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Discussione: la morale di prodi

  1. #11
    Tremendo
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    In Origine Postato da brunik
    No, dove vivi tu che sai solo mettere smiles e ripetere a memporia le bananate che hai sempre sentito.
    Le leggo, sono dati di fatto, chiunque può confermarle, le tue sono solo penose arrampicate sugli specchi.

  2. #12
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    In Origine Postato da Tremendo
    Le leggo, sono dati di fatto, chiunque può confermarle, le tue sono solo penose arrampicate sugli specchi.
    Veramente non mi hai ancora detto che ruolo aveva nella DC, sto ancora aspettando.

    Non te l'hanno mica detto quersto particolare gli amici bananas?

  3. #13
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    In Origine Postato da brunik
    E anche se le avesse dette Prodi non è mai stato nella DC, non ha mai fatto neanche il consigliere comunale.

    Tra l'altro all'IRI è stato nominato una volta da Spadolini e l'altra da Ciampi.

    mi vorresti far credere che un ministro dell'industria e successivamente presidente dell'IRI in era democristiana era completamente estraneo agli "intrallazzi" che abbondavano in quegli anni?

    ......ma mi faccia il piacere!!!!!!
    "Oderint, dum metuant"

  4. #14
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    Mi vorresti far credere che sei a conoscenza di qualche intrallazzo?

    Per cortesia, basta bananate, a voi il Berlusca vi sta obnubilando i cervelli, non vi è bastato essere stati illusi con la Telekom Serbia?

    Il gestore di un carrozzone come l'Iri non puo' essere immune da censure: la più seria delle quali è forse aver accettato l'incarico e intrapreso un tentativo di ristrutturazone bonificatrice superiore ad ogni capacità umana. Ma un punto non è contestato - prove alla mano - da alcuno. Issato così a lungo al vertice di un gigante industriale dai congegni elefantiaci e inquinati, ossia messo nella condizione ideale per elargire ed elargirsi favori, Prodi non è incorso in alcun coinvolgimento tangentizio"

    Indro Montanelli, "L'Italia del Novecento", pag. 597.

  5. #15
    Tremendo
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    In Origine Postato da --IHSV--
    mi vorresti far credere che un ministro dell'industria e successivamente presidente dell'IRI in era democristiana era completamente estraneo agli "intrallazzi" che abbondavano in quegli anni?

    ......ma mi faccia il piacere!!!!!!
    Sicuramente brunik ci crede,....solo lui però.

  6. #16
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    E' proprio un peccato che tu non riesca a giustificare meglio il tuo odio antiprodiano, mi sai mettere solo gli smiles.

    Stiamo tutti attendendo di sapere quando mai Prodi sarebbe stato nella DC e a quali intrallazzi avrebbe partecipato.

    Scusa ma tra Montanelli e un banana preferisco credere a Montanelli, nulla di personale.

  7. #17
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    In Origine Postato da brunik
    Mi vorresti far credere che sei a conoscenza di qualche intrallazzo?

    Per cortesia, basta bananate, a voi il Berlusca vi sta obnubilando i cervelli, non vi è bastato essere stati illusi con la Telekom Serbia?

    Il gestore di un carrozzone come l'Iri non puo' essere immune da censure: la più seria delle quali è forse aver accettato l'incarico e intrapreso un tentativo di ristrutturazone bonificatrice superiore ad ogni capacità umana. Ma un punto non è contestato - prove alla mano - da alcuno. Issato così a lungo al vertice di un gigante industriale dai congegni elefantiaci e inquinati, ossia messo nella condizione ideale per elargire ed elargirsi favori, Prodi non è incorso in alcun coinvolgimento tangentizio"

    Indro Montanelli, "L'Italia del Novecento", pag. 597.

    quindi secondo te, nell'era democristiana, solo prodi non "partecipava" agli intrallazzi.........

    La buon'anima di Carol lo avrebbe fatto santo!!!!


    PS: la frase di montanelli potevi risparmiartela....
    "Oderint, dum metuant"

  8. #18
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    Beh, lo diceva anche Il Mondo Economico che Prodi aveva fatto un bel repulisti all'IRI, mica solo io, informati.

    Ma allora i bananas ancora npon esistevano ad inquinarci la vita con il loro odio per chi mi manda a casa il Pataccone.

