da il Riformista
Se la battaglia per la legalità poteva essere l’eccezione che conferma la regola; se l’averla portata avanti senza farsi intimidire nonostante le proteste di tutta quell’area radicale che fino a poco prima lo voleva incoronare leader del centrosinistra poteva essere interpretato come un segno di coerenza, ma anche come la semplice conseguenza di quella scelta; se insomma il Cofferati sindaco responsabile e concreto poteva fino a ieri essere interpretato come un semplice adattamento dell’idolo dei girotondi alle nuove circostanze, oggi ci sono almeno un paio di motivi per cominciare sospettare che all’ombra delle due Torri il Cinese sia diventato (o più verosimilmente sia ritornato) un riformista e pragmatico uomo di governo.
Basta vedere come ha risposto ieri a chi, probabilmente attendendosi ben altre risposte, gli domandava la sua opinione circa la nuova «questione morale» che ha agitato l’intera estate dell’Unione. «Non vedo l’esistenza di un problema morale. Quando si parla di questione morale, alla luce della nostra storia recente, si allude o si afferma che esistano azioni che hanno come fondamento l’interesse privato di una persona che svolge un’attività politica o l’interesse di una forza politica, che sia un partito o una coalizione, fuori dalle regole. Io non ho traccia di nulla che assomigli a un problema di questa natura». Accostate queste affermazioni ai proclami di Di Pietro, Flores e degli altri fautori della società civile girotondina e avrete la misura del cambiamento.
Quanto alle polemiche su Unipol, dice Cofferati che è «legittimo» che i partiti esprimano un giudizio sulle operazioni finanziarie e che altra cosa è il giudizio sulla correttezza di tali operazioni, che spetta non alla politica ma agli organi competenti. Ma l’espressione più limpida l’ha riservata alla vicenda tutta bolognese dello sgombero delle case occupate. «A Bologna ci sono ragazzi, e non solo, che ritengono che l’occupazione delle case sia lotta politica, o un modo per fare pressione sull’amministrazione. Non è così, e non ci può essere nessuna tolleranza su questo». Da ovazione. Perché Cofferati ha ragione due volte: non solo a Bologna e non solo giovani scapestrati - a sinistra - pensano di potersi conquistare uno spazio con simili metodi.




Rispondi Citando