Bari - Gli invalidi? Soltanto dei «fessi» perché i loro nomi servivano esclusivamente per essere “allegati” ai progetti che la Regione Puglia finanziava con 10 miliardi di lire di fondi statali per il loro inserimento sul mercato del lavoro. Fondi con cui – secondo gli inquirenti della Procura della Repubblica di Bari che indagano sulla vicenda – avrebbero potuto essere assunte «diverse centinaia di disabili», ma che invece sarebbero finiti quasi tutti nelle tasche di sette persone. Soldi che sono poi serviti per comprarsi automobili, case, capannoni, tv al plasma e anche una camera da letto. Sei dei sette indagati sono stati arrestati lunedì pomeriggio. Uno è ancora latitante.
I fatti risalgono al 2003. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata al peculato e al falso.
A capo dell’organizzazione criminale – secondo il procuratore barese Emilio Marzano – c’era l’ex assessore dell’Udc alla formazione professionale e alla cooperazione della Regione Puglia, (guidata allora dal forzista Raffaele Fitto),
Andrea Silvestri, recentemente condannato a un anno di reclusione per abusi sessuali su una ragazza di 14 anni a cui avrebbe toccato i seni e le parti intime dopo averla baciata sul collo. E’ l’unico a essere sfuggito all’arresto perchè irreperibile. Sarebbe all’estero. Molto probabilmente in Bosnia, nella cittadina di Medjugorie.
Un bel regalo, dunque, al “pio e devoto” esponente dell’Udc che proprio ieri ha festeggiato i suoi 44 anni. Lui, Silvestri, avvocato, nato a Barletta, sposato con due figli, ex sindaco democristiano di Canosa, è da sempre l’uomo di Follini in Puglia. Non è un caso che al leader dell’Udc abbia tirato la volata nel collegio 21 di Bari per le ultime elezioni politiche,
E siamo certi che a Follini non sarà sfuggito l’ultima caduta di Silvestri non nuovo a questo tipo di “avventure”. L’uomo politico cattolico, secondo il Tribunale di Bari, si sarebbe distinto per un “pantagruelico approfittamento del denaro pubblico” e “disprezzo verso il contribuente”, tanto da essere rinviato a giudizio, nell’aprile dello scorso anno, con 62 capi d’imputazione.
Avete capito bene: sessantadue reati che fanno riferimento alle accuse di falso, truffa e peculato per viaggi e soggiorni in diverse località d’Italia che l’assessore avrebbe addebitato alla Regione Puglia, ma compiuto per interessi personali (anche di natura erotica). Silvestri ha deciso di riparare versando 9 mila euro. Tre, invece, i reati di concussione e tentata concussione per aver preteso da tre società denaro, assunzioni e imposto acquisti di materiale vario, oltre al pagamento di consulenze fantasma. Silvestri, dimessosi da assessore, ha ricevuto la solidarietà del partito e in un’occasione il suo ingresso nell’ultima assemblea generale dell’Udc è stato accolto con applausi.
Oltre al deus ex machina di Follini in Puglia, sono stati posti ai domiciliari altri sei suoi presunti complici: la collaboratrice di Silvestri, Lucia Pepe, dipendente regionale e consigliere comunale a Canosa di Puglia; i due funzionari della Regione Puglia ex responsabili del settore cooperazione dell'assessorato, Ignazio Corvasce, di 53, di Barletta, ed Elia Hovasapian, di 46, residente a Modugno (Bari); Domenico Caruso, avvocato civilista di 46 anni, residente a Barletta, amico di Silvestri che avrebbe offerto consulenza ad una società coinvolta nelle indagini; Sabino Antonio Michele Decorato, imprenditore quarantottenne di Canosa di Puglia, e Luigi Santangelo, di 49, di Canosa, presidente di alcune società coinvolte nelle indagini e consigliere dell'Udeur alla Provincia di Bari e al Comune di Canosa.
