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Discussione: Daniel O'Connell

  1. #1
    w i punkillonis
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    Predefinito Daniel O'Connell

    Cari amici Forumisti di Democrazia Cristiana Europea, vorrei chiedervi se per caso conoscete le gesta di Daniel O'Connell, un avvocato cattolico irlandese che tra il 18esimo e il 19esimo secolo fondo un partito liberale cattolico.


    grazie mille e saluti a tutti.

    Lutzianu

  2. #2
    in silenzio
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    Lightbulb Re: Daniel O'Connell

    In origine postato da Lutzianu
    Cari amici Forumisti di Democrazia Cristiana Europea, vorrei chiedervi se per caso conoscete le gesta di Daniel O'Connell, un avvocato cattolico irlandese che tra il 18esimo e il 19esimo secolo fondo un partito liberale cattolico.


    grazie mille e saluti a tutti.

    Lutzianu
    No, io non lo conosco.
    Ci puoi scrivere qualche informazione in più?
    di necessità virtù

  3. #3
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    Predefinito

    Poiché l'abrogazione delle leggi penali aveva permesso ai cattolici l'accesso alle professioni liberali dal 1782, alcuni brillanti avvocati non tardarono a mettersi in luce. Daniel O'Connell (1775- 1847) fu uno di loro. La famiglia O'Connell era di Caherdaniel nella Kerry Co., e si era arricchita grazie al contrabbando. Soprattutto, era riuscita a conservare la casa e le terre durante il periodo delle leggi penali.

    Nazionalista convinto, ma contrario alla violenza, si adoperò per la creazione di un forte movimento di massa (sostenuto dai liberali protestanti) che spingeva per ottenere l'abrogazione dell'Union, una riforma agraria, il reinsediamento del parlamento d'Irlanda e il diritto di presentarsi alle elezioni.

    Fondò "l'Associazione cattolica" che aveva lo scopo di ottenere l'uguaglianza politica per i cattolici e che raggruppò in poco tempo diverse decine di migliaia di membri. L'associazione diventò presto uno strumento per azioni pacifiche e proteste di massa.

    In occasione delle elezioni generali del 1826 l'associazione fece sentire il suo peso per la prima volta sostenendo i candidati protestanti favorevoli all'emancipazione cattolica. Il momento culminante giunse nel 1828, quando O'Connell stesso si presentò come candidato per il seggio della Clare Co., anche se in quanto cattolico non avrebbe potuto rivendicarlo. O'Connell vinse facilmente, mettendo in difficoltà il parlamento britannico.

    Pitt e Napoleone ritratti in un'illustrazione dell'epocaWilliam Pitt aveva promesso di abrogare l'ultima delle leggi penali ma ciò non era avvenuto e le norme ancora in rigore negavano ai cattolici il diritto di essere eletti in parlamento e di assumere cariche importanti. Se il parlamento britannico non avesse consentito a O'Connell di occupare il suo seggio, probabilmente si sarebbe verificata un'insurrezione popolare.
    Alla fine, nel 1829, Londra concesse il Catholic Emancipation Act che autorizzava i cattolici a partecipare alle elezioni e dava loro la possibilità di essere eletti come deputati.

    Da quel momento in poi un partito irlandese maggiormente fedele alla realtà sociale del paese andava più giustamente a rappresentare l'Irlanda al parlamento britannico. O'Connell, forte della sua vittoria, riprese a combattere su altri fronti: la soppressione dell'imposta dovuta alla Chiesa anglicana, e in seguito l'abrogazione dell'Union con l'Inghilterra. Dieci anni dopo dedicò le sue attenzioni al ritiro dell'Act of Union e alla ricostituzione del parlamento irlandese. Ora che i cattolici potevano diventare deputati, questo organismo sarebbe stato molto diverso rispetto al vecchio parlamento, dominato dai protestanti.

    Nel 1843 iniziò la campagna, durante la quale O'Connell lavorò a fianco del giovane Thomas Davis.
    Oratore di talento, su questi temi riusciva a raccogliere immense folle.
    I suoi incontri spesso attiravano anche mezzo milione di sostenitori e si svolgevano in tutta Irlanda. L'Inghilterra cominciò a spaventarsi per questo "re senza corona".

    O'Connell sfruttò la minaccia che queste riunioni rappresentavano per le istituzioni, ma esitava di fronte all'idea di un confronto veramente radicale con gli inglesi.
    Nel 1843 infatti, O'Connell chiamò a raccolta ancora una grande folla a Clontarf, alle porte di Dublino (là dove anche Brian Boru aveva ottenuto la sua vittoria nella battaglia decisiva contro i Vichinghi). Ma poiché l'incontro era stato proibito, egli lo annullò all'ultimo momento, rifiutando così la prova di forza e perdendo per questa ragione buona parte del suo credito politico.

    O'Connell venne arrestato nel 1844, ma fece di tutto per evitare qualsiasi tipo di scontro violento. Dopo un breve periodo di detenzione ritornò a Derrynane, si scontrò con il movimento della Young Ireland, che delusa dagli esiti del pacifismo propugnava l'uso della violenza e cessò di rappresentare una minacci per gli Inglesi.
    Usato, scoraggiato, morì poco tempo dopo, nel 1847, mentre nel suo paese imperversava la carestia.

  4. #4
    in silenzio
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    Lightbulb identità e integrazione

    Grazie, cavaliere,
    per le note biografiche davvero interessanti.

    Daniel O'Connell (1775- 1847) mi sembra una figura sintomatica dei problemi che, in una società dove la classe politica sia omogenea dal punto di vista dell'appartenenza religiosa, derivano dal rapporto tra identità personale e integrazione.

    L'interpretazione dei problemi politici di un popolo deve passare attraverso l'identità dei suoi rappresentanti: perchè l'intelligenza nell'analisi dei problemi non è solo razionale, ma permeata di sensibilità, educata nella tradizioni locali e familiari.

    Quando la classe dirigente politica cessa di essere omogenea, cessa di privilegiare un solo insieme, ad esempio quello giudaico-cristiano (per attualizzare il tema), e deve tradurre ogni contenuto valoriale del suo passato in termini accettabili universalmente.

    Questa è stata una carenza culturale dei due secoli passati, e deve diventare una priorità per noi !
    di necessità virtù

 

 

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