Napoli. "Il Comune avalla l'invito alle occupazioni" - dice il
deputato della Margherita. "Di quello spazio devono usufruire anche
altre associazioni" - aggiunge il consigliere dello stesso partito.
"Mettiamoci un centro antiracket" - incalza quello dei Ds. Dopo
l'acquisto da parte del comune dello stabile occupato da 15 anni
dal centro sociale Officina 99, i politici si scaldano, in vista
del dibattito in consiglio comunale. L'assessore ai servizi sociali
di Rifondazione, promotore dell'operazione, replica ai colleghi:
"Proposta farisaica voler sezionare 500 metri quadri tra tante
associazioni. Abbiamo acquistato l'edificio per preservare
un'esperienza storica". In una lettera aperta, il collettivo di
Officina, che qualche settimana fa ha festeggiato il recupero di un
campetto di calcio come area attrezzata per il quartiere, dice:
"Noi restiamo qui, i gruppi che hanno bisogno di spazi vadano a
occuparne uno, in citta' quelli abbandonati sono decine".
Il comune aveva deciso di muoversi qualche mese fa, dopo l'ennesima
campagna a favore dello sgombero da parte di giornali e politici
della destra cittadina, avallati stavolta da un intervento in
televisione del ministro della giustizia. Finora, in questioni
simili, l'amministrazione aveva sempre lasciato correre, confidando
che le cose si sarebbero aggiustate da sole. Se si tornera' a
questa tendenza, un misto di lassismo e pigro buon senso che guida
da anni l'azione amministrativa, lo stabile dovrebbe essere
lasciato a Officina, magari firmando qualche carta, senza ulteriori
intromissioni. Qualsiasi altro provvedimento sarebbe da segnalare,
sconvolgendo la quieta convivenza tra movimenti sociali e
amministrazione di centro sinistra. (Per il momento il vero affare
l'ha fatto il vecchio proprietario: un milione e duecentomila euro
per un edificio che non utilizzava da piu' di vent'anni). [luca
rossomando], mailing list di Orioles




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