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    Arrow Berlusconi contro tutti! Tutti contro Berlusconi!

    Berlusconi: «Dico la verità e ho tutti contro, da Fini al Quirinale»

    Traspare sempre di più la voglia di tornare alle urne del cavaliere, ma la Lega frena


    di Marco Conti

    BRUXELLES - «Avete visto, dico le cose come stanno e dal Quirinale a Fini sono tutti contro di me». Poche ore dopo il brutale affondo di Bonn, Silvio Berlusconi testa la reazione del suo elettorato, parlando dopo cena ad una folta platea di giovani del ”Pdl-Europa”, raccolti in uno dei saloni dell’hotel Conrad di Bruxelles. Dal microfono usato poco prima da un’orchestrina, Berlusconi riassume i concetti espressi in mattinata al congresso del Ppe. Anche se il tono è più pacato, gli argomenti restano gli stessi come uguale resta il solco del premier non solo dall’opposizione ma da spezzoni importanti della sua stessa maggioranza.

    Dal suo popolo e dal suo elettorato il Cavaliere torna ogni volta che «il Palazzo non mi capisce» e ieri notte ha fatto lo stesso raccontando a giovani in giacca e cravatta e a giovanissime in abito lungo, «il quotidiano massacro che ogni giorno devo sopportare in tv».

    Solo sul palchetto dell’hotel di Bruxelles. Solo ieri nella sua trasferta a Bonn, dove mancavano, per colpa del voto alla Camera su Cosentino, anche i tradizionali consiglieri che accompagnano il premier in trasferta. Lo sfogo del presidente del Consiglio che accusa i giudici e la Corte Costituzionale di essersi sostituiti alla sovranità popolare accentua il senso d’impotenza di un leader che da quindici anni promette una riforma della giustizia e da altrettanti anni la riduzione delle tasse. Ieri sera raccontando ai giovani del Ppe il tortuoso iter delle leggi, le «tagliole» dei giudici e le tante difficoltà insite nel mestiere del premier, Berlusconi ancora una volta cerca di uscire dall’assedio saltando dall’altra parte e mettendosi di fatto all’opposizione di quelle istituzioni e di quel governo uscito fuori da una competizione elettorale che gli ha consegnato una maggioranza senza uguali nella storia repubblicana.

    Malgrado tutto la voglia di tornare alle urne traspare sempre di più nella strategia del Cavaliere e l’esasperazione dei toni si confonde con la confessata impotenza di un premier «con le palle» che non molla ma che prova a sottrarsi alla richiesta di governare che gli viene dal Paese in un crescendo di accuse alle istituzioni che sconcertano tutti tranne il presidente del Senato.

    La ritrovata loquacità del premier potrebbe essere anche questo il segnale di quella voglia di campagna elettorale che da un po’ tenta il Cavaliere. Sulla sua strada però non c’è solo il presidente della Camera Gianfranco Fini, ma anche l’alleato più fedele. Infatti la Lega di Umberto Bossi di elezioni anticipate non vuol sentir parlare perchè, come ha spiegato qualche giorno fa, «se molliamo adesso la gente ci viene dietro con i forconi». In piena crisi economica il rischio della paralisi istituzionale è l’esatto opposto di quella promessa di riforme rinnovata da Berlusconi anche di recente.



    Berlusconi: «Dico la verità e ho tutti contro, da Fini al Quirinale» - Il Messaggero

  2. #2
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    Predefinito Rif: Berlusconi contro tutti! Tutti contro Berlusconi!

    Personalmente con Silvio HASTA LA VICTORIA SIEMPRE! :-)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Berlusconi contro tutti! Tutti contro Berlusconi!

    Le palle di Berlusconi
    Venerdí 11.12.2009 09:00

    Di Gianni Pardo

    Quando si deve fare un titolo di giornale si va a cercare che cosa può attirare il lettore: stavolta tutti si riferiranno a questa frase di Silvio Berlusconi: “Tutti si dicono: dove si trova uno forte e duro con le palle come Silvio Berlusconi?".

    Con le palle? È in questo modo volgare che si esprime un Presidente del Consiglio? Che bel mondo, il nostro. Gianfranco Fini, Presidente della Camera dei Deputati, ha usato il termine “stronzo”. Bossi diceva di “avercelo duro”, o qualcosa del genere. Il turpiloquio, in Parlamento e in televisione, non fa più notizia.

