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  1. #1
    Liberale hayekiano
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    Predefinito i nostri padri riappaiono

    Amici,

    vi riporto un articolo del "giornale di Sardegna" che sembra gettare un pò di luce su una importante scoperta, che documenta la passata grandezza della Nazione Sarda.

    Salude e Vida!

    ----------------------------------------------------------------------------------

    Il sovrintendente Francesco Nicosia guida il lavoro di studio e recupero «È la scoperta più preziosa dell'antico Mediterraneo»
    «Un ritrovamento che paragono a quello dei bronzi di Riace». Ma restano molti misteri

    ■ Per la prima volta ne parla. Forse perchè ora ha qualche certezza, o perchè il solo vedere le decine di cassette colme di frammenti del tesoro di Monti Prama lo inorgoglisce. Fatto sta che la ritrosia scompare subito, e la paura di parlare troppo si scioglie, in quel suo accento impregnato di Mediterraneo. E lui, Francesco Nicosia, siciliano, il suo mare lo nomina spesso: «Questa è la scoperta relativa al Mediterraneo più importante del novecento». E giù speranze, veleni e conquiste di un'operazione che lui vorrebbe faraonica. «Ci vorrebbe un personale numericamente più importante, urgono rinforzi. E queste sono occasioni di lavoro, per una scoperta che io avvicino a quella dei bronzi di Riace». Detto da chi di quei superuomini rinvenuti al largo della Calabria se ne intende: Nicosia dirigeva l'istituto che si occupò del restauro, oggi parla delle statue sarde come di quelle che allora destarono sensazione. Il sovrintendente ai beni archeologici, un altro anno alla guida dell'ente, non indulge in particolari, attende la chiusura della ricostruzione, o perlomeno della sua prima fase, e si coccola un centro restauro all'avanguardia: «Sì, anche se un po' sguarnito, troppo pochi addetti. Ma a questa velocità tra un anno e mezzo avremo i risultati della ricostruzione fotografica. E allora si capirà la portata della scoperta». Camicia casual, paglietta civettuola sul capo, Nicosia sembra parlare con l'imponente testa del guerriero nuragico che è alla sua destra, con i suoi occhi inquietanti e le sue dimensioni inconsuete da queste parti: «Questi signori - dice dopo aver accarezzato la guancia del guerriero - stavano lì, sospesi tra cielo e mare. Incastonati nella bellezza di Cabras, per fare paura a chi arrivava da ovest. Quanti erano? Non lo so, difficile capirlo dai frammenti. Diciamo una trentina. Ma chissà quanti sono andati perduti, buttati al macero». Partono le frecciate, velate qua e là da un prudente o caustico «no, questo non lo voglio sapere». Abbandonato il settimo secolo avanti Cristo, Nicosia torna ai giorni nostri, lascia i grandi soldati nuragici e prova a districarsi nei misteri di una scoperta risotterrata da una trentina d'anni di disinteresse: «Si doveva prevedere la manutenzione» azzarda timidamente, «ma non è mai stata fatta. Chissà perchè. Il tutto era accatastato al museo di Cagliari». Finchè la ritrovata collaborazione tra sovrintenenze, più forte di gelosie e campanilismi, e l'intuito di chi la volle, determinarono il trasferimento,
    non facile e bisognoso di fondi. «Nomi? No, non ne faccio, ma qualcuno evidentemente non ha compreso l'importanza di quei colossi costruiti quando Roma era ancora di là da venire». La costante resistenziale sarda? Tutto bypassato, ora Nicosia guarda al futuro e sogna un lavoro imponente: «Vorrei che ci lavorassero in tanti, e i giovani sardi sapessero. Certo, se la scoperta l'avessi fatta io avrei agito in modo diverso». ■Renzo Sanna
    Il liberalismo è la suprema generosità.

  2. #2
    Liberale hayekiano
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    Predefinito bis de eodem

    Le trecce celtiche e l'abito orientale
    ■ ■ L'acconciatura con le trecce alla maniera celtica. Un abito scollato a V, di foggia forse orientale. I bracciali che proteggono i polsi e le braccia
    degli arcieri decorati con dei motivi geometrici. Gli occhi come cerchi concentrici, forse simboli solari, e la bocca appena accennata. Sono
    alcune delle caratteristiche dei giganti di Monti Prama.

