Zone occupate
di Howard Zinn
L'Iraq non è un paese liberato, bensì occupato. Questo termine diventò familiare quando parlavamo dell'Europa occupata dalla Germania nazista
Sempre più americani cominciano a sentire, come i soldati in Iraq, che c'è qualcosa di terribilmente sbagliato, che questo non è quello che vogliamo sia il nostro paese. Sempre più ogni giorno si scoprono le menzogne. E poi c'è la menzogna più grande, che tutto ciò che gli Usa fanno debba essere perdonato perché siamo impegnati in una "guerra contro il terrorismo", ignorando il fatto che la guerra è essa stessa terrorismo, che irrompere nelle case delle persone per portar via alcuni membri della famiglia e sottoporli a tortura è terrorismo, che invadere e bombardare altri paesi non ci porta maggior sicurezza, ma meno.

È diventato rapidamente chiaro che l'Iraq non è un paese liberato, bensì occupato. Questo termine ci diventò familiare durante la seconda guerra mondiale, quando parlavamo della Francia occupata dalla Germania, dell'Europa occupata dalla Germania. E dopo la guerra parlavamo dell'Ungheria, della Cecoslovacchia e dell'Europa orientale occupate dall'Unione Sovietica. Erano i nazisti ed i sovietici che occupavano i paesi. Gli Stati Uniti li liberavano dall'occupazione.

Ora gli occupanti siamo noi. È vero, abbiamo liberato l'Iraq da Saddam Hussein, ma non da noi. Proprio come nel 1898 liberammo Cuba dalla Spagna, ma non da noi. La tirannia spagnola fu rovesciata ma gli Usa installarono una base militare a Cuba, come stiamo facendo ora in Iraq. Le aziende statunitensi entrarono a Cuba, proprio come Halliburton e Bechtel e le multinazionali petrolifere stanno entrando in Iraq. Gli Usa concepirono ed imposero, con il sostegno dei loro complici locali, la costituzione che avrebbe regolato Cuba, proprio come hanno stabilito, con l'aiuto dei gruppi politici locali, una costituzione per l'Iraq. Non è una liberazione, bensì una occupazione.


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