in caso di golpe finira' la pacchia per molti aspiranti golpisti.
per questa ragione siamo assai lontani dal golpe.


in caso di golpe finira' la pacchia per molti aspiranti golpisti.
per questa ragione siamo assai lontani dal golpe.


Non è per niente la stessa cosa.
Ora il cittadino sulla scheda vota il partito , accanto al simbolo del quale non c'è il candidato , quindi non sa chi elegge , tutt'alpiù che non conosca bene il funzionamento della nuova legge (e quanti lo sanno il 5, il 10% a essere generosi ?) e vada a guardare l'elenco sui manifesti.
Prima invece il nome del candidato era attaccato al simbolo del partito , e se permetti non è la stessa cosa.
Tieni inoltre conto che ora , anche chi ha l'avvertenza di guardare la lista , non sa quanti verranno eletti , e i primi nomi generalmente sono di segretari nazionali di partito o di esponenti di rilievo degli stessi , messi come civetta.
Quindi alla fine uno non sa chi eleggerà , dato che i suddetti "teste di serie" possono optare per altri collegi ecc.
No , non è la stessa cosa.


Ma che stai dicendo? Al di fuori di ogni singolo seggio non ci sono per caso i nomi di coloro che compongono le liste? Il cittadino ben sa chi vota. Se poi ti riferisci a chi nemmeno sa effettuare questa elementare operazione cognitiva (leggersi i primi due o tre nomi della lista che vuole votare), allora sappi che gente così sprovveduta non verrebbe tutelata da nessun sistema elettorale.




il punto è che se vuoi Tizio devi prendere anche Caio; come se in una enoteca per poter comperare del buon Cabernet tu fossi obbligato a comperare anche del vinaccio andato in aceto. Solo che, nel caso delle leggi elettorali, non puoi cambiare enoteca salvo passare dai vini bianchi a quell irossi o viceversa. O ti prebdi tutta la confezione o ne devi prendere un'altra completamente diversa; non è certo il massimo della libertà di scelta.
"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
http://www.novefebbraio.it/


Quello che poni è un falso problema. Basterà che i primi due o tre non siano sgraditi all'elettore e questi potrà votare in santa pace quel partito. Altrimenti non lo vota. Sotto questo profilo anzi, tale sistema è svantaggioso per i partiti e non per gli elettori. Infine ti faccio notare che per tutti i partiti tranne pd e pdl, che sono più grossi, ne passa di solito uno per lista e quindi la situazione in questo caso è ancor più vicina se non identica all'uninominale.


Per me ha ragione Isoica. Non è cambiato granchè rispetto a prima. Con o senza le preferenze i candidati vengono e venivano scelti dal partito.
Ora solo un po' di più, in quanto il partito stila fin dall'inizio l'ordine in cui si verrà eletti. La differenza è insignificante.
Come sono insignificanti le primarie fantoccio del PD.
La politica partitocratica è snella ed efficace, ma non è veramente democratica, e comunque, se vogliamo mantenere questa, possiamo renderla ancora più snella, tanto l'Italia non è un Paese tanto evoluto intellettualmente da poter mai coltivare la speranza di una vera Democrazia.
Sovranità al Cittadino.






Non vorrei tediarti con la trita solfa della democrazia diretta, che non apprezzo, ma questa è una farsa mal recitata. A meno che non si voglia mettere in scena qualcos'altro.
Unica giustificazione, prender fischi per fiaschi.
Fiaschi per fischi?
La rappresentanza spesso, semplicemente non c'è.
E non c'è neppure il mio candidato.
Figuriamoci il candore, ma forse, in questo caso è meglio così.