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Discussione: Tibet

  1. #31
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    fidel
    nascere all`interno?
    e chi dice di no.
    oggi ci sono e se qualcuno vuole restaurare il vecchio io sto con cio` che oggi c`e`.
    e` come dire che durante il medioevo voi stavate con il papa perche` non era ancora il momento per le idee di galilei...
    potrei farvi 1000 esempi!
    che cazzo c`entra esoportare la democrazia con le bombe in un paeese straniero!
    Pechino è interna al Tibet?
    Se per te la Cina è un Paese democratico… Magari rispetta anche le minoranze etniche?
    Tra i 1000 esempi il primo è pessimo. Infatti la rivoluzione scientifica non è stata imposta da un Paese straniero con le armi e contro la volontà del popolo (se non te ne sei accorto la Cina ha invaso un Paese straniero con le armi e contro la volontà del popolo..). Io nel Medioevo starei stato con i Comuni e per la laicità della politica (ammesso che abbia un senso fare discorsi del genere io sarei stato).

  2. #32
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    In origine postato da fidel
    riportandoli sotto una teocrazia!!!!
    ridicolo!!!!!!!!!!!!!!!!!
    franzele sei una contraddizione vivente!
    tu bisbiglia e bacchettoni moralisti vari (che non sanno di che parlano, ovvio)
    Il Dalai Lama ha detto che il suo modello è il Sudtirolo-Alto Adige. -Quindi non credo proprio che si ritornerebbe alla teocrazia.

  3. #33
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    yurj
    un pò come i Talebani in Afghanistan...
    Ti faccio notare che in questa discussione nessuno ha esaltato la cultura tibetana, tanto meno la sua cultura politica. Ma c’è stato chi ha chiesto rispetto per tale cultura (in ragione della sua storia, del contesto in cui si è sviluppata, della peculiarità di ogni cultura, e, soprattutto, per rispetto nei confronti del popolo che cerca di portarla avanti) e chi invece l’ha disprezzata, esaltando gli invasori.
    Detto questo, i talebani si sono insediati in Afghanistan al termine di una guerra civile. Fu decisivo il sostegno del Pakistan, che voleva sicurezza per l’estrazione e la distribuzione del petrolio. Gli stessi talebani erano per buona parte stranieri, giunti in Afghanistan durante la guerra con l’Urss, aiutati dai Paesi arabi e dagli Usa.
    Tutta un’altra questione rispetto a quella tibetana. I Dalai Lama facevano parte della cultura e della società tibetane, da secoli.
    Ciao
    F.

  4. #34
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    Dalai Lama è il titolo della massima autorità temporale del buddhismo tibetano, che rappresenta la reincarnazione del bodhisattva della compassione Avalokitesvara (tib. Cenrezig), un tempo capo del governo tibetano e oggi autoesiliatosi in India.

    Attualmente incarnato da Tenzin Gyatso (nato nel 1935), XIV Dalai Lama; vive in esilio a Dharamsala (vedi governo tibetano in esilio), in India, dal 1959, in seguito all'occupazione cinese del Tibet (1949 - 1951), di cui era la massima autorità e aveva come sua residenza ufficiale il palazzo del Potala.

    Tenzin Gyatso ha ricevuto il Premio Nobel per la pace nel 1989 per la resistenza non violenta contro la Cina.

    Ha dichiarato ufficialmente che, finché la Cina occuperà il Tibet, non si reincarnerà, e che, al completamento della democratizzazione del Kashag, il parlamento tibetano, il ruolo del Dalai Lama diventerà ridondante.
    C'è un intenso dibattito se, date le sue parole, Tenzin Gyatso sarà l'ultimo Dalai Lama o meno.

    www.wikipedia.org

  5. #35
    Hanno assassinato Calipari
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    In origine postato da Franzele
    I Dalai Lama facevano parte della cultura e della società tibetane, da secoli.
    Ciao
    F.
    I Dalai Lama sono re autoproclamatisi, tra l'altro questa figura è stata introdotta dai cinesi e non esiste nella cultura buddista.