    «Questi eroi sono ignoti perché a loro è mancato un Omero», racconta il sovrintendente archeologico di Sassari Francesco Nicosia. Ignoti ma imponenti: sono 28, forse 30 o 31 guerrieri, arcieri, lottatori e pugili alti più di due metri risalenti all'Ottavo o Settimo secolo avanti Cristo, scoperti nel 1974 a Monti Prama, nel Sinis, e abbandonati per 31 anni nel buio e nella polvere del museo di Cagliari. Uno scavo straordinario, il più importante ritrovamento di statue in pietra (calcarenite, un tipo di arenaria) tenuto nascosto forse per liti fra studiosi, forse per non stravolgere quelle teorie che vogliono gli antichi sardi quasi nani, poco avezzi alla guerra e all'arte raffinata all'infuori del bronzetto. Oggi però questo patrimonio con pochissimi paragoni nell'intera Europa, nel Medio Oriente e nel Nord Africa, è finalmente al Centro di restauro di Li Punti, affidato alla Sovrintendenza. «Fra un anno e mezzo le statue saranno pronte per l'esposizione», spiega Nicosia. Intanto i tecnici di Li Punti lavorano attorno al migliaio di pezzi - enormi - nei quali è frammentato l'esercito di pietra, che sembra difendesse un'area sacra costiera («si ergevano tra cielo e mare», dice Nicosia) dalle invasioni di popoli stranieri. Le teste sono alte 50, 60 centimetri. I busti hanno le proporzioni di colossi, i piedi posati sui basamenti misurano 50, 52 di taglia. Poi gli archi e le decorazioni: i guerrieri portano le trecce alla maniera celtica o germanica e hanno gli occhi come dischi solari. Il tesoro è finora stato negato ai cittadini: vent'anni fa qualche frammento indistinguibile è stato esposto a Cagliari, ma senza spiegare di che si trattava.
    Quando il restauro sarà concluso la Sardegna avrà in mano una risorsa unica nel Mediterraneo, capace di tener testa all'arte espressa da popoli ben più famosi. Un esercito di pietra con molti misteri: chi l'ha costruito? A quale scopo? E, come domanda Nicosia, «contro chi scagliavano le loro frecce questi arcieri?». ■




    I modellini dei nuraghi
    Insieme ai guerrieri, a Monti Prama sono state ritrovate le riproduzioni in arenaria di torri nuragiche, schierate insieme all'esercito di pietra forse a difesa dell'area sacra. Alti tra il metro e il metro e mezzo, questi modelli presentano, in cima, una sorta di paratie o tettoie laterali, forse l'immagine di strutture difensive in legno. La scoperta porterebbe una prova a sostegno della funzione militare dei nuraghi, costruzioni sulla cui destinazione gli studioso continuano a combattersi a colpi di saggi.
    Il liberalismo è la suprema generosità.

  3. #3
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    Eya funt is colossus de Monti Prama, ndi eus jai kistionau, funt duas cosas in paris: una cosa spantosa (po su ki funt e arrapresentant) e una pregunja (po su ki tocat sa scuberta cosa issoru, cun tanti de ocultamentu...).

    Comuncas benibenniu!

  4. #4
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    SE cerchi qualche post più giù troverai lunghe chiacchierate sulla questione!!

    E' difficile che qualcuno riprenda ora quel dibattito...


    itz.

  5. #5
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    ...pro sv kuentu ...vinzas unu condake b'atta a sos Gherreris de monti prama

  6. #6
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    lasciate perdere, nicosia adesso dice queste cose solo perchè vuole riconquistare la faccia dopo le quotidiane figure di merda che la sovrintendenza fà. nascondono i reperti, neganno gli scavi all' università. pare che alcuni di loro siano collusi con "alcuni traffici".

    domenica su repubblica c'è un bel articolo di sergio frau che parla di goni e di monti prama.
    spero che la svoraintendenza sia cacciata via dalla sardegna al più presto!!!!

  7. #7
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    Goy, il mitico santuario di Pranu Mutedu!

    Non me lo perderò!

  8. #8
    www.indipendentzia.net
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    Salude Ortega

    Benvenut@ nel forum di iRS - Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna - movimento indipendentista che lotta in modo nonviolento per la costruzione della Repubblica di Sardegna e per l'affermazione del diritto all'autodeterminazione del Popolo sardo.
    Il forum, aperto a tutti, intende fornire uno strumento per avvicinarsi alle idee del movimento, per approfondire le tematiche di proprio interesse e/o semplicemente per conoscere altri indipendentisti.

    Nel sito ufficiale del movimento potrai trovare documenti, comunicati e informazioni sul movimento: JASSU IN SARDU - SITO IN ITALIANO.

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    o chiamare il numero nazionale del movimento 338.777.63.74.


    A nos intender kitu
    A s'intendi kitzi


    Staff de s'Arrejonada de iRS
    Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna

 

 

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