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Discussione: Prodi e i "negri"

  1. #171
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    In Origine Postato da Fenris
    Sta a vedere che l'ultima colf italiana rimasta ce l'hanno i miei.

    P.S: Anche per la colf comunque vale lo stesso ragionamento che per gli altri lavori. Quelle straniere il più delle volte non sono messe in regola, per cui niente contributi. Quelle italiane invece i contributi li pretendono (giustamente), per cui... vengono assunte le straniere.
    No,non credo che sia per una questione di stipendi o contributi.Anche perchè ormai la maggioranza delle colf sono in regola

  2. #172
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    In Origine Postato da proteus
    No non è l'ultima colf italiana rimasta
    ma tra quelle in diminuzione ogni giorno di più
    essendo ormai i mestieri di colf,
    badanti e di quelle che fanno la notte all'ospedale...
    sempre più di appannaggio delle immigrati
    perché giustamente (dal loro punto di vista)
    sempre più italiane giovani li ritengono
    mestieri troppo pesanti e squalificati socialmente
    e non perché si guadagna meno che in altri mestieri.

    Sì, è vero che molte coilf non sono messe in regola
    (sempre di meno, però)...
    come è altresì vero che esistono valanghe
    di lavoratori italiani in nero.

    Hai capito POI che non è questione
    di salari bassi se molti italiani non vogliono più fare
    certi lavori?

    Hai capito poi che gli immigrati stanno facendo
    (di solito) lavori che pochi italiani (soprattutto giovani)
    vogliono fare?

    Hai capito POI...
    che gli immigrati nell'Italia del duemila
    sono indispensabili?

    A meno che tu non voglia costringere gli italiani
    (come i francesi, i tedeschi e gli inglesi)
    a fare i lavori che non vogliono più fare.

    Ciao, Fenris.
    Ti ripeto che non sono d'accordo, perchè i disoccupati italiani piuttosto che stare senza far niente farebbero volentieri i "lavori che gli italiani non vogliono più fare", se venissero pagati in modo dignitoso o che semplicemente gli consentisse la sopravvivenza.

    Se invece un disoccupato napoletano deve andarsene (che so) in Veneto per essere assunto presso un'industria, dovendo poi pagare metà della già misera paga per l'affitto, affrontando il costo della vita molto più elevato, praticamente a fare la fame, per di più (aggiungiamolo perchè fa la sua parte) in un ambiente sociale che spesso non lo accoglie certo a braccia aperte, capisci che preferisca restare a casa sua ed arrangiarsi come può tramite conoscenze e lavoretti saltuari e magari facendosi aiutare dalla famiglia.

    L'immigrato invece questa alternativa non ce l'ha, o lavora a quelle condizioni, o sta in mezzo ad una strada aiutato da nessuno. Questa condizione è sfruttata (innegabilmente) dagli industrialotti, che sfruttano così questa massiccia presenza di persone disposte a lavorare in condizioni così disagiate. Se queste persone non ci fossero, gli industriali la manodopera dovrebbero comunque trovarla, e sarebbero costretti, dal maggiore (seppur comunque piccolo) potere contrattuale del disoccupato italiano, ad offrire condizioni più dignitose, che il disoccupato italiano accetterebbe ottenendo il lavoro.

    Non mi sembra un ragionamento così fuori dal mondo, in tutta onestà.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  3. #173
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    quote:
    ------------------------------------------------------------------------------
    In Origine Postato da Fenris
    Sta a vedere che l'ultima colf italiana rimasta ce l'hanno i miei.

    [...]
    ------------------------------------------------------------------------------





    Poveraccia...

  4. #174
    Forumista storico
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    In Origine Postato da Fenris
    Ti ripeto che non sono d'accordo, perchè i disoccupati italiani piuttosto che stare senza far niente farebbero volentieri i "lavori che gli italiani non vogliono più fare", se venissero pagati in modo dignitoso o che semplicemente gli consentisse la sopravvivenza.

    Se invece un disoccupato napoletano deve andarsene (che so) in Veneto per essere assunto presso un'industria, dovendo poi pagare metà della già misera paga per l'affitto, affrontando il costo della vita molto più elevato, praticamente a fare la fame, per di più (aggiungiamolo perchè fa la sua parte) in un ambiente sociale che spesso non lo accoglie certo a braccia aperte, capisci che preferisca restare a casa sua ed arrangiarsi come può tramite conoscenze e lavoretti saltuari e magari facendosi aiutare dalla famiglia.