    Ma le cose gravi sono altre. Il Cavaliere ha detto cose gravissime e quando Fini gli ha ingiunto di chiarire ha replicato: “Non c'è niente da chiarire. Sono stanco delle ipocrisie, tutto qua”. Dunque non siamo di fronte ad uno sfogo o ad un momento di malumore e bisogna chiedersi che cosa implichino e che cosa significhino le sue parole.

    Secondo il Cavaliere, in Italia c’è un partito dei giudici che vuole sovvertire il risultato elettorale, vuole esautorare il legislativo e perseguita il Capo del Governo con accuse pretestuose: “Il Parlamento fa le leggi, ma se queste non piacciono al partito dei giudici questo si rivolge alla Corte Costituzionale e la Corte abroga la legge. Stiamo lavorando per cambiare questa situazione anche attraverso una riforma della Costituzione”. La Corte Costituzionale, associata al partito dei giudici, “da organo di garanzia si è trasformata in organo politico. Abrogando il Lodo Alfano ha praticamente detto ai pubblici accusatori: riprendete la caccia all'uomo nei confronti del primo ministro”. I magistrati infatti, alleati di una sinistra che non vince nelle urne, vogliono farla vincere per via giudiziaria.

    In che misura il Cavaliere dice la verità, per quanto lo riguarda personalmente? A questa domanda ha risposto lui stesso quando ha detto: “Sono stato investito da una serie di 103 procedimenti, 913 giudici si sono interessati di me, 587 visite della polizia giudiziaria e della Guardia di finanza, 2520 udienze: credo che sia il record universale della storia, ma sono stato sempre assolto perché per fortuna è solo una parte dei giudici che sta con la sinistra, mentre i giudici soprattutto del secondo e terzo livello sono giudici veri come negli altri Paesi”. Chi vuole affermare che Berlusconi non sia stato oggetto di persecuzione giudiziaria deve per prima cosa smentire questi numeri. E soprattutto deve dimostrare che siano corrotti i giudici che lo hanno assolto. Infatti, se è un uomo talmente criminale da essere oggetto di 103 procedimenti, e poi viene assolto, o sono infondate le accuse, oppure sono corrotti tutti i giudici che lo hanno assolto. Dilemma mica da ridere. Chiaramente è invece esistita ed esiste un’innegabile persecuzione giudiziaria. Come la trovata di fargli pervenire un avviso di garanzia mentre presiedeva un vertice internazionale per la lotta alla criminalità. Gli italiani oggi non prenderebbero sul serio nemmeno una condanna con fondati motivi.
    Per quanto riguarda la Corte Costituzionale, ad ammettere che i rilievi mossi al cosiddetto Lodo Schifani fossero fondati, nel momento in cui il Parlamento, con l’avallo del Presidente della Repubblica, corregge il provvedimento nel senso indicato dalla stessa Consulta, il fatto che questa lo respinga non sembra in linea con una completa serenità di giudizio.

    Se questa è la realtà, poco importa che la si denunci con parole poco diplomatiche: importa chiedersi quali sono le conseguenze. Se veramente siamo di fronte ad un tentativo di colpo di Stato attraverso l’ordine giudiziario, se per proteggere il Primo Ministro bisognerà cambiare le nostre istituzioni, è sì o no lecito dire che tutto questo è molto allarmante?

    E tuttavia né i magistrati né la sinistra hanno il diritto di protestare: la controparte agisce in condizioni di legittima difesa. Se i magistrati hanno deciso di fare politica andando in tutti i modi contro il governo (“Resistere! Resistere! Resistere!”, diceva un alto magistrato), è strano che alla lunga l’esecutivo e il legislativo reagiscano?

    Questa non è una tesi che viene tirata fuori oggi, per difendere Berlusconi contro venti e maree, anche mentre usa un linguaggio volgare. Ecco che cosa scrivevamo in ottobre: “C’è però un caso in cui la favola del re travicello funziona nel modo tradizionale. I magistrati hanno il compito di applicare le leggi, non di fare politica, e tuttavia da un paio di decenni parecchi di loro, alla luce del sole e sfacciatamente, si sono dati a crociate contro i governi non di loro gradimento. Hanno ignorato una divisione dei poteri che non è stata inventata per ragioni di simmetria, ma per evitare che uno dei poteri prevarichi sugli altri. Il giudiziario fra l’altro è il più debole dei tre e sopravvive solo se gli altri due lo rispettano: dunque ha più da perdere e ogni interesse a comportarsi correttamente. Viceversa, nel momento in cui si travalicano le proprie attribuzioni si rischia di ispirare reazioni violente. Giove potrebbe inviare un serpentone capace di limitare la libertà politica e civile dei magistrati. Se solo lo capissero”.

