privatizzazione dei settori energetici, bancari, idrici rende i singoli stati sempre più soggetti al capitale transnazionale (che diventa quindi il vero volano delle politiche economiche togliendo potere reale ai parlamenti nazionali).
    Vanno in questo senso tutti gli accordi del WTO (dominato dagli USA grazie ai meccanismi di votazione e ai requisiti d’adesione) e, ad esempio, l’Area di libero scambio delle Americhe (ALCA), cioè la creazione di un'area di libero scambio basata sulla graduale eliminazione delle barriere al commercio dei beni, dei servizi e dei capitali sulla falsariga del NAFTA e che consente alle aziende private di portare i singoli Stati inadempienti davanti al giudice!*

    La politica tributaria di riduzione delle imposte al grande capitale ben lungi da aumentare risorse per gli investimenti (e quindi occupazione come ci raccontavano certi economisti) ha solo aumentato la sperequazione economica sia tra paesi ricchi e quelli poveri sia all’interno delle stesse nazioni.
    Ad esempio in America Latina il pil pro-capite è cresciuto dal 1960 al 1980 (un periodo ‘dirigista’) del 75% mentre durante il periodo 1980-2000 (un periodo ‘liberista’) solo del 7%.



    * Le uniche opposizioni nazionali a questo piano (che è poi la pura e semplice privatizzazione delle risorse e dei mercati sudamericani) sono quelle cubane e del Venezuela di Chavez che non pur nulla è stato recentemente vittima di un tentativo di destabilizzazione (divertente vedere come la stampa americana abbia presentato i militari golpisti contro un governo eletto democraticamente come “dissidenti” ).

 

 

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