FIRMATO IL DECRETO, la sinistra festeggia
Dal cilindro di Pisanu... la Consulta islamica
Lega Nord all’attacco: un errore enorme. Si aprono spazi pericolosi
SIMONE GIRARDIN
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È un «primo passo di un cammino, certamente non breve né facile, che dovrà condurci alla formazione di un Islam italiano».
«Un errore enorme», bolla Roberto Calderoli.
Sono pareri discordanti quelli del ministro leghista delle Riforme e del collega dell’Interno Giuseppe Pisanu che ieri ha firmato il decreto con cui di fatto si istituisce la Consulta per l’Islam italiano, il nuovo organo collegiale che svolgerà funzioni «esclusivamente consultive esprimendo pareri e formulando proposte sulle questioni indicate dal ministro».
Una scelta sonoramente bocciata dalla Lega Nord. Il Motivo? Semplice: «Si tratta di un errore enorme», sottolinea Calderoli che rimprovera al collega del Viminale, di aver costituito «la consulta islamica, tra l’altro come atto unilaterale di un singolo ministro senza neppure passare attraverso l’esecutivo, perchè, così facendo, lo Stato riconosce come interlocutore quello che interlocutore non può essere».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente dei deputati del Carroccio Andrea Gibelli che osserva come «le funzioni della Consulta dimostrano che è una scatola vuota che non ha rappresentatività: di materia parlamentare si tratta, e non di competenza esclusiva del ministro Pisanu». Inutile, dunque, per Gibelli «avventurarsi in esperimenti già falliti in Francia».
Il ministro degli Interni - aggiunge invece Calderoli - aveva preso, finalmente, posizioni decise «nei confronti del terrorismo, espellendo dal paese i seminatori di odio, ma oggi, con la consulta, apre invece spazi pericolosi».
Secondo il ministro per le Riforme Istituzionali «non esiste un islam italiano e non si può consentire l’esercizio di una fede religiosa fino a quando non vengano sconfessati i principi della religione stessa che vanno contro la nostra Costituzione e contro la legge dello Stato». «Fino ad allora - spiega Calderoli - non potrà mai esserci integrazione, visto che la loro logica è quella della sopraffazione e della cancellazione della altrui identità». «Non so - aggiunge infine il ministro della Lega - quanto decaduta possa essere la nostra di civiltà dopo la perdita di tanti valori e il colpevole immobilismo mostrato contro l'invasione islamica». Ma sicuramente «è superiore a una non civiltà che considera i non islamici cittadini di serie B e la donna un essere umano di serie B, che autorizza il terrorismo e la violenza e che riconosce una legge come la sharia».
Pisanu si difende ricordando come l’istituzione della Consulta «aiuterà a condurci ad un islam italiano. E cioè alla nascita «di una comunità pacificamente inserita nel tessuto economico e sociale del nostro paese, libera di professare le proprie convinzioni religiose e di salvaguardare la propria identità, ma al tempo stesso pienamente rispettosa dei nostri valori e dei nostri ordinamenti».
In una nota del Viminale si spiega che il lavoro di ricerca ed approfondimento svolto dalla Consulta «consentirà di conoscere meglio la variegata realtà delle comunità musulmane d' Italia e fornirà così elementi concreti per la soluzione dei problemi della loro integrazione nella società nazionale, nel pieno rispetto della costituzione e delle nostre leggi».
Con un successivo decreto il ministro Pisanu nominerà i componenti della Consulta e ne fisserà il numero, scegliendoli tra persone di cultura e religione islamica di accertata affidabilità ed esperienza, a prescindere da qualsiasi criterio di appartenenza e rappresentatività. Il ministro potrà inoltre avvalersi della collaborazione di studiosi ed esporti della materia.
Favorevole la sinistra italiana ma anche la prima reazione della Lega Musulmana Mondiale con il presidente Mario Scialoja che plaude alla decisione di Pisanu: «L’istituzione della Consulta per l’islam italiano è un buon auspicio nella speranza che contribuisca a creare un islam italiano, rispettoso delle leggi e della società italiana e soprattutto immune da qualsiasi forma di fondamentalismo». Un progetto che incassa il sì anche di Gianfranco Fini, leader di An e ministro degli Esteri che condivide «pienamente la scelta di Pisanu».
Non è di questo avviso Mario Borghezio. Per il capo delegazione del Carroccio all’europarlamento l’islam presente ed operante nella stragrande maggioranza delle moschee e dei centri islamici in Italia «è tutto, escluso che moderato».
«La creazione di una consulta islamica da parte del ministro Pisanu - osserva quindi Borghezio - rappresenta una decisione dettata sicuramente dalle migliori intenzioni. Ma Pisanu non si illuda: ricaverà ben poco dal dialogo con l’Islam, in quanto l’Islam moderato è una realtà più virtuale che effettiva».
«Prosegua, piuttosto - consiglia l’europarlamentare leghista - sulla strada maestra delle espulsioni degli elementi più pericolosi del fondamentalismo islamico, ai quali va impedito di proseguire l’opera iniziata dai vari Bouriqui Bouchta».
Proprio l’imam di Torino era stato il primo, all’inizio della settimana, ad essere stato espulso dal Paese. Nei giorni successivi sono stati poi allontanati altri quattro presunti estremisti islamici. Espulsioni motivate dal Ministero degli Interni con ragioni di sicurezza nazionale. L’ultimo caso in ordine di tempo risale alla notte di mercoledì, quando la polizia di Varese ha reso noto di aver disposto l’allontanamento dall’Italia di un 41enne tunisino, reclutatore di kamikaze. Prima di lui era toccato a un militante della Gia algerina residente a Perugia, al vicepresidente dell’Istituto islamico di Como Litayem Amor Ben Chedli e a Bouriqui Bouchta che mercoledì, appena atterrato a Casablanca (Marocco), aveva rilasciato svariate interviste ai quotidiani nazionali italiani. Colpa della Lega Nord «se sono stato allontanato. Borghezio l’aveva chiesto addirittura al predecessore del ministro Pisanu, Scajola», aveva sentenziato Bouchta al Corsera.
[Data pubblicazione: 11/09/2005]




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