    Il timore è che non l’abbiano capito. Anche se la colpa è più delle rane che di Giove, cioè dei magistrati d’assalto, e anche se l’esecutivo si trova in condizioni di legittima difesa, fondamentale è il dispiacere che tutto questo provoca. Il Pci, pure succubo di Mosca, non portò mai il paese sull’orlo della guerra intestina come questi funzionari di Stato che non hanno avuto nulla da temere. Nulla da temere, fino ad oggi.


    Le palle di Berlusconi - Affaritaliani.it

  4. #4
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    Predefinito Rif: Berlusconi contro tutti! Tutti contro Berlusconi!

    BERLUSCONI HA LE PALLE!

  5. #5
    prima regola: io mento
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    Predefinito Rif: Berlusconi contro tutti! Tutti contro Berlusconi!

    Tra le altre cose, quello che i violarossi non dicono è che il Governo italiano presieduto da Berlusconi, per tramite della Ambasciata Italiana in Venezuela, ha espresso una disposizione più che accomodante verso le nazionalizzazioni avviate da Chavez (anche quelle che coinvolgono interessi italiani) e le dinamiche complessive del bolivarismo.

    Qui appena un accenno alla cosa:
    11 luglio 2009
    « Prego bensì che l'una e l'altra cosa,
    la vittoria e il ritorno, tu conceda,
    ma se una sola cosa, o Dio, darai,
    la vittoria concedi sola! »

  6. #6
    prima regola: io mento
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    Predefinito Compagni! Fischia il vento soffia Casini!







    12/12/2009 (7:47) - INTERVISTA AL LEADER DELL'UDC
    Casini: "Voto anticipato?
    Un fronte unico anti Silvio"
    Pierferdinando Casini

    + Gianfranco teme un altro strappo
    + Berlusconi, nuovo attacco al Colle Fini: "Napolitano rappresenta tutti"

    Proposta a Pd e Idv: alleati a difesa della democrazia
    CARLO BERTINI
    ROMA





    Se Berlusconi vuole andare al voto anticipato sappia che si troverà di fronte alle urne uno schieramento repubblicano in difesa della democrazia». Nel suo studio al quinto piano di Montecitorio dove si gode una vista magnifica sui tetti di Roma, Pier Ferdinando Casini distende le gambe su un tavolino sorseggiando un tè con l’aria di chi si sente «in forma smagliante».

    E tra un ragionamento e l’altro, Casini non lesina stoccate: dà del «paranoico» al premier, «con simpatia s’intende»; avverte Formigoni che per allearsi con l’Udc alle regionali deve dimostrare di non essere succube della Lega. E annuncia che appoggerebbe Emiliano con il Pd in Puglia anche se Vendola si presentasse lo stesso.

    Casini, cosa c’è in fondo al tunnel? Perché questi strappi continui del premier?
    «L’unica strategia plausibile è che ritenga di andare al voto anticipato, non c’è altro modo di spiegare un comportamento così dissennato. Così trasmette un’immagine di sua insicurezza e di precarietà dell’Italia. E’ chiaro che in queste condizioni una richiesta di elezioni anticipate farebbe emergere uno schieramento repubblicano a presidio della democrazia. E poiché penso che la democrazia sia un valore io mi schiererei “senza se e senza ma” in sua difesa».

    Sta dicendo che se la situazione precipitasse lei farebbe fronte comune alle elezioni con il Pd e Di Pietro?
    «Innanzitutto dico che uno schieramento repubblicano dovrebbe interpellare le coscienze di tanti parlamentari della Pdl, che non credo possano accettare una deriva di questo tipo. Aggiungo che una divisione del Paese così lacerante sarebbe perniciosa e mi auguro che Berlusconi non segua questa strada. Ma un caso del genere richiederebbe una risposta inedita rispetto a quelle che si sono prefigurate fino ad oggi. Osservo però che minacciare le elezioni anticipate non significa averle».

    Se il Capo dello Stato, in caso di dimissioni del premier, desse un incarico a Fini per un governo istituzionale lei lo voterebbe?
    «Chi guida un esecutivo lo decide solo il presidente della Repubblica. E’ chiaro che noi saremmo disponibili a una soluzione istituzionale e continuo a mantenere la mia convinzione che in cinque minuti si potrebbe fare un governo».