    Il Mondo, lunedì, 14 novembre 1988
    VARIE
    Pag. 083
    ultimi giorni da Prodi

    l' aveva detto e l' ha fatto : il management del colosso pubblico deve lavorare in piena autonomia . e cosi' e' successo , soprattutto nelle grandi decisioni aziendali . ma qualcuno non crede in quel principio
    vertice IRI



    " Sono all' Iri da ormai sei anni (pausa) . E i risultati sono decisamente migliori di quelli sperati e programmati . Il gruppo nel 1983 aveva ricavi per 41 mila miliardi e perdite per complessivi 2 . 900 . Oggi (avendo ceduto 29 aziende) i ricavi sono 53 mila miliardi e il bilancio e' in utile per 190 miliardi " . Anticipando a giugno , a un convegno del Credito italiano , la decisione di abbandonare la presidenza dell' Iri alla scadenza del suo mandato tra un anno , Romano Prodi aveva anche fatto capire , citando quelle cifre , che se ne andava in tutta allegria . Ma in questi pochi mesi ha fatto anche di piu' : ha condito il suo addio di sberleffi a tutti quanti , anche alla sua Democrazia cristiana . Ha litigato con il ministro delle Partecipazioni statali , Carlo Fracanzani , dc , sui rapporti fra enti di gestione e ministero , e sui criteri di compilazione dei bilanci . E , a fine ottobre , ha quasi litigato perfino con il presidente del Consiglio De Mita e con il suo sottosegretario Riccardo Misasi sulla nomina del direttore generale dell' Iri . Ad Antonio Zurzolo , che si accinge a lasciare per raggiunti limiti di eta' , Prodi voleva far succedere un interno , Michele Tedeschi , responsabile dei rapporti con i sindacati . Mezzo governo gli ha detto no , e alla fine Prodi ha ceduto , accettando di tenersi Zurzolo ancora per un anno (ufficialmente il direttore generale rimane in carica per chiudere i bilanci a fine 1988 , ma la stagione dei bilanci in realta' si chiude a giugno , per cui la decisione sul successore verra' contestualmente alla nomina del successore di Prodi) . Ma non se n' e' stato buono per molte ore . Da Pittsburgh , dov' era volato per inaugurare la nuova sede dell' Italimpianti of America , ha spiegato che resta piu' battagliero che mai : " Perche' dovrei sentirmi a disagio ? Alle polemiche oramai sono abituato e quasi mi stupirei se non ci fossero . Se uno vive per anni accanto alla ferrovia , (che sarebbe l' Iri) , nel momento in cui c' e' lo sciopero dei treni si trova perfino frastornato dal silenzio " . E ha confermato un Prodi decisionista : " Che la polemica attraversi diversi partiti e' un punto di cui mi faccio onore , perche' stiamo spaccando la struttura precedentemente esistente . Questa e' la controprova che non agiamo in favore degli uni o degli altri e che la nostra azione non e' partigiana ma nasce dai fatti e non dall' ideologia " . Non e' un fuoco di sbarramento contro le critiche del ministro del Bilancio . Le critiche non sono state marginali : " Per l' avvenire cotesto istituto dovra' rendere piu' efficace il controllo di gestione sulle societa' del gruppo e piu' rigorosa l' osservanza dei criteri di formazione dei bilanci delle stesse , affinche' i valori delle partecipazioni esposti nel bilancio Iri trovino piena rispondenza nel valore economico dei beni aziendali " . Se le parole venissero prese alla lettera ci sarebbe da litigare aspramente , perfino in tribunale . Ma all' Iri tendono a dismettere le critiche come una piccola vendetta burocratica partita dall' interno del ministero , e puo' anche darsi che abbiano ragione . Puo' essere invece che Prodi abbia alzato il tiro per poter poi portare a casa le due cose che veramente gli interessano , la Superstet e la Superfinmeccanica . E un' ipotesi che accreditano alcuni esponenti dc , secondo i quali Prodi avrebbe infine capito che a Roma , per raggiungere un obiettivo , bisogna seminare molto fumo . Ma Prodi ha abbastanza personalita' per essere considerato per quello che dice . Quello che dice oggi e' del resto un' eco solo un po' piu' polemica di quanto disse esattamente sei anni fa ai dirigenti dell' Iri subito dopo il suo arrivo alla presidenza : " Fin d' ora assegno un compito strategico al mio ruolo e al ruolo dell' istituto : quello di garantire l' autonomia e la professionalita' della struttura manageriale " . E da subito diede molti colpi di piccone , licenziando alcuni manager , proteggendone altri da interferenza esterne , a tutti chiedendo idee e buone contabilita' . Voleva liberare l' Iri dalla polvere , e in effetti , per chi frequentava anche allora i palazzi romani , non c' e' sicuramente confronto possibile fra l' Iri di oggi e quello di allora quanto a motivazione e voglia di lavorare . L' autonomia non e' una strada facile , soprattutto per il presidente di un ente di gestione , il cui compito e' proprio quello di servire da anello di congiunzione fra la politica e il management . Prodi inizio' con il direttore generale : si dava per scontato che la