    Ripeto: lasciamo decidere ai tibetani, non mi par di aver visto rivolte particolari.

  6. #36
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    In origine postato da Franzele


    Ha dichiarato ufficialmente che, finché la Cina occuperà il Tibet, non si reincarnerà
    Sti cazzi

  7. #37
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    Cari amici,
    Venerdì16 e sabato 17, l'Ambasciata cinese a Roma ha organizzato uno spettacolo di pura propaganda per "festeggiare" i quaranta anni di "autonomia" della Regione Autonoma del Tibet.
    Naturalmente non è stato invitato nessun esponente dell'esilio tibetano e lo spettacolo mostrerà un Tibet che non esiste, quello degli spettacoli folkloristici per i turisti.
    L'ingresso al Teatro Argentina, a Largo Argentina, è rigorosamente per inviti.
    Abbiamo pensato di far sentire la nostra protesta pacifica e far sentire la voce del vero Tibet, quello dell'esilio e quello senza libertà. Distribuiremo volantini (il testo è allegato)per ricordare a tutti che in Tibet sono violati i diritti umani, e ogni manifestazione di dissenso è ancora repressa con il carcere e la violenza. Nonostante la disponibilità del Dalai Lama al dialogo, in Tibet non ci sono libertà civili, politiche e religiose. La sua identità e la sua cultura stanno morendo, per responsabilità delle autorità cinesi.
    Vi chiediamo di esserci e portare la vostra testimonianza.




    Il testo del documento che verrà diffuso dagli organizzatori.




    Il Tibet è una terra senza libertà.



    Il Tibet è una terra senza libertà. Dal 1959, anno dell’occupazione dell’Esercito Popolare Cinese il suo leader spirituale, il Dalai Lama è costretto in esilio in India e le sue foto sono bandite anche dentro i monasteri. Chi la espone viene arrestato e condannato ad anni di carcere. Nel corso dei decenni sono state centinaia di migliaia le vittime dirette della repressione e le morti per carestia, dovute alla collettivizzazione delle campagne.In Tibet il 90 % del patrimonio culturale, artistico e religioso è stato distrutto dai cinesi negli anni 60 e 70. Ad oggi sono stati restaurati solo quei monasteri che servono ad attirare turisti.
    Nei monasteri vige il numero chiuso e i monaci e le monache sono sottoposti a quotidiane sedute di educazione politica. Lhasa, la capitale è oggi una città cinese, dove è stata spazzata via l’architettura tradizionale e la sua identità tibetana.Il Potala, l’antica residenza dei Dalai Lama, è trasformato in un triste museo.
    Il tasso di disoccupazione è altissimo tra i tibetani e a fare affari sono solo gli immigrati han cinesi con i loro bar e Karaoke per turisti. Lo sviluppo economico neo liberista di questi ultimi anni va a beneficio dei soli cinesi. In Tibet ci sono ancora centinaia di prigionieri politici, finiti in galera per aver gridato “Tibet libero” e condannati ad anni di carcere duro, dove è ancora in vigore la tortura, come testimoniano i Rapporti di Amnesty International.
    Ghedun Choeky Nima, il bambino riconosciuto come reincarnazione del Panchen Lama, seconda autorità religiosa del buddismo tibetano, è stato fatto sparire da dieci anni con tutta la sua famiglia e sostituito da un ragazzo riconosciuto da una Commissione di Partito!
    Nonostante questa realtà il Dalai Lama è disposto al dialogo e ha rinunciato all’obbiettivo dell’indipendenza del Tibet. E’ pronto a discutere di una reale autonomia che possa preservare l’identità del popolo tibetano e la sua cultura millenaria. I tibetani non hanno mai usato armi o violenza, ma continuano a rivendicare con coraggio e fermezza i loro diritti.