    Cosa spinge Berlusconi a confliggere con Fini e Napolitano?
    «Lui ha una certa allergia alla diversità. Ieri toccava a me, oggi a Fini e domani a qualcun altro. Preferisce un governo a sua immagine e somiglianza. Ma ritenere che questo presidente della Repubblica sia parte di una contesa contro Berlusconi è una fuga dalla realtà. Siamo alla paranoia generalizzata. Che dovrebbe fare Napolitano? Inveire contro i giudici? La deposizione di Graviano dimostra poi che il meccanismo in essere è di garanzia per tutti. E’ una deriva inconcepibile a quindici anni dalla discesa in campo con cento voti di maggioranza. Dov’è questo complotto?».

    A proposito, a lei è mai venuto in mente di bonificare i suoi uffici quando era presidente della Camera?
    «Sono cose ordinarie, sì l’ho fatto anche io. Ma lo fanno anche a Palazzo Chigi».

    Fini, oggetto di attenzioni a destra e sinistra, è stato tirato per la giacca da Rutelli. Un errore o un salto in avanti?
    «Io di Rutelli posso parlare solo per le cose giuste che fa. Quelle sbagliate non le commento. Non ho la pretesa di arruolare nessuno in un mio futuro Partito della Nazione, ma se si creeranno condizioni nuove, come dice la canzone, si scoprirà solo vivendo».

    Abbiamo cominciato con le politiche, finiamo con le regionali che sono certificate da una data sicura e imminente. Appoggerà Formigoni in Lombardia? E voterebbe Emiliano in Puglia anche se Vendola si presentasse lo stesso?
    «Contro Formigoni non abbiamo nulla. Ma se Formigoni vuole fare il “Re Travicello” della Lega ne prenderemo atto. Vedremo intanto se oggi a Milano firmerà con me in segno di solidarietà al cardinale Tettamanzi offeso dai leghisti. Per quel che riguarda la Puglia, ricordo che Emiliano è un sindaco e nella sua giunta c’è l’Udc. Poiché governa bene Bari credo che potrebbe governare bene la sua regione».

    Casini: "Voto anticipato? Un fronte unico anti Silvio" - LASTAMPA.it
    .
    « Prego bensì che l'una e l'altra cosa,
    la vittoria e il ritorno, tu conceda,
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    la vittoria concedi sola! »

  7. #7
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    Predefinito Compagni da campi e dai Consigli di Amministrazione!




    12-12-09
    BERLUSCONI: DILIBERTO, CONTRO POPULISMO COMITATO LIBERAZIONE NAZIONALE


    (ASCA) - Roma, 12 dic - ''Scajola si occupi di industria.

    Quello dovrebbe essere il suo impegno di Ministro. Pensi alle imprese e ai lavoratori che perdono il posto di lavoro''.

    Lo ha detto il segretario dei Comunisti Italiani (Pdci) Oliviero Diliberto in risposta alle parole del ministro dell'Industria Scajola in tema di riforme.

    ''Scajola lasci stare le riforme. Sopratutto -ha aggiunto Diliberto- lasci stare di evocare ed echeggiare un regime con caudillo. Perche' e' di questo che si parla, quando si chiede l'elezione diretta del premier, in un paese come l'Italia, dove il potere dell'informazione, quello economico e quello legislativo (vogliamo vedere quanti sono i provvedimenti di iniziativa parlamentare approvati da inizio legislatura?) sono nelle mani di una stessa persona. Anche perche' contro questo progetto si costituira' un Comitato di Liberazione Nazionale per difendere la Costituzione e sottrarre il Paese a un regime populista a guida Berlusconi''.

    BERLUSCONI DILIBERTO CONTRO POPULISMO COMITATO LIBERAZIONE NAZIONALE - Agenzia di stampa Asca
    .
    Ultima modifica di Corsaro; 12-12-09 alle 17:36
    « Prego bensì che l'una e l'altra cosa,
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Compagni da campi e dai Consigli di Amministrazione!

    L'aggressione contro Berlusconi in piazza del duomo conferma quanto il Cavaliere sia inviso a determinati ambienti: sinistra pseudo-antagonista, sinistra dipietrista, vertici della chiesa, finanza mondiale oltre ai vari di pietro, verdi, rifondaroli e ai loro finanziatori editoriali del gruppo repubblica-l'espresso.

