4.000 mq di granito orientale sta per sbarcare in Sardegna per pavimentare una piazza nei pressi di piazza Ducale a Sassari.
QUalità del granito: pessima!


4.000 mq di granito orientale sta per sbarcare in Sardegna per pavimentare una piazza nei pressi di piazza Ducale a Sassari.
QUalità del granito: pessima!


O Giuliu,
ge ses kitzanu...![]()
Imoi s'ammancat sçeti "il granito cinese".... Bah!


La città si rifà il look, quindi,
e gli interventi per la valorizzazione
del centro storico
— affidati a imprese specializzate
— mettono fuori gioco
un bene prezioso come il granito
sardo, fino a poco tempo
fa ai vertici del mercato internazionale.
La crisi che da alcuni
anni ha investito il settore
ha generato una situazione
di difficoltà senza precedenti
sul fronte della cavazione e
della trasformazione. L’unica
speranza reale per un rilancio,
è rappresentata dalla valorizzazione
della pietra sarda
per il recupero dei centri
storici. Una scelta condivisa
a vari livelli — compreso
quello regionale — che però
non sembra trovare piena applicazione.
Quello di Sassari è solo un
esempio. In piazza Santa Caterina
i lavori sono già avanti e
le lastre di granito cinese vengono
distribuite sull’area di
4000 metri quadrati. Poi
verrà la qualificazione di altre
piazze e il rischio che i lavori
possano essere effettuati
con materiali di importazione
è piuttosto reale. La segreteria
regionale e quella territoriale
della Filca-Cisl, ieri, hanno
lanciato l’allarme esprimendo
grande preoccupazione
per il futuro di un settore
— quello lapideo — che rischia
la cancellazione.
«Simili scelte penalizzano
il già debole tessuto industriale
isolano e danno un colpo
mortale a quelle poche aziende
che a fatica riescono a rimanere
sul mercato. Si risparmia
da una parte ma ci si
impoverisce dall’altra: da noi
cala l’occupazione mentre il
valore aggiunto varca i confini
».
L’invasione del «granito
giallo» sta segnando duramente
l’attività delle cave e
degli stabilimenti del territorio.
Solo nell’area industriale
di Porto Torres è stata registrata
negli ultimi anni la
chiusura di quattro importan-
Allarme della Filca-Cisl
che chiama in causa
anche la Regione:
«Sono stati cancellati
1000 posti di lavoro»
Per frenare l’invasione
dei materiali stranieri
il sindacato ha chiesto
agli Enti pubblici
di vincolare le risorse
ti impianti di trasformazione
e la cancellazione di oltre 200
posti di lavoro. Stessa sorte
per la Gallura, patria del granito
per eccellenza, che ha visto
la propria capacità produttiva
ridotta di circa l’80 per
cento, con un taglio netto di
addetti diretti calcolato in circa
800 unità.
«Le cave di Buddusò e Alà
dei Sardi — ha detto Renzo
Corveddu, segretario regionale
della Filca-Cisl — sono delle
ferite aperte nell’ambiente
che non producono pié reddito
per molte famiglie. E la situazione
sembra destinata a
peggiorare notevolmente. Per
questo era stata avanzata la
proposta per l’utilizzo del granito
sardo nel recupero urbano.
Un segnale raccolto solo
in poche realtà, perchè non
«codificato» nei capitolati
d’appalto e nell’elaborazione
dei progetti. Oltre al danno,
così, c’è anche la beffa. Gran
parte degli interventi per la
riqualificazione e il recupero
dei centri storici, infatti, vengono
effettuati grazie a sostanziosi
finanziamenti pubblici
(in larga parte con fondi
regionali) che finiscono per
valorizzare il granito cinese.
«Abbiamo chiesto all’assessorato
regionale all’Industria
— ha detto Renzo Corveddu
— di vincolare i finanziamenti
pubblici all’utilizzo delle risorse
locali. In linea di principio
tale esigenza è stata condivisa
ma dai fatti risulta che si
procede nella direzione opposta.
Quante altre piazza Santa
Caterina verrano lastricate
con granito cinese?».


