VARESE I sindaci domani in Regione: oltre 200 famiglie ancora in attesa di risarcimento per il rumore dei jet

Terza pista a Malpensa, il «no» dei Comuni

Gli amministratori locali: «Le promesse di sviluppo economico non si sono concretizzate»

LONATE POZZOLO (Varese) - «Ma come, si parla di terza pista a Malpensa quando ancora devono essere risolti i problemi provocati dalle prime due? Non ci siamo. Domani andremo in Regione per dire che noi sindaci del territorio attorno all’aeroporto non siamo disposti a cedere». Piergiulio Gelosa, sindaco di Lonate Pozzolo, non immaginava di trovarsi alle prese con una grana del genere: da alcuni mesi è stato nominato responsabile del Cuv (il consorzio dei comuni di Malpensa) e si è trovato a gestire prima il problema delle famiglie che ancora vivono con gli aerei sopra la testa e ora la prospettiva che l’hub si «mangi» un’altra consistente fetta di territorio. Tutto nasce dall’intervista al Corriere del presidente della Sea Giuseppe Bencini: Malpensa sta crescendo - ha detto in soldoni il manager - e se non ci si prepara a costruire la terza pista, vincolando da subito i terreni attorno allo scalo, fra una decina d’anni l’aeroporto sarà al limite della sua capienza di traffico. «A noi - sottolinea Gelosa - il discorso è sembrato vagamente ricattatorio: se volete che vengano risolti i guai di chi ancora vive vicino all’aeroporto e che attende di avere una nuova casa, accettate la terza pista. Le premesse erano che gli enti locali dovevano essere coinvolti nelle decisioni che riguardano Malpensa». Nella zona oltre 200 famiglie, principalmente a Lonate e Somma, attendono dal ’99 che la Regione acquisti le loro case in modo da potersi trasferire in zone al riparo dal rumore dei jet in partenza e in decollo.
Gelosa non crede nemmeno alle prospettive di sviluppo economico delineate da Bencini con la terza pista: «Molti sono andati a lavorare a Malpensa accettando contratti a termine o atipici, nella speranza di ottenere poi un impiego fisso, ma in questi anni il precariato è cresciuto e le spese sociali finiscono sul libro paga nei nostri comuni. Solo a Lonate 150 persone hanno fatto domanda di un alloggio popolare e in cambio cosa abbiamo? Non incassiamo l’Ici sui negozi e sui magazzini di Malpensa, ma dobbiamo pagare di tasca nostra i servizi connessi con l’aeroporto, a cominciare dalla polizia municipale».

Claudio Del Frate