  9. #9
    Tringeadeuroppa
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    Predefinito Rif: Berlusconi contro tutti! Tutti contro Berlusconi!

    un altro avvertimento:

    Berlusconi: arriva il 'lodo De Magistris

    (ANSA) - ROMA, 2 GEN - Arriva il 'Lodo De Magistris' a riagitare le acque tra la sinistra e il Pdl che sembravano acquietarsi dopo l'appello di Napolitano. L'eurodeputato dell'Idv ha infatti lanciato il suo 'Lodo' per il premier: garantire a Berlusconi la possibilita' di lasciare l'Italia senza conseguenze. Ne' trucco ne' inganno: solo il bisogno di ritornare ad essere una nazione democratica e civile'. Una proposta ma soprattutto una provocazione, come l'ha subito interpretata e stigmatizzata il Pdl.

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    Predefinito Rif: Berlusconi contro tutti! Tutti contro Berlusconi!

    Milano, il pm De Pasquale chiude l'indagine sulla compravendita dei diritti tv
    Per il figlio del premier il reato ipotizzato è quello di frode fiscale

    Inchiesta Mediatrade-Rti
    Piersilvio indagato col padre

    Ghedini: "Pervicace volontà di processare il presidente del Consiglio alla vigilia delle elezioni"



    MILANO - C'è anche Piersilvio Berlusconi tra gli indagati nell'inchiesta Mediatrade-Rti sulla compravendita dei diritti televisivi, per la quale oggi il pm di Milano Fabio De Pasquale ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini. Il figlio del premier - sotto inchiesta insieme al padre - è stato consigliere di amministrazione e vice presidente della società finita nel mirino dei pm.

    Il reato contestato a Silvio Berlusconi è quello di appropriazione indebita, come già all'inizio dell'inchiesta; mentre per Piersilvio è ipotizzata la frode fiscale. Le persone indagate nel filone di inchiesta Mediatrade sono in tutto 12, tra cui anche Fedele Confalonieri, il banchiere Paolo Del Bue, il produttore Frank Agrama, tre dirigenti di Mediaset e due cittadini di Hong Kong.

    La chiusura delle indagini prelude alla richiesta di rinvio a giudizio e a un nuovo processo. L'inchiesta è nata da uno stralcio da quella principale avvenuto nel 2007, anno in cui Berlusconi venne indagato per concorso in appropriazione indebita in concorso con altri. In precedenza, nel corso dell'indagine Mediaset, nell'ottobre 2005, la Guardia di finanza aveva perquisito gli uffici di Rti, società controllata da Mediaset e che ha incorporato Mediatrade, la controllata chel gruppo che dal '99 aveva sostituito la maltese Ims nell'acquisto dei diritti tv. Sempre nell'ottobre di quell'anno, in Svizzera, vennero sequestrati sui conti di una società con sede a Hong Kong di Agrama, ritenuto dagli inquirenti "socio occulto" del premier, una somma in franchi svizzeri equivalente a circa 100 milioni di euro.

    L'indagine avrebbe portato alla luce, secondo il magistrato, le modalità con le quali le società televisive del gruppo Berlusconi avrebbero comprato i diritti per trasmettere i film dalle major americane. Invece che contrattare direttamente i diritti ottenendo un prezzo più vantaggioso, le società del premier, è ancora l'ipotesi accusatoria, li avrebbero acquistati a un costo maggiore dalla Wiltshire di Frank Agrama, il presunto socio d'affari di Berlusconi, che, a sua volta, li aveva acquisiti dalle case di produzione americane. La differenza tra quanto pagato dalla Wiltshire e l'esborso del gruppo Fininvest/Mediaset sarebbe, secondo l'accusa, su alcuni conti in paradisi fiscali: circa 34 milioni di dollari.

    "La Procura di Milano - ha commentato questa sera l'avvocato Ghedini - ancora una volta continua nella pervicace volontà di sottoporre a processo Silvio Berlusconi. Ed estendere l'incolpazione a Pierslivio Berlusconi, colpevole evidentemente di essere figlio di Silvio Berlusconi, è poi del tutto sconnesso da qualsiasi logica e da qualsiasi realtà fattuale. E' l'ennesimo procedimento, che non potrà che risolversi in una declaratoria di insussistenza dei fatti, alla vigilia di una delicata competizione elettorale".


    (22 gennaio 2010)


    Inchiesta Mediatrade-Rti Piersilvio indagato col padre - Repubblica.it

 

 
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