è giusto che una terra priva di risorse come la sardegna importi dall'estero! e poi vuoi mettere il pochissimo e scarso granito sardo che abbiamo noi con quello rinomato cinese????
come il parmigiano e il grana, ma con tutti i formaggi squisiti che abbiamo, perchè mai dovremmo condire la pasta con formaggi che vengono da fuori????
l'esterofilia dei sardi.....![]()
e gi seus a frori.......


Ancu ddis pigit su puntori...Originally posted by Perdu
l'esterofilia dei sardi.....![]()
e gi seus a frori.......![]()
Ma è mai possibile che questa categoria di benpensanti che abbiamo a governarci ( e mi ci metto anch'io pur essendo "distaccato" al di là del mare) non riesca a far altro che pensare a mantenere ben saldo il posto guadagnato con tanto sudore (?!?!?) e non si preoccupi minimamente di cominciare (almeno) a risolvere i problemi economico-occupazionali e smuovere quest'acqua stagnante prima che diventi putrida?
Faint propriu cabai su latti a genugus...
Boh!![]()


Il sacco continua .....
In ogni caso i nomi dei responsabili di certe scelte scellerate, devono essere resi di pubblico dominio, che ognuno si prenda le proprie responsabilità, sia che si tratti d'ignoranza e sia che si tratti di effettiva volontà.
Si è vero, la nomativa comunitaria impone il prezzo più basso sul mercato mondiale, ma a parità di prodotto !!! Il granito sardo non teme concorrenti a livello mondiale, lo esportiamo in Australia e non possiamo impiegarlo noi che ci troviamo a 50 km dalle cave ??
Le soluzioni a livello amministrativo locale esistono, questa, secondo me è solo malafede, è il proseguimento di un disegno generale di appiattimento delle diversità, sia architettoniche, sia linguistiche, sia culturali.
Siamo stufi di vedere il nostro territorio insultato, nella zona a valle della città, chiamata Predda Niedda, dove da millenni vi erano gli orti, (e che orti !!) hanno deciso di costruirci sopra la Zona Industriale .... nella lecceta di Bunnari, contanto di laghi intorno, vi hanno fatto una .. discarica gigantesca ... la stessa Piazza d'Italia è stata pavimentata con Klinker di provenienza tedesca... è ora di finirla, chi fa queste scelte deve assumersene TUTTA la responsabilità.
Si sente la mancanza di un TzdA in città.
Ps: che fine farà l'antico selciato rimosso ?? In che villa finirà, sarà di FI o di AN o DS o XYZ ??? Le antiche fontane sappiamo bene dove sono ......


... pro no narrere un atera cosa...Originally posted by barrosu
Faint propriu cabai su latti a genugus...
Boh!![]()


Fosse per me le cave in Sardegna le chiuderei quasi tutte, siano esse di granito o altro e darei avvio ad un' opera di risanamento di quelle esistenti. Il materiale estratto dalle cave sarde, granito in primo luogo, deve essere utililizzato solo ed esclusivamente in Sardegna per motivi paesaggistico-culturali. Stop all'esportazione del materiale estratto e allo sconcio del paesaggio sardo, questo sì vera risorsa.
Se vi capita di arrivare ad Olbia in aereo per il corridoio Santa Teresa-Tempio, provate a dare un'occhiata dall'alto ai guasti che sono stati inferti al territorio: c'è di che rabbrividire e incazzarsi. Che dire poi della bellezza violata del Monte Albo? Se vi capita di passare in macchina sulla Olbia-Nuoro, all'altezza di Siniscola, date un'occhiata all'ultima propagine del Monte Albo ferito: ma come si son permessi di offendere l'aspra maestosità di quel Monte, chi ha autorizzato un simile scempio?! Pensare che questo Monte , con i suoi sentieri, i bellissimi paesaggi che si possono ammirare dall'alto, la splendida valle ai suoi piedi dove (credo unico posto al mondo) gli oleandri crescono a migliaia spontanei, conferendo al paesaggio una cromaticità di struggente bellezza, potrebbe offrire molti più posti di lavoro di quella stramaledetta cava.![]()


caru PERANTONI tenis arrexoni tui puru ... ada a beni sa dì ki eus a pentzai nosu e nosu xeti, ita est mellus o peus po sa terra nosta.


Parole santeOriginally posted by Doloverre
Si sente la mancanza di un TzdA in città.