Dc volesse a quel posto Franco Viezzoli o Fabiano Fabiani , ma lui confermo' Zurzolo . Poi incappo' nelle nomine Rai . Confido' a Eugenio Scalfari la sua irritazione contro Bettino Craxi su quell' argomento , Scalfari lo scrisse su Repubblica , e Prodi si precluse ogni accesso presso il segretario socialista , allora presidente del Consiglio , nei suoi lunghi quattro anni di governo . L' isolamento di Prodi fu totale nel caso della Sme : perfino De Benedetti , cui Prodi aveva ceduto il colosso alimentare , all' ultimo lo abbandono' . Ma Prodi ha tenuto duro , e soprattutto nelle grandi decisioni aziendali ha saputo assicurare un largo margine di autonomia ai suoi manager : la cessione dell' Alfa Romeo , la privatizzazione di Mediobanca , gli investimenti della nuova Finmeccanica , la ristrutturazione dell' acciaio , la Telit e il futuro di Italtel , la megazienda per le telecomunicazioni . Non manca pero' chi vede nell' autonomia una petizione di principio che , in assenza di risultati concreti , equivale a un' autoassoluzione . Non e' un' insinuazione politica , ma una critica che viene dall' interno dell' ente , e ha due risvolti . Uno riguarda la politica industriale dell' Iri di Prodi , che sarebbe a somma negativa : alle dismissioni di aziende e alle chiusure di impianti non fanno valido contrappeso i nuovi investimenti , come quelli promessi a Napoli e Genova , che sarebbero in ritardo o insufficienti . L' altro risvolto , piu' insidioso , riguarda l' autonomia : si dubita che le ultime iniziative di Prodi non abbiano invece riportato la politica dentro l' Iri , anzi dentro la stessa holding , che con la gestione del " professore " ne era stata relativamente immune . Alla prima critica Prodi aveva gia' risposto in anticipo , nel suo discorso di sei anni fa ai dirigenti : " Lo sviluppo del Sud e la difesa o l' incremento dell' occupazione costituiscono l' obiettivo dell' intera politica economica e industriale del governo e devono essere assicurati dall ' apparato produttivo , pubblico e privato , nel suo complesso . Le scorciatoie che passano attraverso il sistema delle imprese a partecipazione statale sono dannose " . Prodi e' arrivato all' Iri deciso a radicarvi la pianta del lavoro ben fatto , e a questo programma s' e' attenuto , anche se resta aperta la questione delle qualita' che si richiedono a un manager pubblico , e se esso non debba differenziarsi , per sensibilita' e per obiettivi , da quello privato . Sull' altro fronte si portano i casi dell' Alitalia , della direzione generale e dei rapporti con il ministero . Il casus belli con Nordio si e' rivelato insuperabile (si' , Linate e' intasato , Malpensa e' di la' da venire , e la navetta Roma Milano non si potra' fare) , e la questione si risolvera' con un bilanciamento Dc Psi al vertice dell' Alitalia . Lo stesso dovrebbe avvenire nel caso della direzione generale , dove Prodi con la sua irruenza ha forse bruciato la candidatura di Tedeschi . Quanto al desiderio del ministro Fracanzani di contare di piu' nella supervisione degli enti economici , ha una base di legittimita' che le risposte di Prodi hanno consolidato . Ma la strada maestra e' quella . E malgrado le nubi Prodi intende rafforzarla , con l' animo sgombro di chi ha deciso di lasciare : " Non si puo' trasformare qualcosa dopo dieci anni d' ibernazione " , ha detto ancora , " se non tendendo i muscoli . Qualcuno ragiona come se io sei anni fa fossi stato nominato presidente dell' Ibm ! " . Buone o cattive che siano le cifre della sua gestione , e' certo che Prodi ha praticato all' Iri una forte iniezione ricostituente di autonomia e professionalita' . E con quest' immagine il professore vuole misurarsi . PoltronaRomano Prodi con il direttore generale dell' Iri , Antonio Zurzolo . La sua successione ha aperto uno scontro politico
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  9. #19
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    Corte dei conti:

    Il complessivo risultato di gestione dell’Istituto (IRI) per il 1985, cui concorrono... sia il saldo del conto profitti e perdite sia gli utili e le perdite di natura patrimoniale, corrisponde a una perdita di 980,2 miliardi, che si raffronta a quella di 2.737 miliardi consuntivata nel 1984»
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  10. #20
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    In Origine Postato da brunik
    Perchè era un professore di economia industriale a Bologna ed Harvard .

    Negli anni 70 il ministro del bilancio era Carli ma non era democristiano, nel 94 il ministro del tesoro era Dini, ma non era di Forza Italia, nel 96 il ministro del tesoro era Ciampi ma non era dell'Ulivo.

    Embe'?
    Se c'è una cosa che farebbe bene all'Italia sarebbe sciegliere i ministri per capacità e non per colore.

 

 
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