    L'immigrato invece questa alternativa non ce l'ha, o lavora a quelle condizioni, o sta in mezzo ad una strada aiutato da nessuno. Questa condizione è sfruttata (innegabilmente) dagli industrialotti, che sfruttano così questa massiccia presenza di persone disposte a lavorare in condizioni così disagiate. Se queste persone non ci fossero, gli industriali la manodopera dovrebbero comunque trovarla, e sarebbero costretti, dal maggiore (seppur comunque piccolo) potere contrattuale del disoccupato italiano, ad offrire condizioni più dignitose, che il disoccupato italiano accetterebbe ottenendo il lavoro.

    Non mi sembra un ragionamento così fuori dal mondo, in tutta onestà.
    Questo discorso è vero nella parte in cui dici che nella maggior parte dei casi gli imprenditori utilizzano gli immigrati a condizioni poco dignitose,li sfruttano,e che sicuramente il fatto che siano più immigrati rende più facile lo sfruttamento da parte degli stessi,poichè godono di molte meno garanzie rispetto agli italiani.

    Ma non sono d'accordo quando dici che gli italiani piuttosto che essere disoccupati farebbero qualunque lavoro.Questo discorso vale per pochi.

    Ci sono lavori che invece la gran parte degli italiani proprio non vuole fare.


    Prendiamo il Sud ,perchè è lì che si concentra la disoccupazione : esistono grosse sacche di povertà ,ma la società che li circonda,quella italiana,è comunque ricca,e soprattutto fornisce un modello sociale di consumismo sfrenato.

    Il ragazzino di oggi è meno propenso a spaccarsi le ossa e costruirsi un futuro con pazienza,perchè per lui è meglio conseguire subito lo status symbol : vai in un quartiere popolare del Sud : c'è tanta miseria,ma troverai tutti i ragazzini vestiti di marca,col cellulare alla moda,etc.etc.

    Perchè per ottenere tutto e subito sono disposti piuttosto ad arrangiarsi con lavoretti meno faticosi,oppure peggio(ecco perchè la criminalità può reclutare manodopera al Sud)

  5. #175
    proteus
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    In Origine Postato da Fenris
    Ti ripeto che non sono d'accordo, perchè i disoccupati italiani piuttosto che stare senza far niente farebbero volentieri i "lavori che gli italiani non vogliono più fare", se venissero pagati in modo dignitoso o che semplicemente gli consentisse la sopravvivenza.

    Se invece un disoccupato napoletano deve andarsene (che so) in Veneto per essere assunto presso un'industria, dovendo poi pagare metà della già misera paga per l'affitto, affrontando il costo della vita molto più elevato, praticamente a fare la fame, per di più (aggiungiamolo perchè fa la sua parte) in un ambiente sociale che spesso non lo accoglie certo a braccia aperte, capisci che preferisca restare a casa sua ed arrangiarsi come può tramite conoscenze e lavoretti saltuari e magari facendosi aiutare dalla famiglia.

    L'immigrato invece questa alternativa non ce l'ha, o lavora a quelle condizioni, o sta in mezzo ad una strada aiutato da nessuno. Questa condizione è sfruttata (innegabilmente) dagli industrialotti, che sfruttano così questa massiccia presenza di persone disposte a lavorare in condizioni così disagiate. Se queste persone non ci fossero, gli industriali la manodopera dovrebbero comunque trovarla, e sarebbero costretti, dal maggiore (seppur comunque piccolo) potere contrattuale del disoccupato italiano, ad offrire condizioni più dignitose, che il disoccupato italiano accetterebbe ottenendo il lavoro.

    Non mi sembra un ragionamento così fuori dal mondo, in tutta onestà.
    Ho capito: sei fuori dal mondo.
    Parli genericamente senza fare esempi reali...
    e continui a chiacchierare a ruota libera.

    Ti rifaccio il discorso di una colf
    (che abbiamo stabilito che è un mestiere sempre più
    rifiutato dalle giovani italiane)...

    Siamo d'accordo? Occhei.

    Una colf guadagna come minimo 8 euro all'ora
    e mediamente ne guadagna 10 all'ora...

    Se moltiplichiamo 8 euro (e non 10, ti faccio lo sconto)
    per 40 ore alla settimana...
    fanno 320 euro alla settimana e circa
    1.600 euro al mese.

    Questo è quasi il triplo di quello che guadagna
    (non un precario qualsiasi) ma un impiegato
    al primo impiego (sui 600 euro al mese)

    Quindi non è questione di guadagno
    ma di qualità del lavoro e di pesantezza del lavoro.

    Hai capito alla fine, chiacchierone?

    Scommetto ancora una volta di NO.
    Sono rassegnato ormai.

