DOPO QUATTRO ANNI DI DURE BATTAGLIE
Maroni sblocca i fondi Inail e investe in eccellenza
571 milioni di euro solo a Milano per trasformare il capoluogo lombardo in capitale della Scienza
FRANCESCA CASSANI
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Milano - «Siamo riusciti dopo quattro anni di duro lavoro a sbloccare finalmente il tesoro dell’Inail che è pari a 3 miliardi e mezzo di euro, (7 mila miliardi di lire), e abbiamo deciso di investirlo in progetti di eccellenza».
A dirlo è il ministro del Welfare Roberto Maroni che ieri a Palazzo Marino a Milano, in compagnia del sindaco Gabriele Albertini e di numerosi esponenti del mondo scientifico milanese tra i quali Umberto Veronesi, ha spiegato come verrà speso parte dell’avanzo che ogni anno l’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul lavoro accumula e che altro non è che la differenza tra i contributi versati e ciò che viene pagato in termini assicurativi.
«571, 698 milioni di euro verrano investiti a Milano e finanzieranno progetti legati al campo della ricerca scientifica e medica» - ha spiegato il ministro che si è detto «lieto» del fatto che il consiglio d’amministrazione dell’Inail, per la prima volta all’ unanimità, abbia appoggiato la sua proposta decidendo di investire nell’Ieo (istituto europeo di Oncologia), nella nuova sede dell’Istituto nazionale neurologico “Carlo Besta”, nell’Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei tumori, nell’Università Bicocca e nel Polo universitario ospedaliero dell’Humanitas di Rozzano. É infatti a questi cinque grandi strutture milanesi che verrà destinata parte dei fondi che l’Inail accantonava per poi spenderli nel campo immobiliare e che mirano così a far diventare il capoluogo lombardo «capitale della scienza». Ma non solo. Accanto ai progetti milanesi legati alla sanità e all’istruzione ce ne è anche uno relativo alla cittadella della sicurezza che sorgerà a Napoli. Questo però è solo un primo passo. «Ci sono ancora circa 2 miliardi e 70 milioni di euro da investire - ha spiegato il ministro - che puntiamo di sbloccare entro il prossimo gennaio». Nuove risorse parte delle quali verranno anche destinate alll’Istituto San Raffaele di don Luigi Verzè che ha espresso la sua gratitudine all’esponente leghista. «C'è voluto il ministro Maroni per semplificare un pò le cose e per attuare uno spirito decisionista», ha detto il fondatore della fondazione San Raffaele. «Dopo 14 anni di tribolazioni Maroni ha ammesso il San Raffaele di Olbia ai finanziamenti Inail. E per questo lo ringrazio». Don Verzè ha anche ricordato di essere stato uno dei primi a «spaccare la trincea al di là della quale c'erano i fondi Inail» e a permettere «di accedere a quella provvidenza di Dio».
Già, perchè quella del ministro Maroni è una vera novità sotto tutti i punti di vista. Tanto per incominciare non vengono più previste «spese a pioggia» alle diverse regioni, bensì vengono premiate le eccellenze, dunque progetti specifici e di qualità. In secondo luogo l’Inail di Maroni non mira al ritorno economico, ma a quello sociale.
«L’Inail come tutti gli enti - ha spiegato il responsabile del Welfare - investe a garanzia delle proprie prestazioni e ovviamente quando uno investe lo fa per avere un reddito e non per fare beneficienza. In questo caso credo che debba però prevalere il ritorno sociale dell’investimento parlando di grandi istituti di ricerca scientifica e molecolare piuttosto che l’investimento in termini finanziari, non è un attico di lusso o un appartamento, è finanziamento dell’Istituto tumori, del Besta e dello Ieo, quindi il ritorno che Inail ha è il ritorno che tutta la società ha se si sviluppa la ricerca scientifica. Per qesto tipo di investimento ritengo che una percentule di reddito adeguata sia inferiore all’1 per cento proprio perchè c’è un grande ritorno in termini sociali che l’investimentoin un appartamento di lusso non ha».
Per quel che riguarda Milano, inoltre, Maroni ha chiesto al sindaco Albertini di «fare da garante all’unicità degli interventi» che non devono essere visti come «cinque finanziamenti distinti ma uno complessivo in 5 istituti per fare Milano la capitale europea dellla scienza». Augurio condiviso anche dall’ex ministro della Sanità e direttore scientifico Ieo Umberto Veronesi che ha parlato di «svolta nel panorama politico del nostro Paese». I 571,698 milioni di euro verranno così divisi: 120 serviranno per la nuova sede dell’istituto neurologico “Carlo Besta”, 240,476 verranno spesi per la ristrutturazione dell’Istituto nazionale per lo studio e la cura dei tumori, ormai obsoleto con i suoi 80 anni di attività alle spalle; 73,500 porteranno alla creazione di un nuovo edificio per le facoltà di Sociologia e Giurisprudenza dell’Università Bicocca, 45,878 verranno investiti nella costruzione di un nuovo polo universitario ospedaliero all’Istituto clinico Humanitas di Rozzano; e infine 91,844 euro porteranno alla creazione di un nuovo complesso immobiliare per l’Istituto Europeo di Oncologia ( con Ifom, Semm e Università di Milano) che vuole creare un vero e proprio Campus e soprattutto un centro di ricerca sulla biomedicina molecolare.
«Sono orgoglioso di essere l'ospite di questo piano d’investimenti nazionale - ha detto Albertini - perché la città potrà porsi nuovi record e ancora più ambiziosi traguardi. La presentazione oggi a Milano di questa iniziativa è un onore - ha proseguito il sindaco - che si è voluto concedere a quanti nella nostra città sono impegnati da anni in questa missione dell’uomo per l’uomo. Il piano varato dal ministero del Welfare è una scelta d’impegno sociale per il benessere della collettività. Un impegno questo per la vita quotidiana dei cinque istituti milanesi che ne beneficeranno e che sono l'orgoglio della città e punti di riferimento assoluti nel mondo».
[Data pubblicazione: 06/09/2005]
da "la Padania"




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