Per il procuratore Marzano, quella che è emersa dalle indagini «è una vicenda sconcertante che non ha portato né all'assunzione né all'impiego di disabili». Una brutta storia che fa capire il modo in cui la Regione Puglia, dal 2001 al 2003, ha impiegato i fondi statali della legge 68 del ’99 sul collocamento sul mercato del lavoro dei disabili. Un modo a dir poco discutibile che – hanno spiegato gli inquirenti – ha indotto lo Stato, nel 2004, a non erogare più alla Puglia fondi destinati all'assunzione di disabili iscritti alle categorie protette.
Secondo l’accusa, dal 2001 gli indagati hanno fatto in modo che non divenisse pubblica la possibilità di poter stipulare con la Regione convenzioni per ottenere benefici economici per l’assunzione dei disabili. Quindi – sempre secondo le indagini – hanno permesso che i finanziamenti andassero a società riconducibili agli arrestati o in cui gli stessi avevano figli o parenti. Una volta ottenuti i finanziamenti, le aziende, alcune delle quali costituite ad hoc, con il meccanismo delle false fatturazioni avrebbero dirottato i fondi statali sul patrimonio personale degli arrestati o di persone a loro vicine.
Gli invalidi (che in una telefonata tra gli arrestati sono definiti dei «fessi») venivano in buona sostanza «utilizzati» per ottenere i soldi. I loro nomi servivano solo per la documentazione da allegare ai progetti che la Regione Puglia finanziava con cinque milioni di euro di fondi statali per il loro inserimento sul mercato del lavoro. Fondi con i quali avrebbero dovute essere assunte diverse centinaia di disabili, ma che con ogni probabilità sono finti quasi tutti nelle tasche dei membri dell'organizzazione, che li hanno utilizzati per fare i loro comodi.
Raccapriccianti le conversazioni telefoniche intercettate durante le indagini. «Sono dei fessi...L’importante è che nessuno venga assunto». E’ uno dei tanti stralci delle telefonate contenute nelle 202 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip barese Fanizzi nei confronti delle sette persone indagate. La segretaria Lucia Pepe - annota il gip nel provvedimento cautelare - chiama Murante per conto di Silvestri (che le ha impartito le direttive di massima cui la stessa deve attenersi). Sono le 9.14 del 19 giungo 2003, Pepe sta predisponendo tutta la documentazione occorrente per far approvare un progetto che la Regione Puglia deve finanziare in favore della società amministrata da Murante. «Sconcertante - scrive il gip - è l’affermazione della donna che durante la conversazione dice “...ti ho messo pure un fesso, che poi non lo prendi, capito, però nel progetto dobbiamo metterlo perchè ti aumenta il livello di valutazione ... omissis ... in quello che ti fa le pulizie ho messo che può essere anche un disabile di tipo mentale, ti ho scritto, e ti aumenta la valutazione...omissis”».
Le indagini hanno accertato anche che i finanziamenti (una volta raggirati i disabili membri della commissione regionale per il fondo) non sono andati solo a cooperative aventi finalità sociale, ma anche a un’ebanisteria, a una tipografia e a una società dedita all'estrazione di principi medicinali dalle erbe.
Inutile dire che in nessuna azienda erano e sono occupati invalidi. Fatti che hanno indotto il gip ad arrestare sette persone tra cui l’esponente di spicco dell’Udc pugliese Andrea Silvestri.
Una notizia passata inosservata a tutti i media, tranne alla “Gazzetta del Mezzogiorno” e a “Repubblica” che hanno trattato la vicenda senza ricordare l’appartenenza politica degli indagati. Una vicenda che deve essere “sfuggita” anche a Silvestri, l’unico ad essere ancora a irreperibile. Si dice sia in Bosnia, nel paesino, tutto spirituale, di Medjugorie. Da quelle parti si va per pregare. Silvestri ne avrà bisogno. Forse anche Follini che ora dovrà spiegare a qualcuno il perchè di questo ennesimo terremoto del suo partito.
http://www.lapadania.com/PadaniaOnLi...Desc=46301,1,1




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