    Le autorità cinesi stanno trasformando la cultura tibetana in una Disneyland, mentre il Tibet è la sua cultura stanno sparendo, per responsabilità del governo di Pechino. I cinesi devono saper che se vogliono che il loro paese venga ammirato e rispettato, devono rispettare i diritti umani e dare finalmente libertà al Tibet.


    Associazione donne Tibetane
    Comunità Tibetana in Italia
    Associazione Amici del Tibet
    Il Sardismo è una esigenza, è un fattore determinante. E’ la componente valida di quel vasto e dinamico movimento comunitario che oggi si allarga in tutti i paesi della terra, verso conquiste certe, durature, assolute. In nome della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità. Il Sardismo è esigenza di giustizia, è simbolo dl pace, è pegno per l’avvenire del popolo sardo e di tutti gli altri popoli oppressi.(A. S. Mossa, 1967) ------ Il sardismo non è soltanto il principio autonomistico universale applicato alla Sardegna, ma anche e soprattutto il principio del Socialismo rivoluzionario mondiale applicato al Popolo Sardo... Ma soprattutto rappresenta il principio universale della lotta contro l’oppressione coloniale che ha posto la Sardegna al margini dello sviluppo e del progresso civile. (A. S. Mossa, 1971)
    http://www.indipendentzia.net/deandregif.gif

  8. #38
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    In origine postato da yurj
    I Dalai Lama sono re autoproclamatisi, tra l'altro questa figura è stata introdotta dai cinesi e non esiste nella cultura buddista.

    Ripeto: lasciamo decidere ai tibetani, non mi par di aver visto rivolte particolari.
    Come fai a dire che la figura del Dalai Lama ha origini cinesi?
    Il primo è del XIV secolo.

  9. #39
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    Su www.consapevolezza.it è disponibile una ricostruzione della storia del Tibet.
    Quanto segue è ripreso da quel sito.

    Nel 1959, 9 anni dopo l’occupazione, in Tibet scoppiò un’insurrezione popolare: la repressione fece 87000 morti. Dal settembre 1987, in tutto il Tibet si sono verificate più di 100 dimostrazioni contro il dominio cinese, che hanno avuto come risultato più di 450 morti e la carcerazione di migliaia di tibetani, eseguita senza un regolare processo.
    Ci sono 120000 tibetani in esilio. Le Nazioni Unite hanno approvato tre risoluzioni sul Tibet, nel 1959, nel 1961 nel 1965, che hanno espresso seria preoccupazione per la violazione dei diritti umani e che hanno invocato : «la cessazione di pratiche che privano il popolo tibetano dei suoi fondamentali diritti umani e libertà, incluso il proprio diritto all'auto-determinazione».
    Nel tentativo di assimilare definitivamente il Tibet, la Cina porta avanti una politica di trasferimento di coloni cinesi che ha reso i tibetani una minoranza nel loro stesso territorio: sette milioni e mezzo di coloni cinesi contro sei milioni di tibetani; a ciò si aggiunge la campagna di aborti forzati e sterilizzazioni di massa delle donne tibetane.
    La "soluzione finale" di questa pulizia etnica per diluizione prevede l'insediamento di quaranta milioni di coloni cinesi in Tibet entro il 2020. L'articolo 49 della IV Convenzione di Ginevra afferma che lo Stato occupante non è autorizzato a deportare o trasferire parte della propria popolazione civile nello Stato occupato. L'articolo 22 (Codice sui Crimini contro la Pace e la Sicurezza dell'Umanità) sancisce che "il cambiamento della composizione demografica del territorio occupato è un crimine di guerra di eccezionale gravità". La Cina ha accettato in pieno tutti i punti citati il 14 settembre 1983.
    Il Dalai Lama ha dichiarato più volte, nel corso degli ultimi dieci anni, pubblicamente ed ufficialmente, che il futuro capo del governo tibetano dovrà essere eletto democraticamente dal popolo. La prima Assemblea dei Deputati del Popolo Tibetano prestò giuramento il 2 ottobre 1960. La stessa Costituzione che il popolo tibetano si diede in esilio, nel 1963, si basa sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

 

 
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