
Originariamente Scritto da
salvo.gerli
Lo sciopero della scuola e degli statali della Cgil oscura i Democratici.
Il segretario del Pd parla ma la sala del teatro "Vittoria" è vuota.
E venne il giorno. Dopo le polemiche sul «No B. Day» di sabato scorso, dopo i «verrei ma non posso», il Partito democratico scende finalmente in piazza.
La «sua» piazza. O forse sarebbe meglio dire le «sue» visto che, secondo i proclami della vigilia, tra oggi e domani il Pd organizzerà 1000 eventi in giro per l'Italia.
Si va dai gazebo ai semplici volantinaggi, tutti con un unico obiettivo: costruire l'alternativa a Silvio Berlusconi. Entrando nel merito dei problemi del Paese e non di quelli del premier.
Per capire l'entusiasmo che ruota attorno all'iniziativa bastava dare uno sguardo al teatro Vittoria di Roma ieri sera.
Sul palco il segretario Pier Luigi Bersani, in platea moltissime poltrone vuote, in galleria solo quattro giornalisti a prendere appunti.
Se questo è il lancio ufficiale della campagna «1000 piazze per l'alternativa» immaginatevi il resto.
Certo, qualcuno potrà obiettare che si trattava di un appuntamento pomeridiano e quindi in molti lavoravano. E poi c'è sempre il traffico.
Ma l'impressione è che il Pd si avvii mesto verso un clamoroso flop.
Anche perché è ancora vivo l'eco delle parole del segretario che, ad Antonio Di Pietro che lo invitava ad andare al «No B. Day», rispondeva: «Noi facciamo le nostre manifestazioni. Noi, lezioni di antiberlusconismo, non le prendiamo da nessuno».
Sarà, ma a nessuno sfugge che, distribuendosi in 1000 piazze, il Pd avrà la possibilità di cogliere due piccioni con una fava: potrà dire che l'iniziativa ha avuto un successo straordinario e eviterà il confronto con «l'onda viola» di sabato scorso.
Difficilmente, però, il Pd riuscirà ad evitare un altro ostacolo.
Stamattina a Roma, infatti, sfileranno i lavoratori del pubblico impiego e del «settore della conoscenza» della Cgil. E a loro si aggiungeranno anche gli studenti medi e universitari, ricercatori e dottorandi che, nonostante le «prescrizioni» della Questura, proveranno a raggiungere il ministero dell'Istruzione a viale Trastevere.
I «cigiellini», invece, partiranno alle 9.30 da piazza della Repubblica e raggiungeranno piazza del Popolo. Gli organizzatori si aspettano almeno 100.000 persone,
il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta è certo che le adesioni allo sciopero, come accaduto durante le ultime agitazioni, non supereranno la media del 7-8% («Se poi le piazze sono coperte di pensionati e da altri cittadini questo fa parte della libertà di manifestare»), mentre la Questura parla di «prevista partecipazione di circa 30.000 persone».
Ci sarà anche Bersani con una nutrita delegazione del Pd.
Peccato che il vero protagonista sarà comunque la Cgil. E così, per la seconda volta nel giro di una settimana, nessuno si accorgerà che il Pd è sceso in piazza.
Il Tempo - Pd in piazza, nessuno se ne accorge
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Delle due l'una:
od uncalcinkul al Pupazzone for ever, le elezioni sono tra 3 anni e mezzo, ed il PD, come partito maggiore dell'opposizione, si potrà preparare per tempo con alleanze poche e mirate, ma non si dovrà mai più ripresentare con uno squinternato animale semianalfabeta, giustizialista e populista come lui...
oppure, l'abbraccio mortale...la piazza dei blogger, i meetupini tapini di Beppone, Torquevaglio ed i samarcandiani sottobraccio ai girotondini, fino ad arrivare agli ambientalisti della Greenpower, alle loro panzane del "Global warming" del "Sole che ride" e del "Vento gratis"...
Bersadalemani...sei ad un bivio... però ricordati che il ma anche ha fatto il suo tempo...
hefico: