Zente, lezzie lezzie!! cando sa colonizatzione si da ponimos noi etotu in conca.
non suntis bastadas sas losas de monti prama cun sos zigantes. No est bastau Braudel chi narait chi in tharros sa cosa prus ispantosa fiat su muru nuragicu e non sa tzittade "fenicia". Non bastat. Sos sardos cheren esser coloniddazos, finzas in s'ammentu. E assora, totu su chi si atzapat in sardinia est "fenicio", "punico".
e como, sigomente depent fagher su museu de sa tziviltade fenicia in crabas, assora, menzus a ncora a narre. apimos atzapau sos restos de unu feniciu !!! e de ite si biet ? de s'ossu ? de sos barzos ?
assumancu ispettae sos esames. e pois sos esame ite si nant ?
chi cudhos restos suntis de s'annu xyz. embè ?
podet esser fintzas chi no est feniciu solu puitte si atzapait in cue in cudhu tempus e in cue est mortu.
podiat esser egizianu, o de atteru logu.
podiat esser sardu.
nono.
emmo.
nono, emmo.
emmo nono.
cando sos sardos ant a che l'acabare de si autocolonizzare su caminu at a esser in calada e prus lestru. pro como bio, pigadas, coffos e istrada mala.
Cabras. Le ossa fossilizzate ritrovate in spiaggia e trasferite nel museo
«A San Giovanni i resti
di uno scheletro fenicio»
Scoperto sull'arenile
dagli addetti alla pulizia
il sindaco non ha dubbi
sull'epoca dei reperti
MARIO SOLINAS
Le ossa ritrovate nella spiaggia di San Giovanni di Sinis
Maria Obinu
maria.o binu@gds.sm
■ Una spiaggia divisa in
due, ieri quella di San Giovanni
di Sinis. Da una parte i bagnanti
che continuavano a godere
di un tiepido sole d'agosto,
dall'altra, gli archeologici
della Sovrintendenza intenti
a scavare per recuperare
intatto uno scheletro fossilizzato.
È questa la straordinaria
scoperta effettuata poco dopo
le 9,30 dagli operai del Comune
di Cabras che ripulivano
l'arenile dopo la serata di fuochi
d'artificio che ha chiuso le
manifestazioni dell'Area Marina
in Festa. Sono stati loro a
notare un femore che fuoriusciva
dalla sabbia e avvisare
carabinieri e vigili urbani e più
tardi i responsabili della Sovrintendenza.
Nessun dubbio
che si tratti di un reperto archeologico
risalente a epoche
passate. Le gambe erano disposte
parallelamente, il busto
composto, chiari i segni che
quei resti hanno avuto, a suo
tempo, una degna sepoltura.
Mancano al momento, la testa
e gli arti superiori, al suo fianco
non sono stati trovati ne cocci
di ceramica, ne altro vasellame.
Saranno solo le analisi chimiche
a stabilire a quale epoca
risalga quello scheletro. Intanto
tutto ciò che è stato possibile
recuperare è stato trasferito,
dalla spiaggia al museo civico
di Cabras. La Sovrintendenza
per i beni archeologici ha visionato
i resti ossei e si cominciano
a fare le prime ipotesi.
È IL SINDACO DI CABRAS, E fi -
sio Trincas, il primo a esporsi,
dichiarando che con tutta probabilità
si tratta di un reperto
di epoca fenicia. Se così fosse il
ritrovamento per Cabras cadrebbe
nel momento e nel luogo
giusto. La cittadina lagunare
è infatti tra le prime candidate
a ospitare il museo unico
regionale della civiltà
fenicia, che verrà istituito nell'oristanese
dopo la delibera
della Regione. Trincas sostiene
la necessità, che sia il territorio
di Cabras, o meglio la località
di San Giovanni, dove si trova
anche la città fenicia di Tharros,
a accogliere la nuova struttura
museale e non Oristano o
Santa Giusta, come invece richiesto
dagli amministratori di
quei centri.
Intanto il luogo del ritrovamento
farà discutere. Lo scheletro
è stato rinvenuto proprio
a pochi passi dal lungomare,
fatto costruire dall'amministrazione
Trincas. Una passeggiata
in pietra e cemento che
era stata contestata proprio
dalla Sovrintendenza che ha
sempre sostenuto che l'intera
zona fosse da ritenere area archeologica
per la vicinanza con
la necropoli di Tharros. E infatti
poco distante sono stati
diversi i ritrovamenti. «L'ultimo
risale a cinque anni fa -
spiega il maresciallo dei carabinieri
di Cabras - quando un
cane che giocava sulla spiaggia
riportò, fra i denti, al proprio
padrone un femore di epoca
fenicia». ■
■■ Cabras ha oggi un museo
che racchiude reperti dal
Neolitico fino all'età giudicale.
Articolato in diverse sezioni
ospita oggetti provenienti dal
tophet fenicio-punico di
Tharros, manufatti in pietra
pertinenti all'età nuragica e al
periodo punico-romano, e
numerosissimi reperti
rinvenuti nell'area
archeologica di Cuccuru is
Arrìus.




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