  6. #176
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    In Origine Postato da blob21
    Questo discorso è vero nella parte in cui dici che nella maggior parte dei casi gli imprenditori utilizzano gli immigrati a condizioni poco dignitose,li sfruttano,e che sicuramente il fatto che siano più immigrati rende più facile lo sfruttamento da parte degli stessi,poichè godono di molte meno garanzie rispetto agli italiani.

    Ma non sono d'accordo quando dici che gli italiani piuttosto che essere disoccupati farebbero qualunque lavoro.Questo discorso vale per pochi.

    Ci sono lavori che invece la gran parte degli italiani proprio non vuole fare.


    Prendiamo il Sud ,perchè è lì che si concentra la disoccupazione : esistono grosse sacche di povertà ,ma la società che li circonda,quella italiana,è comunque ricca,e soprattutto fornisce un modello sociale di consumismo sfrenato.

    Il ragazzino di oggi è meno propenso a spaccarsi le ossa e costruirsi un futuro con pazienza,perchè per lui è meglio conseguire subito lo status symbol : vai in un quartiere popolare del Sud : c'è tanta miseria,ma troverai tutti i ragazzini vestiti di marca,col cellulare alla moda,etc.etc.

    Perchè per ottenere tutto e subito sono disposti piuttosto ad arrangiarsi con lavoretti meno faticosi,oppure peggio(ecco perchè la criminalità può reclutare manodopera al Sud)
    Io non sto parlando di ragazzino, Blob, quelli dovrebbero studiare, non fare altro. Sto parlando di persone di 30, 40 anni, magari con la responsabilità di una famiglia. E credo che dovrebbero essere davvero scriteriate, in tale situazione, per rifiutare un lavoro sicuro perchè "socialmente degradante".
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  7. #177
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    In Origine Postato da Fenris
    Io non sto parlando di ragazzino, Blob, quelli dovrebbero studiare, non fare altro. Sto parlando di persone di 30, 40 anni, magari con la responsabilità di una famiglia. E credo che dovrebbero essere davvero scriteriate, in tale situazione, per rifiutare un lavoro sicuro perchè "socialmente degradante".
    io non parlavo del ragazzino di 14 anni.....

    ma sopra i 20 ovviamente,e tu stesso hai parlato di disoccupazione giovanile che al Sud è al 50%

  8. #178
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    In Origine Postato da proteus
    [B]Ho capito: sei fuori dal mondo.
    Parli genericamente senza fare esempi reali...
    e continui a chiacchierare a ruota libera.

    Ti rifaccio il discorso di una colf
    (che abbiamo stabilito che è un mestiere sempre più
    rifiutato dalle giovani italiane)...

    Siamo d'accordo? Occhei.
    None, non l'abbiamo stabilito, l'hai stabilito tu e io non sono d'accordo.

    Una colf guadagna come minimo 8 euro all'ora
    e mediamente ne guadagna 10 all'ora...

    Se moltiplichiamo 8 euro (e non 10, ti faccio lo sconto)
    per 40 ore alla settimana...
    fanno 320 euro alla settimana e circa
    1.600 euro al mese.

    Questo è quasi il triplo di quello che guadagna
    (non un precario qualsiasi) ma un impiegato
    al primo impiego (sui 600 euro al mese)
    1.600 euro tasse comprese o esentasse? Un impiegato al primo impiego 600 euro al mese forse li prende a Canicattì, non è certo la media italiana.

    E ripeto anche a te: un/a 30-40 enne con famiglia che rifiuta un lavoro da 1.600 euro al mese per uno da 600 è un perfetto idiota, e non credo che questa idiozia sia generalizzabile come vuoi far credere tu.
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  9. #179
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    In Origine Postato da blob21
    io non parlavo del ragazzino di 14 anni.....

    ma sopra i 20 ovviamente,e tu stesso hai parlato di disoccupazione giovanile che al Sud è al 50%
    Quella giovanile sì, ma purtroppo non c'è solo quella, lo saprai bene.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  10. #180
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    In Origine Postato da proteus
    Ho capito: sei fuori dal mondo.
    Parli genericamente senza fare esempi reali...
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    Ti rifaccio il discorso di una colf
    (che abbiamo stabilito che è un mestiere sempre più
    rifiutato dalle giovani italiane)...

    Siamo d'accordo? Occhei.

    Una colf guadagna come minimo 8 euro all'ora
    e mediamente ne guadagna 10 all'ora...

    Se moltiplichiamo 8 euro (e non 10, ti faccio lo sconto)
    per 40 ore alla settimana...
    fanno 320 euro alla settimana e circa
    1.600 euro al mese.

    aspetta...le colf che lavorano notte e giorno nelle case ,soprattutto degli anziani in genere prendono tra i 1000 e 1200 euro ,non di più

 

 
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