Seguo con interesse il lavoro del prof.Preve. Ammiro il suo 'coraggio', mercie rara di questi tempi. Avrebbe potuto continuare, come tanti suoi colleghi, stancamente, a pontificare di 'rifondazioni comuniste', ignorando i crolli, i mutamenti sociali e geopolitici. Ha avuto coraggio il Prf. Preve, e auesto me lo rende in una certa misura 'sodale', per chi come Noi, fà di quella virtù 'guerriera, una 'divisa'. Alcuni punti del suo 'discorso', non li 'comprendo'.Non è che non li condivida, proprio non li capisco ! Sostiene infatti il prof, che il razionalismo settecentesco sia "altro" rispetto alle 'radici' culturali dell'attuale mondialismo. Così come quello 'ateniese' del v sec. Credo fermissimamente il contrario ! Atene aprì (vs Sparta ) la via che il razionalismo settecentesco ha 'concluso'. Questo in sintesi, naturalmente. Questo intervento, Pietro, è in relazione a quello sulla immigrazione. Questo noi intendiamo per 'decadenza', questo per differenzialismo .




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