Non ho avuto modo di seguire più di tanto la diatriba, ma gli sviluppi sembrano interessanti....
"Il commento di Marco Mostallino
Obbedire al mattone non è più una virtù
Per una volta senza entrate a gamba tesa, si
dialoga sul futuro di Cagliari. Partendo dall'ecomostro
di Tuvixeddu, una sopraelevata
da 2.600 automobili l'ora - un traffico da
autostrada - il cui primo tratto è stato appaltato
senza nemmeno la valutazione di impatto ambientale.
Si parte da qui perché durante il forum tra
amministratori - ieri nel nostro giornale - la Regione ha
comunicato ufficialmente che non darà l'avallo necessario
affinché la prosecuzione della tangenziale cagliaritana ottenga
dal governo nazionale le decine di milioni previsti.
Lo ha comunicato l'assessore all'Ambiente Tonino Dessì e
il sindaco ne ha preso atto in maniera costruttiva: «Sono
disposto a dialogare con le altre istituzioni, - ha spiegato
Emilio Floris - a rivedere i programmi, a condizione che si
tenga conto che il municipio deve rispettare gli impegni
formali già presi con il privato». Posizioni lontanissime si
avvicinano, in un contesto storico ben sintetizzato dal
presidente della provincia. Graziano Milia ha ricordato
che dopo la guerra, Cagliari è stata gestita come un insieme
di “spazi vuoti da riempire”. Da questo approccio
ricostruttivo, è germogliata una prassi amministrativa che
per mezzo secolo ha confuso le aspettative con i diritti. In
presenza di “spazi urbanistici da riempire”, giustamente -
dal loro punto di vista - gli immobiliaristi hanno presentato
progetti. Ma l'unico diritto dell'imprenditore è
quello di vedersi esaminato il piano e di ottenere risposte
certe in tempi brevi: diritto sacrosanto, alla base dello
sviluppo. Gli amministratori hanno invece agito come se il
costruttore avesse il diritto a prendersi lo spazio richiesto
e farci quel che gli pare. Senza valutazioni ambientali,
senza rispetto per zone archeologiche - vedi Santa Gilla, la
Santa Igia capitale giudicale - oramai perdute. È accaduto
perché a Cagliari la borghesia del mattone controlla voti,
filiali bancarie, parte dell'informazione e ha in mano
persino qualche politico. Se il dialogo promesso ieri avrà
seguito, il cambiamento sarà importante. I vari Cualbu,
Zuncheddu, Coop rosse, Romano Fanti, Massimo Cellino,
avranno il diritto di fare le loro proposte. Ma nessun
sindaco o assessore dovrà più comportarsi come se avere
quattrini e appoggi politici e giornalistici sia la garanzia
di un via libera a qualunque costo. Pagato al prezzo di
danni all'ambiente e al patrimonio culturale."




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