...incredibile
In Italia c’è l’autonomia della Banca d’Italia, non quella del ministero dell’Economia.
Ora però quelli che amano parlare di “paese normale” – non l’inventore del logo, per la verità, cioè D’Alema, che, fatti due conti, sta più schiscio - invocano l’autonomia del ministro Siniscalco ai danni della (tanto osannata fino a poco tempo fa) indipendenza di Bankitalia.
E via col valzer dei suggeritori a Siniscalco perché faccia qualcosa per tagliare la testa, nelle fattezze granitiche e resistenti di Antonio Fazio, all’intangibilità che fu salutare di Palazzo Koch.
Da Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera a Giulio Tremonti, da Vincenzo Visco a Francesco Rutelli, dai sindacati alla Confindustria, passando per le solite allusioni dipietresche alla magistratura in agguato, da Repubblica che tira in ballo –tanto per cambiare – le perplessità del Quirinale al Sole 24 Ore col trio Alesina, Tabellini, Zingales, per chiudere il cerchio ancora con il Corsera che con Dario Di Vico dà l’aut aut: “Uno dei due (Siniscalco e Fazio, ndr) non dovrà essere presente a rappresentare l’Italia (all’Ecofin inglese del 9 settembre, ndr), altrimenti andrà in scena la peggiore delle commedie”.
Così nell’incertezza berlusconiana di questi tempi, con il Cav. in versione cerchiobottista, quello che un attimo fa tutti consideravano un totem istituzionale intoccabile – libera Banca d’Italia in libero Stato – diventa argomento di pettegolezzo, di schiamazzo, di massima invadenza politica, fino al paradosso di chi chiede, anzi pretende che un governo, peggio ancora un ministro (che non ha poteri in merito) cacci il governatore.
Ma l’autonomia di un’istituzione non è pensata per far sì che la stessa istituzione sopravviva di fronte a dissensi con fette di mondo politico e di establishment economico-finanziario?
Che direste di un governo che vuole sfiduciare il presidente del Consiglio superiore della magistraura?
Il ministro Siniscalco, leggendo molti articoli della stampa straniera (e no), si è convinto che ne va della credibilità del paese, così, un po’ per debolezza e un po’ per distogliere l’attenzione da una Finanziaria in arrivo che non fa proprio sobbalzare di osanna la press della City, ha votato in Consiglio dei ministri una riforma della Banca d’Italia, per poi dire che però in realtà non basta: ci vogliono le dimissioni di Fazio.
Chi voleva una Rai come Bankitalia è accontentato.
Siniscalco riesce a trattare Bankitalia esattamente come la Rai.
Ferrara su il Foglio
saluto




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